Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

…E vui durmiti ancora!

..E vui durmiti ancora! è il titolo di una poesia siciliana scritta da Giovanni Formisano nel 1910 e musicata da Gaetano Emanuel Calì. 
Il Calì ebbe modo di leggere i versi del suo concittadino e la bellezza del testo lo colpì così tanto che, spinto dall’ispirazione, in una notte ne compose la musica. Tuttavia la versione musicata rimase solo un progetto personale e dovette attendere il 1927 per essere finalmente incisa.

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…E vui durmiti ancora!

…E voi dormite ancora!.
Lu suli è già spuntatu ni lu mari
e vui bidduzza mia durmiti ancora,
l’aceddi sunnu stanchi di cantari
e affriddateddi aspettanu ccà fora,
supra ‘ssu balcuneddu su’ pusati
e aspettunu quann’è cca v’affacciati.

Lassati stari, non durmiti chiùi,
ca ‘mmenzu ad iddi dintra a ‘sta vanedda
ci sugnu puru iù c’aspettu a vui
pri vidiri ‘ssa facci accussi bedda
passu ccà fora tutti li nuttati
e aspettu sulu quannu v’affacciati.

Li ciuri senza vui nun ponu stari
su tutti ccu li testi a pinnuluni,
ognunu d’iddi non voli sbucciari
su prima non si grapi ‘ssu balcuni,
dintra lu buttuneddu su’ ammucciati
e aspettunu quann’è cca v’affacciati.

Lassati stari, non durmiti chiùi,
ca ‘mmenzu ad iddi dintra a ‘sta vanedda
ci sugnu puru iù c’aspettu a vui
pri vidiri ‘ssa facci accussi bedda
passu ccà fora tutti li nuttati
e aspettu sulu quannu v’affacciati. 

passu ccà fora tutti li nuttati
e aspettu sulu quannu v’affacciati

Il sole è già spuntato in mezzo al mare
e voi bellezza mia dormite ancora,
gli uccelli sono stanchi di cantare
e infreddoliti aspettano qua fuori,
sopra questo balconcino sono poggiati
e aspettano quand’è che vi affacciate.

Lasciate stare, non dormite più,
che in mezzo a loro in questo vicolo
ci sono pure io che aspetto a voi
per vedere questo volto così bello
passo qui fuori tutte le notti
e aspetto solo quando vi affacciate.

I fiori senza di voi non possono stare
sono tutti con la testa penzolante
ognuno di essi non vuole sbocciare
se prima non si apre questo balcone
dentro il bocciolo sono nascosti,
e aspettano quand’è che vi affacciate.

Lasciate stare, non dormite più,
che in mezzo a loro in questo vicolo
ci sono pure io che aspetto a voi
per vedere questo volto così bello
passo qui fuori tutte le notti
e aspetto solo quando vi affacciate. 

passo qui fuori tutte le notti
e aspetto solo quando vi affacciate

Vi riporto una parte di una interessante pagina tratta da: http://guide.supereva.it/sicilia/interventi/2005/12/237134.shtml

Effimero scrive:

“E vui durmiti ancora” – canzone d’amore siciliana

Si dice che fosse il 1916. Sul fronte della Carnia si fronteggiavano gli austriaci e due reggimenti formati da Siciliani. Si sparavano e si ammazzavano. Una sera, splendendo la luna, uno dei nostri, un soldato siciliano, prese la sua chitarra e cantò. E mentre cantava, gli spari cessarono. E quando finì di cantare, gli austriaci applaudirono. Questa canzone, cantò il soldato. Non era quello il suo posto, in mezzo alla Morte. E lui invocò il suo posto.”

La storia, mi è stata raccontata, quando ero ancora fanciullo, da mia nonna ed ho deciso di aggiungerla, come sottofondo alla mia home page natalizia, corredata dal testo e dalla storia, per la dolcezza della musica e per la poesia che le parole esprimono e per il dolce ricordo che ho di mia nonna.  Un altro esempio della bellezza della Sicilia e della grandezza delle sue Genti.

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Il commento di Pietro Rizzo

Oggi si fa un gran parlare della musica popolare siciliana dell’ottocento, talmente bella da diventare classica.

I più attenti, come i tenori Roberto Alagna, Andrea Bocelli e Marcello Giordani, i cantanti Mario Venuti, Carmen Consoli, Michela Musolino, e tanti altri, si sono premurati d’incidere alcuni o intere raccolte di questi canti.

Ma nessuno! Cantante, erudito o musicologo, ha mai ricordato che Frontini, nel 1883, all’età di 23 anni, si presentò dal Cav. Ricordi, con la prima raccolta di canti siciliani, edita col titolo Eco della Sicilia – 50 canti.

Quest’anno ricorre il settantesimo della sua morte, credo che sia dovere d’artista o musicologo, segnalare che le più belle o le più conosciute melodie siciliane, come Mi votu e mi rivotu, Ciuri, ciuri, Amuri, amuri e tante altre, furono messe in musica da Frontini.

Personalmente, preferisco ricordarlo per l’opera, in 3 atti, Malìa (libretto di Luigi Capuana), anche in questo caso …… il silenzio (o il non sapere?) .

Saluti, Pietro Rizzo

 

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