Minosse, figlio di Zeus e della principessa Europa, fu un sovrano giusto e saggio dell’isola di Creta. La sua fama di rettitudine fu tale che, dopo la morte, divenne uno dei tre giudici dell’Oltretomba, accanto a Eaco e Radamanto.

Ludwig Mack – I giudici dei morti Minosse, Eaco (con lo scettro), Radamanto siedono sul trono e interrogano le ombre sulla loro vita e le loro azioni. – Wikipedia, pubblico dominio

Tuttavia, nei miti ateniesi, la sua figura è ricordata in modo ben diverso: come un tiranno crudele e spietato.

Alla morte del re Asterione, che lo aveva adottato, Minosse volle legittimare la propria ascesa al trono. Costruì allora un altare sul litorale e invocò Poseidone affinché gli inviasse un toro da sacrificare in segno divino della sua legittimità. Il dio del mare lo accontentò, ma Minosse, colpito dalla bellezza dell’animale, decise di tenerlo per sé, risparmiandogli la vita.
Offeso da questo atto di superbia, Poseidone punì il re facendo innamorare la sua sposa, Pasifae, del toro. Dal folle amore della regina nacque il Minotauro, una creatura mostruosa con corpo umano e testa bovina. Per nascondere l’abominio, Minosse ordinò all’ingegnoso Dedalo di costruire un labirinto inestricabile, dove rinchiudere la bestia.

Minosse secondo Gustave Doré – Wikipedia, pubblico dominio

Il regno di Minosse fu segnato da numerose guerre con i popoli vicini, che egli riuscì a soggiogare grazie alla sua abilità militare. Tra queste imprese, si ricorda la guerra contro Niso, re di Megara, il cui destino era legato a un magico capello d’oro. La figlia di Niso, Scilla, si invaghì perdutamente di Minosse e, per conquistarlo, arrivò a tradire il padre: gli tagliò il capello magico mentre dormiva e consegnò le chiavi della città al re cretese. Ma Minosse, inorridito dal gesto, rifiutò di portarla con sé. Disperata e respinta, Scilla si gettò nel mare, trovando la morte tra le onde.

La leggenda narra anche della guerra contro Atene, scatenata dalla morte di Androgeo, figlio di Minosse, ucciso per ordine del re ateniese Egeo. Per vendicarsi, Minosse sconfisse gli ateniesi e impose loro un tributo terribile: ogni nove anni, sette giovani e sette fanciulle dovevano essere inviati a Creta, destinati a essere sacrificati al Minotauro.
Questo orrore terminò solo grazie all’eroe Teseo, che, con l’aiuto di Arianna, figlia di Minosse, riuscì a uccidere il mostro e a uscire vivo dal labirinto.

La fine di Minosse avvenne lontano dalla sua isola. Secondo la leggenda, fu assassinato in Sicilia, mentre era ospite del re sicano Cocalo. Secondo il racconto di Diodoro Siculo nella Biblioteca storica, la sua tomba leggendaria si trovava sotto un tempio dedicato ad Afrodite.
Secoli dopo, Terone di Akragas avrebbe profanato quel luogo sacro con il pretesto di vendicare la morte del re cretese.

 

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