Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
19 marzo, San Giuseppe

19 marzo, San Giuseppe

Le fonti biografiche che riguardano S. Giuseppe sono quasi esclusivamente i brevi cenni dei Vangeli di Matteo e di Luca. Gli apocrifi non ci sono di aiuto essendo leggendari.
Giuseppe era discendente della casa di David.
«Giuseppe, figlio di David», così lo chiama l’angelo.
Il fatto saliente della vita di questo uomo «giusto» è il matrimonio con Maria, avvenuto in età giovanile o nella piena maturità. La tradizione popolare immagina Giuseppe in gara con gli altri aspiranti alla mano di Maria. 
La scelta sarebbe caduta su di lui perché il bastone che egli reggeva fiorì prodigiosamente, mentre quelli degli altri rimasero secchi.
La simpatica leggenda ha un suo significato mistico: dal ceppo ormai inaridito del Vecchio Testamento rifiorisce la grazia al nuovo sole della redenzione.

Raffaello Sanzio – Sposalizio della Vergine (1504), Pinacoteca di Brera, Milano – Wikipedia, pubblico dominio

Il matrimonio di Giuseppe con Maria fu vero matrimonio, anche se verginale.

Philippe de Champaigne – Il sogno di San Giuseppe – Wikipedia, pubblico dominio

Poco dopo il fidanzamento, Giuseppe, accortosi dei segni inconfondibili della maternità di Maria e tuttavia non nutrendo alcun dubbio sulla integrità della sposa, pensò di « rimandarla segretamente ». 
Essendo «uomo giusto», soggiunge il Vangelo (l’aggettivo usato in questa drammatica situazione è come il lampo abbagliante di un flash che illumina tutta la figura del santo), non volle dar seguito a sospetti né avallare con la sua presenza un fatto inspiegabile. 

L’angoscioso dilemma venne sciolto dalla parola di un angelo. 
Così egli «prese presso di sé la sua sposa» e con lei si recò per il censimento a Betlem, dove il Verbo eterno apparve in questo mondo, accolto dall’omaggio degli umili pastori e dei saggi e ricchi magi, ma anche dall’ostilità di Erode, che costrinse la sacra Famiglia a rifugiarsi in Egitto.

Tornarono quindi alla laboriosa quiete di Nazareth, fino ai dodici anni di Gesù, quando ci fu la parentesi della perdita e del ritrovamento di Gesù nel tempio. 
Dopo questo episodio, il Vangelo sembra accomiatarsi da Giuseppe con una suggestiva immagine della sacra Famiglia: Gesù obbediva a Maria e a Giuseppe e cresceva sotto il loro sguardo «in sapienza, in statura e in grazia».

Scene della vita di San Giuseppe: la morte del santo. Pannello superiore di una vetrata da una cappella absidale della chiesa di Saint-Austremonius di Issoire, Alvernia, Francia. – Wikipedia, pubblico dominio

Morto probabilmente prima dell’inizio della vita pubblica del Redentore, S. Giuseppe visse in umiltà lo straordinario privilegio di essere scelto a padre putativo di Gesù. 
La sua immagine rimase nell’ombra anche dopo la morte. Il suo culto iniziò infatti soltanto durante il IX secolo. 
Nel 1621 Gregorio XV dichiarò il 19 marzo festa di precetto, poi Pio IX proclamò S. Giuseppe patrono della Chiesa universale. 

Stralcio testo tratto dalla pagina: bolfissimo.altervista.org sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Andrea Camassei – San Giuseppe – Wikipedia, pubblico dominio

Il Nuovo Testamento non fa dire a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove né quando sia morto. Non si sa neppure dove sia la sua tomba, mentre ci è nota quella di Abramo che è più vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto.

Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei era assimilato al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale.

Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”. (Mt 18-19).

Legnanino – Il sogno di San Giuseppe – Wikipedia, pubblico dominio

Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l’esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l’intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé” (Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio.

Guido Reni – San Giuseppe con Gesù Bambino – Wikipedia, pubblico dominio

Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria.

Stralcio testo tratto dalla pagina: cassiciaco.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

 

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