Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Ganimede, uno degli “amori” di Zeus

Ganimede, uno degli “amori” di Zeus

Damiano Mazza (attribuzione), Ratto di Ganimede, sec. XVI (National Gallery, Londra) – Wikipedia, pubblico dominio

Ganimede è una figura della mitologia greca, figlio di Troo.

Ganimede, che indossa il berretto frigio, accanto a Zeus, trasformato in aquila. Marmo, opera romana del II secolo da un originale greco del tardo IV secolo a.C – Wikipedia, pubblico dominio

Il tema mitico di Ganimede è costituito dalla sua bellezza, di cui si invaghirono Minosse, Tantalo, Eos, o Zeus, come si racconta in una versione posteriore della leggenda.

Nell’Iliade di Omero, Diomede racconta che Zeus, affascinato dalla bellezza del ragazzo, lo rapì, offrendo in cambio al padre una coppia di cavalli divini e un tralcio di vite d’oro.

Zeus per sottrarre Ganimede alla vita terrena si sarebbe camuffato da aquila; sotto tale aspetto si avventò sul giovanetto mentre questi stava pascolando un gregge sul monte Ida, lo portò sull’Olimpo, dove ne fece il suo amante.

Per questo motivo nelle opere d’arte antiche Ganimede è spesso raffigurato accanto a un’aquila, abbracciato ad essa, o in volo su di essa.

Nell’Olimpo Ganimede divenne il coppiere degli dei (*), sostituendo Ebe, e in varie opere d’arte è quindi raffigurato con la coppa in mano.

La leggenda di Ganimede fu menzionata per la prima volta da Teognide, poeta del VI secolo a.C., anche se la tradizione potrebbe essere più antica. Di essa parla anche il poeta romano Publio Ovidio Nasone nella sua opera Metamorfosi, ma anche Virgilio nell’Eneide, all’interno del proemio.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

(*) Nota
Per celebrare gli eventi che circondano l’ascensione di Ganimede a “portatore d’acqua e servo degli dei”, Zeus ha successivamente posto Ganimede in cielo come costellazione dell’Acquario la quale è strettamente associata con quella dell’Aquila e da cui deriva il segno zodiacale dell’Acquario. Una delle lune di Giove deve il suo nome a Ganimede. 

Gabriel Ferrier – Ganimede (1874) – Wikipedia, pubblico dominio