Nella mitologia greca, Deimos incarna il terrore puro, quello che paralizza prima ancora che la battaglia inizi.
Figlio di Ares, dio della guerra, e Afrodite, dea dell’amore, Deimos rappresenta il lato oscuro e irrazionale della paura, diverso dalla strategia o dal coraggio. Non è il timore che avverte del pericolo, ma lo shock che blocca, il panico che spezza le fila di un esercito prima ancora che la spada venga sguainata.

Insieme al fratello Phobos (la paura), Deimos accompagnava il padre sul campo di battaglia, scatenando il caos tra i nemici.
Dove passava, si spezzavano ranghi, crollava la disciplina, il coraggio si scioglieva come neve al sole. Non aveva bisogno di armi: bastava la sua presenza per trasformare uomini in ombre tremanti.

 

Phobos e Deimos – Wikipedia, autore Lukiwerner50 – Opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 4.0

Il terrore di Deimos è ancora riconoscibile oggi, anche se ha cambiato volto. È il battito accelerato prima di una prova importante, l’ansia che toglie lucidità, il panico che travolge nelle situazioni estreme.
Deimos è eterno, perché il terrore non appartiene solo alla guerra, ma a ogni aspetto della vita umana dove il controllo vacilla.

Alla fine, Deimos ci ricorda una verità semplice ma potente: il terrore non viene sempre da fuori, spesso nasce dentro di noi.

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In astronomia
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Nel 1877, l’astronomo statunitense Asaph Hall, osservando Marte attraverso il telescopio dell’Osservatorio Navale di Washington, scoprì due piccoli satelliti in orbita attorno al pianeta rosso. 
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Deimos ripreso dal Mars Reconnaissance Orbiter  della NASA nel 2009 – Wikipedia, pubblico dominio

Li battezzò Fobos e Deimos, nomi ispirati alla mitologia greca: Fobos, personificazione della paura, e Deimos, personificazione del terrore, entrambi figli del dio della guerra Ares (il Marte dei Romani).”
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vedi anche:

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