asinoQuando morì sua moglie, Giufà (*) non fu in grado di versare neanche una lacrima, ma quando, dopo qualche giorno, gli morì l’asino non faceva altro che piangere.

Appena un amico gli domandava come stava, si metteva subito a piangere per la perdita dell’asino e a chi gli faceva notare questo suo strano comportamento, Giufà rispondeva:

Non accetto i vostri rimproveri e cercate di capire il mio dolore!! Quando è morta mia moglie tutti gli amici sono venuti a farmi le condoglianze e a confortarmi. Non ti affliggere, col tempo, vedrai troverai una moglie, di donne ce ne sono tante“, mi dicevate. “Mia sorella potrebbe essere la moglie giusta per te!” mi veniva proposto. Ed altri ancora mi offrivano la figlia senza dover pagare niente! 

Ma quando è morto il mio asino, nessuno di voi ha detto: “Non preoccuparti, ti darò un altro asino al suo posto!

_______________

(*) Giufà è un bambino del Sud, un bambino antico che porta con sé tutta quanta la cultura dell’oralità. Giufà vive ancora in ogni bambino, ma la società letteraria, scientifica e televisiva del nostro tempo ed una scuola smarrita nei metodi e nei fini stanno definitivamente cancellando questa essenziale maschera psicologica dell’infanzia. Così, come tanti eroi della televisione, Giufà, ora ci fa sorridere con le sue storie di furbizia, di sciocchezza e di saggezza, e ci permette di conoscere meglio la nostra cultura, rendendola divertente e avvincente.

.

fonte

.

vedi anche: