Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette in viaggio (“frettolosamente” dice S. Luca) per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. E’ facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato” (S. Bernardino da Siena): “La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito…“. La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre…

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Raffaello Sanzio, La visitazione, 1517 (Wikipedia – Pubblico dominio)

Giotto, Chiesa inferiore Assisi, La Visitazione (Wikipedia – Pubblico dominio)

Luis de Morales – La Visitazione (Wikipedia – Pubblico dominio)

Rembrandt – La Visitazione (Wikipedia – Pubblico dominio)

Rubens – La Visitazione (Wikipedia – Pubblico dominio)

Woldemar Friedrich von Olivier – Visitazione della Vergine Maria (Wikipedia – Pubblico dominio)