Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Lingue dimenticate da secoli svelate da manoscritti del Monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

Una valle desertica, un monte dove si può immaginare di parlare con Dio, un luogo ammantato di spiritualità, sacro alle tre grandi religioni monoteiste: è il Monastero di Santa Caterina, nel Sinai.

Sorge ai piedi del monte Horeb, dove Mosè ricevette i comandamenti, e soprattutto dove Dio gli parlò, esortandolo a liberare il popolo di Israele dalla schiavitù egizia.

Illustrazione del Monastero nel 1863 – Immagine di pubblico dominio

Sorto nel VI secolo, il monastero è sacro anche all’Islam, perché la leggenda narra che Maometto vi trovò rifugio e salvezza. Lo pose quindi sotto la sua protezione, grazie alla quale rimase in piedi anche durante la dominazione araba.

La Protezione del Monastero – Documento attribuito a Maometto

Quello di Santa Caterina è il monastero cristiano più antico ancora in funzione, ma non solo: la sua biblioteca ha conservato tutto il suo patrimonio di antiche pergamene e manoscritti, una collezione seconda soltanto alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Il clima secco della regione ha contribuito a preservare gli antichi e preziosi volumi, ma è stato soprattutto l’isolamento in cui vivevano i monaci ad impedire che fossero distrutti. La quasi totale mancanza di contatti con il mondo esterno ha avuto anche un’altra conseguenza:
la penuria della materia prima su cui scrivere.
I monaci erano costretti a riutilizzare pergamene già scritte, cancellando testi considerati ormai inutili. Alcune tra le migliaia di antiche pergamene mostrano misteriosi testi, cancellati con il succo di limone; quello che restava dell’inchiostro veniva poi raschiato via. I monaci amanuensi eliminavano i volumi più antichi, scritti magari in una lingua della quale si era ormai persa la memoria. Queste pergamene sovrascritte, chiamate palinsesti, oggi costituiscono un patrimonio di immenso valore storico, sia per chi studia le fonti scritte del cristianesimo primitivo, sia per chi fa ricerca sulla storia dell’Egitto medievale, e soprattutto per chi si occupa di lingue antiche e sconosciute.

Per portare alla luce i palinsesti, gli scienziati usano una combinazione di diversi tipi di illuminazione, tra i quali gli ultrarossi e gli ultravioletti, poi, con l’aiuto di un algoritmo informatico, sono in grado di distinguere le iscrizioni più vecchie rispetto a quelle più recenti. La ricerca, iniziata nel 2011, ha portato alla luce almeno 130 palinsesti che i monaci avevano deciso di cancellare.

Oltre a testi in lingue conosciute, come il greco antico, il latino e l’arabo, sono state trovate tracce di idiomi praticamente sconosciuti e ormai estinti: un raro dialetto “aramaico cristiano palestinese”, più antico di altri dialetti simili, che si perse attorno al 13° secolo. E l’albanese caucasico, parlato in un territorio cristiano dell’attuale Azerbaigian:
i due palinsesti che lo contengono sono gli unici testi sopravvissuti in questa lingua ormai perduta

Oltre a queste straordinarie scoperte, sono stati rinvenuti testi in lingue più comuni, finora totalmente sconosciuti, come un centinaio di pagine di poesie in greco, e la più antica ricetta attribuita a Ippocrate.

Tutto ciò che gli studiosi stanno scoprendo viene pubblicato on-line, in modo che i ricercatori di tutto il mondo possano fruirne. Ma non solo: è un modo per salvaguardare il patrimonio di manoscritti del Monastero di Santa Caterina, che un anno fa ha subito un attacco da parte dei terroristi dell’Isis. E pensare che molti testi conservati nella biblioteca dimostrano che i rapporti tra Islam e Cristianesimo non sono sempre stati conflittuali, anzi:
alcuni palinsesti dimostrano che le Scritture cristiane venivano tradotte, e divulgate, in arabo

Sopra, un manoscritto in siriaco visto sia alla luce del sole sia in modalità di analisi, che svela il testo sottostante.

Secondo Padre Justin Sinaites, bibliotecario di Santa Caterina da oltre dieci anni, “non è possibile capire i problemi del mondo oggi senza capire la storia di questa parte del mondo”. Per consultare i manoscritti, o anche solo per curiosità, è possibile raggiungere la pagina dedicata.

.

Sotto, un video mostra il Monastero di Santa Caterina nel Sinai:

 

Articolo di Annalisa Lo Monaco, fonte: vanillamagazine.it

.

Similar posts