Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Sileno, una divinità silvestre di grande saggezza

Sileno, una divinità silvestre di grande saggezza

Maarten van Heemskerck – Processione trionfale di Bacco (Il trionfo di Sileno) – Wikipedia, pubblico dominio

Figlio di Ermete (o Pan) e di una ninfa, educatore di Dioniso e suo compagno inseparabile.

Pingue, calvo, con il naso camuso e grosse labbra, sempre ebbro, seguiva il corteo bacchico a cavallo di un asino o sostenuto dai Satiri; si dilettava del vino, della musica e del canto.
Si vantava di aver preso parte alla lotta contro i Giganti a fianco del suo pupillo Dioniso, uccidendo Encelado e spargendo il panico tra gli avversari col raglio del suo vecchio asino.

Gli Orfici videro in lui un saggio, sprezzatore di beni terreni: fu anche ritenuto un veggente che rivelava il futuro solo se costretto, legato con catene di fiori.
Un giorno il vecchio satiro Sileno si allontanò dal disordinato esercito dionisiaco che marciava dalla Tracia verso la Beozia e si addormentò, ubriaco fradicio, nel giardino di rose di re Mida.

Attribuito a Antoon van Dyck – Sileno ubriaco sostenuto da Satiri – Wikipedia, pubblico dominio

I giardinieri lo inghirlandarono di fiori e lo condussero dinanzi a Mida, cui egli narrò storie meravigliose e gli insegnò il profondo segreto della vita umana: ovverosia che la cosa migliore per un uomo è di non nascere affatto, e la meno grave è di morire al più presto possibile.
Mida, deliziato dalla fantasia e dalla saggezza di Sileno, lo trattenne per cinque giorni e cinque notti e poi ordinò a una guida di scortarlo fino al quartier generale di Dioniso.
Virgilio narra di come un giorno due pastori catturassero Sileno e si facessero raccontare storie fantastiche.

Sileno generò molti figli con le ninfe e gli si attribuiva la paternità del centauro Folo (Pholos), ch’egli avrebbe avuto da una ninfa dei frassini.

Baccanale con Sileno di Andrea Mantegna, c. 1470, incisione, Museo d’arte di Honolulu – Wikipedia, pubblico dominio

Si conobbero anche i Sileni, che pare fossero di origine asiatica, quali geni delle sorgenti, profeti e musici. Perdettero la primitiva natura quando furono aggregati nel corteggio dionisiaco, e furono allora birbaccioni allegri e spensierati come i Satiri; ebbero forma umana e coda di cavallo. Loro padre fu immaginato Papposileno, dalla figura esclusivamente animalesca e spesso con il corpo coperto di peli.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…