Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

6 maggio 1527, il “sacco di Roma”

In ricordo di una pagina di storia
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Il 6 maggio 1527 ha luogo quel fatto che passerà alla storia come il “sacco di Roma“, episodio da configurarsi nella guerra fra l’imperatore Carlo V e la lega di Cognac.

Esso rappresentò uno degli avvenimenti più impressionanti e drammatici del XVI secolo, motivato certamente anche dall’odio religioso che vide i Lanzichenecchi scagliarsi contro San Pietro e il Vaticano, distruggendo tutto quello che non riuscirono ad asportare.
Le stanze di Raffaello furono trasformate in stalle, le chiese in accampamenti e bordelli. Tutto questo in conclusione è la tragica e finale conseguenza della disfatta delle truppe “italiane” iniziatisi nel novembre dell’anno precedente nel Mantovano dove pure morì Giovanni de’ Medici detto delle Bande Nere.

Jan Lingelbach – Sacco di Roma del 1527

La notizia del barbaro sacco di Roma commosse l’intera Europa. Lo stesso Carlo V ne fu indignato e per convincere i suoi sudditi che non era stato lui ad ordinare le atrocità commesse, fece sospendere le feste indette in Spagna per la nascita del figlio Filippo, fece fare preghiere per la libertà del Pontefice, come se questi non fosse suo prigioniero, e scrisse al re d’ Inghilterra e ad altri principi protestando che le violenze di Roma erano state commesse contro sua volontà ed avanzando proposte per una pace generale.
Ma Francesco I ed Enrico VIII rifiutarono le proposte dell’ imperatore e il 18 agosto del 1527 conclusero un trattato d’alleanza con il quale il re di Francia si  impegnava di mandare in Italia un esercito comandato dal Lautrec e il re d’Inghilterra di sborsare trentaduemila ducati al mese per le spese di guerra……

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fonte: tanogaboblog.it

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