Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
8 luglio, San Pancrazio vescovo di Taormina

8 luglio, San Pancrazio vescovo di Taormina

San Pancrazio era nativo di Antiochia, in Cilicia, regione in cui si sentiva forte l’eco dei fatti prodigiosi della Palestina sulla vita di Gesù Cristo.
Racconta il Gaetani che San Pancrazio era appena adolescente, quando il padre, attratto dalla fama dei miracoli del Divino Maestro e infiammato dal desiderio di vederlo, si recò a Gerusalemme, portando con sé il figlio.

Lambert Sachs (1818–1903)- San Pancrazio – Wikipedia, pubblico dominio

Ebbe quindi San Pancrazio la straordinaria occasione di vedere con i suoi occhi il Redentore. Ritornato ad Antiochia, ebbe poi modo, “post Christi in caelum Ascensum”, dopo l’ascensione di Gesù al cielo (come si legge in Vitae Sanctorum Siculorum), di sentire predicare San Pietro. E da questi venne battezzato, avviato al sacerdozio e quindi consacrato vescovo.

Nell’anno 40, nel tempo in cui era imperatore Caligola, San Pancrazio fu mandato da San Pietro in Sicilia come vescovo di Taormina. In tale città egli riuscì a convertire tanti pagani, tra cui lo stesso prefetto. Si mobilitarono allora i suoi nemici contro di lui per sopprimerlo. “Promotore dell’assassinio fu Artagato, adoratore degli dei”, scrive il Gaetani. Egli, con un gruppo di amici, tese a San Pancrazio l’agguato in casa sua, dove, invitatolo per un banchetto, tentò di costringerlo a baciare un idolo di legno, idolo che il santo vescovo con un segno di croce ridusse in pezzi. E ciò gli costò la vita, perché venne immediatamente aggredito con i bastoni, con i pugni, con i morsi, con le pietre e con le spade. Il suo cadavere venne quindi occultato in un profondo pozzo; ma, scoperto poi dai suoi discepoli, ricevette degna sepoltura.  

Il Gaetani scrive, quindi, che il suo corpo fu trovato tramite un segno di luce divina dai discepoli, i quali lo seppellirono con sommo dolore: «Divinae lucis indicio repertum deinde corpus discipuli maximo cum luctu sepelivere».  E, quanto all’età di San Pancrazio, dice: “Vixit egregius Pastor ad summam senectutem, et Traiani principatus initia attigit”, cioè arrivò a tarda vecchiaia e giunse agli inizi del regno di Traiano. Essendo questi salito sul trono di Roma nell’ anno 98 d. C., l’età di San Pancrazio al tempo del martirio doveva oscillare intorno ai novant’anni.

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Stralcio testo tratto da un articolo di Diego Lodato pubblicato nella pagina di solfano.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Nota

Il patrono di Taormina si festeggia il 9 luglio, ma solo ogni quattro anni si svolge la festa solenne durante la quale sia la Vara di San Pancrazio che quella di San Pietro vengono portate in processione per le vie del paese. Va ricordato che il nuovo Martirologio della Chiesa Cattolica, approvato da papa Giovanni Paolo II, ha però tenuto conto dell’opzione orientale citando il santo il giorno 8 luglio.