(revisione novembre 2025)

IL MATRIMONIO

 

Matteo 19, 3-6

[3] Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “E’ lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?”. [4] Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: [5] Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola[6] Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.

Marco 10, 6-9

[6] Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina[7] per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola[8] Sicché non sono più due, ma una sola carne. [9] L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”.

Matteo 22, 30-32

[30] Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. [31] Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: [32] Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi”.

Matteo 19, 10-12

[10] Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. [11] Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. [12] Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.

Luca Giordano – Il matrimonio della Vergine – Museo del Louvre – Wikipedia, pubblico dominio.

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RIFLESSIONI:
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Il matrimonio: sacramento e realtà umana

Nella tradizione cristiana, il matrimonio non è soltanto un legame affettivo o un patto sociale: è una realtà profondamente umana che Cristo ha elevato alla dignità di sacramento. Il canone 1055 §1 lo esprime con parole chiare, richiamandosi alla visione del Concilio Vaticano II: il matrimonio è “l’intima comunità di vita e di amore” fondata dal Creatore stesso, un’alleanza totale e irrevocabile orientata al bene reciproco degli sposi e all’accoglienza e alla crescita dei figli.

A differenza degli altri sacramenti, il matrimonio poggia su una realtà naturale preesistente: il legame tra un uomo e una donna, radicato nella loro identità sessuata e nel desiderio di costruire insieme un progetto stabile di vita. Guardato con pura ragione, esso appare come l’unione completa, fisica, psicologica e spirituale, di due persone che si scelgono per crescere insieme e, insieme, contribuire alla continuità della specie.

Nel sacramento, però, questa realtà umana viene illuminata da un significato ulteriore: il matrimonio diventa segno dell’unione sponsale tra Cristo e la Chiesa. Tale significazione non è causata dal rito, ma lo attraversa e gli conferisce una struttura teologica e giuridica del tutto particolare. Per questo il matrimonio conserva un’autonomia che lo rende presente anche fuori dalla Chiesa, come dato universale della condizione umana; ma, nei battezzati, contratto naturale e sacramento coincidono perfettamente. Lo scambio degli sposi diventa così un vero “contratto sacramentale”, in cui il consenso umano è trasformato in segno sacro.

 


La famiglia: luogo di dialogo, perdono e crescita

La famiglia è il cuore pulsante della società. Quando essa è ferita, anche il tessuto sociale si incrina. Oggi molte forze culturali, economiche, mediatiche, sembrano minarne la stabilità: dalla fragilità dei legami affettivi alla chiusura alla vita, dal primato dell’individualismo all’incapacità di perdonare. Relazioni extraconiugali presentate come normali, la ricerca di emozioni facili, la fuga dalle responsabilità familiari: tutto ciò concorre a disgregare un bene prezioso.

Raffaello Sanzio – Sposalizio della Vergine (1504), Pinacoteca di Brera, Milano – Wikipedia, pubblico dominio

Secondo la prospettiva cristiana, dietro queste dinamiche vi è una logica di “cultura della morte”, che contrasta con il progetto originario di Dio: «Maschio e femmina li creò» (Gen 1,27).

Le parole di Gesù nel Vangelo richiamano la radicalità di questo progetto: l’uomo e la donna, uniti nel matrimonio, diventano “una sola carne”, e nessuno può separare ciò che Dio ha unito (Mt 19,4-6).

Nell’esperienza quotidiana, tradimenti e infedeltà non generano felicità, ma smarrimento, rabbia, senso di colpa, perdita di pace. Le emozioni intense che li accompagnano non sono frutto dell’amore, ma della tentazione, del cedimento all’istinto.

La tradizione biblica e cristiana invita a vigilare sui sensi, custodire il cuore, evitare ciò che alimenta la fragilità e il peccato.
Le Scritture ricordano che il vero amore è limpido, fedele, orientato al bene dell’altro.

Davanti all’errore, però, non manca mai la possibilità del ritorno: la misericordia di Dio è più forte di ogni caduta.

Il cammino passa attraverso la conversione del cuore, la verità, il perdono, la ricerca della luce che libera dall’oscurità.

Questo testo mette in dialogo due livelli:
1. Il piano teologico-giuridico, che descrive il matrimonio come realtà naturale universale e, per i battezzati, come sacramento che diventa segno dell’unione Cristo-Chiesa.
2. Il piano morale e pastorale, che riflette sulle sfide contemporanee alla stabilità familiare, richiamando i fedeli a una vita orientata alla fedeltà, alla responsabilità e alla verità dell’amore.

Ne emerge una visione del matrimonio come via di crescita umana e spirituale, luogo in cui l’amore diventa non solo sentimento, ma scelta quotidiana di bene, dialogo, perdono e costruzione reciproca.

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