Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Una leggenda tutta italiana: il Guerrin Meschino

Il Guerrin Meschino, il leggendario cavaliere errante, è il titolo di un’opera letteraria a metà strada fra la favola e il romanzo cavalleresco, scritta intorno al 1410 dal trovatore toscano Andrea da Barberino. La sua prima pubblicazione avvenne nel 1473.

Monti_Sibillini_da_Smerillo.

La leggenda venutasi a creare nel corso dei secoli intorno alla grotta del Monte della Sibilla. La grotta della Sibilla, o della maga Alcina oppure delle fate, è una cavità che si trova a 2150 m. sul versante sud del Monte Sibilla nell’Appennino meglio precisato nella cosi detta catena dei monti Sibillini, tanto che nel XV al XVI secolo in tutta Europa i Monti Sibillini furono dipinti come terra di fate, negromanti e orrori di ogni genere.

Luoghi che hanno generato tante leggende: il Monte Sibilla, regno, per alcuni, della “illustre profetessa”, per altri, della “Circe ammaliatrice associata col demonio”.

Ma a noi piace considerarlo quale luogo incantato, governato da una regina fatata, la cui leggenda tra l’altro non è conosciuta solo in Italia, ma anche difusa in Europa.

Monti_Sibillini

«là, sovra i gioghi dell’Appennin selvaggio,
fra l’erte rupi una caverna appar,
vegliano le sirene quel faraggio,
fremono i canti e fanno delirar. »

(Giulio Aristide Sartorio, Sibilla, poema drammatico 1922)

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Al centro della vicenda è Guerrino, nato da Milone, re di Durazzo, e dalla moglie Fenisia. A causa di una guerra contro gli infedeli quando è ancora bambino viene affidato dai genitori alla balia, affinché lo porti in salvo. Viene però rapito dai pirati e venduto ad un mercante greco e da questi ulteriormente ceduto all’Imperatore di Costantinopoli come compagno per il figlioletto Alessandro.

nicco_guerinoA Costantinopoli Guerrino diviene amico di Alessandro tanto da convincerlo ad affrancarlo e a tenerlo a corte come “amico”. A corte Guerrino si innamora della sorella di Alessandro, Elisena, ma non esprime mai il suo sentimento in considerazione del fatto che non sa di chi egli sia figlio: per questo motivo inizia a farsi chiamare il Meschino.

L’imperatore decide un giorno di indire un torneo per maritare la figlia Elisena, torneo a cui possono partecipare soltanto i cavalieri, e Guerrino decide di partecipare in maniera anonima, aiutato da Alessandro che gli dona le vesti e le armi. Per tre giorni consecutivi riesce a vincere le gare del torneo. Ovviamente non può pretendere Elisena come moglie. La mano della giovane viene quindi chiesta all’imperatore da due principi arabi. All’opporsi dell’imperatore essi stringono d’assedio Costantinopoli.

L’imperatore riesce, soprattutto grazie all’aiuto di Guerrino, a cacciare i turchi e alla richiesta del Meschino di volersene andare alla ricerca dei veri genitori, acconsente, interrogando gli oracoli per sapere qualcosa della famiglia di Guerrino, senza però venire a capo di nulla.
Guerrino, all’età di vent’anni, parte quindi alla ricerca del suo passato.

Nella cultura pastorale leggere le vicende cavalleresche del Guerin Meschino, era assai diffuso.

ingresso_della_Grotta_della_SibillaLa leggenda del Guerin Meschino, e della savia Sibilla sono strettamente collegate. Il Guerino alla ricerca dei genitori, vuole a tutti i costi recarsi nella grotta, sicuro del fatto che la Sibilla possa dare una risposta al suo quesito. Lungo il cammino incontra molti gentiluomini che cercano invano di dissuaderlo, uno dei quali addirittura gli racconta, che, giorni indietro, tre ragazzi si recarono dalla maga, ma solo due fecero ritorno.

Ma il cavaliere non desistette e proseguì. Arrivato alla grotta, lo accolgono tre bellissime fanciulle che lo portano al cospetto della savia Sibilla. Ella ascolta la ragione della visita, poi inizia la sua opera di corruzione, per indurlo al peccato e perderne l’anima; il cavaliere resiste a tutte le tentazioni, e trascorso un anno decide a tutti i costi, di farsi svelare le sue origini, ma la Sibilla gli risponde beffardamente e sparisce. Con non poca difficoltà, il Meschino ritroverà l’uscita della grotta per ritornare al mondo reale e vivere da uomo in piena coscienza e serenità.

Crediamo che la morale di questa meravigliosa leggenda stia nel fatto che, purtroppo, non bisogna vivere nel mondo del fantastico traducendolo in realtà, bensì vivere la realtà del proprio status, tuttalpiù cercando di migliorarsi, senza millanterie o atteggiamenti di grandeur. Non si ha mai d’essere dimentichi chi si è e cosa si è, e che il prossimo, o meglio chi ci conosce ci giudica, soprattutto se è stato ingannato, per ciò dimostriamo nei fatti e nelle parole, e non altro perché l’essere senza apparire è sicuramente meglio che apparire senza essere, in serena coscienza e operoso onesto vivere. Chi vuole intendere intenda, ma questo pensiamo sia una realtà inconfutabile per l’Uomo d’oggi, non l’uomo anagrafico ma quello Vero! e che tale è riconosciuto e, quindi, sa d’essere.

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testo elab.da -g.m.s.
foto rielaborate da immagini tratte dal web

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