Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
14 agosto, san Massimiliano Maria Kolbe

14 agosto, san Massimiliano Maria Kolbe

Raimondo Kolbe nasce nel 1894 in un paesino della Polonia centrale allora sotto il dominio russo. Affascinato dalla figura di san Francesco, nel 1910 indossa il saio dei francescani cambiando il nome in Massimiliano ed aggiungendo quello di Maria per esprimere alla Vergine tutta la sua devozione. A Lei, solo a Lei, fa riferimento tutta la sua vita.

Massimiliano Kolbe nel 1936 – Wikipedia, pubblico dominio

Uomo intrepido, con grande forza di volontà e determinazione si spende per diffondere ovunque l’amore all’Immacolata, con gli strumenti più moderni, per conquistare il mondo intero, tutti i cuori.

Così nell’Europa ancora sconvolta dalla Prima guerra mondiale, partono una dopo l’altra a ritmo incalzante le sue numerose iniziative: la “Milizia dell’Immacolata”, la rivista settimanale “Il Cavaliere dell’Immacolata” che arriverà a stampare due milioni di copie, la fondazione della città-convento dedicata all’Immacolata: Niepokolanow, dove prevede addirittura la pista di atterraggio degli aerei, oltre alla stazione radio.

Niepokalanów (Città dell’Immacolata), frontone della basilica – Wikipedia, foto di Fczarnowski, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Parte missionario per il Giappone dove crea, alla periferia di Nagasaki, la cittadella mariana Mugenzai no Sono (giardino dell’Immacolata).

Rientrato in Polonia perché seriamente ammalato ai polmoni, vive il dramma dell’invasione tedesca e della sconfitta dell’esercito polacco nel settembre del 1939, sarà incarcerato e poi rilasciato l’8 dicembre 1939, festa dell’Immacolata.

Viene arrestato dalle SS per la seconda volta e dopo qualche mese condotto ad Auschwitz nella primavera del 1941.
La sua breve intensa vita termina giovedì 14 agosto 1941 con una iniezione di acido fenico. Ha già trascorso dieci giorni nel bunker della morte senza mangiare e senza bere, in compagnia di altre nove persone. Kolbe offre la sua vita in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia.

Targa commemorativa per le vittime naziste (Vienna, Kolonitzplatz, chiesa, Maximilian Kolbe) – Wikipedia, foto di GuentherZ, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Papa Paolo VI nel 1971, in occasione della beatificazione, disse: “Tutta la sua vita è una testimonianza del suo amore verso Dio e verso il prossimo e l’Immacolata”.

Papa Giovanni Paolo II lo proclama santo nell’ottobre del 1982 affermando: “San Massimiliano non morì, ma diede la vita..”.

Stralcio testo tratto dalla pagina: kolbelecco.org sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

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