La parola Rosario, da cui prende il nome la preghiera, in onore della Vergine, più diffusa ed amata dal popolo cristiano, deriva dal latino Rosàrium che significa giardino di rose, roseto. Fu così chiamata poiché i grani della corona usata per contare, si dissero rose quasi a rappresentare i fiori di un mistico serto in onore di Maria.

Albrecht Dürer – Festa del Rosario. – Wikipedia, pubblico dominio

Le sue origini si possono collocare intorno all’anno mille nei monasteri dell’Irlanda del IX secolo, dove si recitavano i 150 Salmi di Davide. In questi monasteri però vi si trovavano monaci conversi che non sapevano leggere e scrivere e non potevano imparare a memoria i 150 salmi, allora un monaco suggerì di recitare 150 Pater Noster al posto dei 150 Salmi. Dopo breve tempo i Pater Noster vennero sostituiti dal Saluto Angelico, la prima parte dell’Ave Maria di oggi, le cui origini, risalenti ad alcuni secoli prima, sono da attribuire ai cristiani che, guidati dall’istinto della fede, la composero ricavando dal Vangelo di Luca le parole che l’Angelo Gabriele e Santa Elisabetta dissero alla Vergine (cf.Lc 1,28-42). Le ripetizioni vennero ridotte a 50, ridimensionando così il numero totale di preghiere per ogni corona.

Nei primi decenni del 1400, un giovane novizio della Certosa di Treves, Domenico Helian detto il Prussiano, associò ad ogni Saluto Angelico, dopo il Nome di Gesù, una clausola che richiamava un episodio della Sua vita o di quella della Vergine, corrispondente ai vangeli dell’infanzia di Cristo, della sua vita pubblica e della sua Passione e Risurrezione.
Il Salterio di Maria, da qui in poi venne chiamato rosario ed in alcuni luoghi corona, ovvero piccolo serto.

Originariamente l’Ave Maria terminava dopo la clausola, seguita dall’Amen e dall’Alleluia, in quanto non si era ancora diffusa la seconda parte della preghiera, anch’essa nata all’interno dell’Ordine monastico dei Certosini e da loro largamente diffusa.

Immagine del beato Alain de La Roche (Alano della Rupe) su di un salterio del 1492. – Wikipedia, pubblico dominio

Verso il 1470 il Beato Alano de la Roche inaugura una nuova fase della propagazione di questa pratica devozionale. Dà diffusione, infatti, alla tradizione della Chiesa secondo la quale il Santo Rosario sarebbe stato ispirato a San Domenico, per convertire i non credenti e i peccatori, direttamente dalla Santa Vergine a lui apparsa e ripropone la meditazione dei misteri suddivisi in tre cinquantine: gaudiosidolorosi e gloriosi, raggruppati in quindici episodi principali.

La struttura definitiva al Rosario fu data da fra Alberto di Castello nel 1521. Il numero dei misteri viene ridotto a 15 scelti tra i principali e nel 1569, con la bolla “Consueverunt Romani Pontefices”, Papa Pio V consacra definitivamente la pratica del Rosario in questa forma semplificata non molto dissimile da quella in uso oggi. Lo stesso Pontefice, nel 1572, con la bolla “Salvatoris Domini”, scritta a pochi mesi dalla vittoria di Lepanto delle forze navali cristiane contro la flotta navale turca, istituisce la celebrazione liturgica di Nostra Signora della Vittoria, nella convinzione che la vittoria fosse dovuta al possente intervento della Madonna del Rosario. Nell’anno successivo , Papa Gregorio XIII, con la bolla “Monet Apostolus” istituisce la festa solenne del Rosario, inserendola nel calendario liturgico alla prima domenica di ottobre.

Molti sono i Papi che hanno scritto documenti sul Rosario, a cominciare da Urbano IV (1261-64) fino a Giovanni Paolo II; ancora di più sono i Papi che, pur non avendo scritto documenti specifici sul Rosario, hanno esaltato e raccomandato questa preghiera definita “Vangelo in compendio”“salterio del popolo”“catena dolce che ci riannoda a Dio”“preghiera della famiglia e per la famiglia”“scuola di contemplazione e di meditazione” dei misteri di salvezza utili a metterci in comunicazione con Gesù attraverso il cuore della Madre.

Papa Leone XIII fu detto il papa del Rosario per i numerosi documenti (12 Encicliche) che dedicò a questa preghiera con la quale si assicurava, come da Lui stesso affermato nell’Enciclica Supremi Apostalatus Officio, “un esercito di contemplativi” grande quanto il popolo cristiano, unendolo in una supplica corale difronte ai mali della società. In risposta a questo appello il Beato Bartolo Longo formulò la celebre supplica….

Giovanni Paolo II dedicò a Maria il suo motto: Totus tuus e a Lei dedicò molti dei suoi documenti. Sul Rosario in particolare scrisse la Lettera Apostolica, del 2002, Rosarium Virginis Mariae nella quale delineò il bisogno della Chiesa di contemplare Cristo mettendosi alla scuola di Maria.
Il contenuto del Rosario, secondo il Pontefice, è il volto di Cristo contemplato con gli occhi e con il cuore di Maria. Con questa Lettera Apostolica il Santo Padre istituì 5 nuovi misteri che chiamò Misteri della Luce e proclamò l’anno dal 16 ottobre 2002 al 16 ottobre 2003 anno del Rosario.

Rosario – Wikipedia, pubblico dominio

Oggi per la recita del Santo Rosario viene utilizzata la corona, originariamente si utilizzava una cordicella con nodi che veniva chiamata “Paternoster” anche quando serviva per contare le Ave Maria…

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: straordinaria.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

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