Un noto storico comincia la narrazione della vita di S. Giovanna d’Arco con queste parole: “Non c’è nella Storia una vita più straordinaria e più commovente di quella di Giovanna d’Arco, giovane pastorella che si trasforma in un comandante d’esercito, salva il proprio paese da un pericolo mortale e muore martire della sua fede religiosa e patriottica“.

Giovanna nasce nel 1412 in un piccolo paese chiamato Domrémy. Suo padre esercita una certa autorità sulla popolazione locale, profondamente fedele a Carlo VII. Fin dall’infanzia la bimba divenne estremamente pia. 
Ella, che apparteneva a una famiglia di modesti contadini, era, secondo una sua espressione, una “belgerette” (pastorella di pecore).
A 13 anni sente per la prima volta una voce soprannaturale che le parla: ha paura. 
Poi comprende che quella voce viene dal Cielo e in seguito le apparizioni si fanno più frequenti e precise: le appare S. Michele con altre due sante, Margherita d’Antiochia e Caterina d’Alessandria.

Giovanna d’Arco all’incoronazione del re Carlo VII nella cattedrale di Reims (Wikipedia – Pubblico dominio)

Le voci celesti esortano Giovanna a lottare per la Francia, e, quando Orleans é minacciata dal nemico, le viene rivelato che tocca a lei salvare la città. All’inizio Giovanna resiste, ma le voci continuano per 5 anni, con la stessa insistenza, a mostrarle la sua missione.

Alla fine Giovanna é convinta che non si può resistere alla volontà di Dio e decide di seguirla. Ella mostra alle sante che le appaiono un anello ricevuto dai suoi genitori con incisi i nomi di Gesù e Maria, queste toccano l’anello ed ella fa voto di castità.

Da questo momento la Santa incontra molti ostacoli nell’attuare la chiamata divina, a cominciare da quando parla a suo padre della faccenda: egli dichiara che preferisce cadere in rovina piuttosto che vederla partire per la guerra.

Con l’aiuto di uno zio che conosce il capitano comandante della guarnigione di Vancouleurs, cerca il modo di arrivare fino al Re, ma il capitano consiglia lo zio di Giovanna di dissuaderla da questa idea. Giovanna torna a parlare col capitano, questi la indirizza al duca Carlo di Lorena che la sottopone a un interrogatorio. Tornata ancora una volta dal capitano, gli parla con tale convinzione, che egli decide di indirizzarla al Re.

L’ufficiale le dà una spada ed invia attraverso di lei una lettera al monarca. Ella ottiene dalla popolazione locale una armatura ed un cavallo. Una scorta di 4 soldati e 2 servitori l’accompagna fino a Chinon, dove in quel tempo risiedeva Carlo VII.
Prima di giungere sul luogo, la Pulzella (la vergine), come era chiamata, manda al Re una lettera annunciando il suo arrivo, dicendo di portare buone notizie. Il monarca la fa sottoporre ad un interrogatorio prima di farla entrare nel castello, ma ella rifiuta di rivelare qualsiasi cosa senza averla precedentemente detta al Re. Questi decide allora di metterla alla prova e si traveste da uomo comune, mischiandosi ai nobili che occupavano la vasta sala del castello.
Giovanna, che non lo aveva mai visto, si dirige direttamente a lui dicendogli: “Io vengo per missione divina a soccorrere il regno e voi; il Re del Cielo ordina, per mio tramite, che siate consacrato e incoronato a Reims, e che siate, come lo sono sempre stati i Re di Francia, il luogotenente del Re del Cielo”. Il sovrano, sbigottito, si convince.
A Poitiers si riunisce una commissione ecclesiastica per studiare il caso, che, dopo aver fatto interrogare Giovanna da numerosi teologi per vedere se non fosse una strega, la riconosce per una buona cattolica e, presenta una relazione favorevole intorno alla veracità della missione di Giovanna…

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: totustuustools.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

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