(revisione agosto 2025)

Per molti di noi, me compreso, l’immagine dell’Impero Romano è stata modellata più dai film che dai libri di storia o dalle visite a musei e mostre. Le figure degli antichi romani che ci vengono subito in mente sono quelle viste al cinema o in TV: Il Gladiatore, Spartacus, Ben Hur, solo per citarne alcuni. Ma sebbene affascinanti e spettacolari, questi film non offrono una rappresentazione storicamente accurata: mostrano piuttosto una versione “romanzata” pensata per intrattenere il pubblico.

Ecco alcuni dei miti più diffusi e falsi legati all’antica Roma:

1. Il “pollice verso”
Contrariamente a quanto si vede nei film, l’imperatore non decideva la sorte del gladiatore con un semplice pollice alzato o abbassato. Il gesto autentico era più complesso: una mano aperta significava grazia, una mano chiusa voleva dire morte. E a decidere non era il pubblico, ma l’imperatore stesso. Se un gladiatore uccideva l’avversario senza aver ricevuto il segnale, poteva a sua volta essere condannato a morte.

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Image by LoggaWiggler from Pixabay

2. Il latino “da film”
Sì, i romani parlavano latino, ma non quello forbito delle iscrizioni o delle versioni scolastiche. Quello era il latino classico, usato per la scrittura e l’ufficialità. La lingua parlata quotidianamente era il latino volgare, da cui derivano l’italiano, il francese, il portoghese e altre lingue romanze. Inoltre, dal IV secolo in poi, nell’Impero Romano d’Oriente il greco sostituì il latino come lingua principale.

3. Il “vomitorio”
Secondo una leggenda molto diffusa, i romani si abbuffavano a tal punto da dover vomitare per poter ricominciare a mangiare. Ma il “vomitorium” non era affatto un luogo per svuotare lo stomaco: era semplicemente un passaggio all’interno degli anfiteatri, pensato per permettere al pubblico di entrare e uscire rapidamente.

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Rappresentazione schematica del vomitorium di un teatro – Wikipedia, pubblico dominio

4. La plebe
Spesso si pensa che i plebei rappresentassero tutti i poveri dell’antica Roma. In realtà, erano una classe sociale distinta, contrapposta ai patrizi (l’aristocrazia), ma non necessariamente povera. Alcuni plebei potevano accumulare ricchezze considerevoli. Tuttavia, nonostante la ricchezza, la loro classe sociale rimaneva immutata.

5. La toga
Nell’immaginario collettivo, tutti i romani indossavano la toga. In realtà, la toga era un abito cerimoniale, riservato a occasioni ufficiali e ai cittadini maschi di un certo rango. La maggior parte dei romani indossava tuniche semplici, pratiche e adatte alla vita quotidiana. Dire che “i romani portavano la toga” è un po’ come dire che “gli scozzesi indossano sempre il kilt”.

6. Cartagine e il sale
Un altro mito popolare riguarda la distruzione di Cartagine, secondo cui i romani avrebbero cosparso i campi con il sale per rendere sterile il suolo. In realtà, dopo aver vinto la terza guerra punica, i romani distrussero completamente la città e ne saccheggiarono ogni angolo, ma non ci sono prove storiche dell’uso del sale. La leggenda, più che storica, è diventata un modo di dire. Le rovine e i resti archeologici, invece, sono stati un vero grattacapo per gli studiosi.

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Veduta aerea delle rovine di Cartagine – Wikipedia, pubblico dominio


7. “Anche tu, Bruto?”
La celebre frase attribuita a Giulio Cesare, “Tu quoque, Brute, fili mi”, è nota grazie a Shakespeare, ma non corrisponde alla versione storica. Lo storico Svetonio riporta che le parole pronunciate da Cesare al momento dell’aggressione furono in greco: kai su, teknon, ovvero “anche tu, figlio mio?”.

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Vincenzo Camuccini, la morte di Cesare – Wikipedia, pubblico dominio

Ma il significato potrebbe non essere solo di sorpresa o delusione: secondo alcuni, si trattava di una profezia o di una minaccia, nel senso di “anche tu, Bruto, farai la stessa fine”.

8. Le gladiatrici
Quando si pensa ai gladiatori, si immaginano solo uomini. Eppure, esistevano anche le gladiatrices, le gladiatrici.

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Il bassorilievo di due gladiatrici trovato ad Alicarnasso – Wikipedia, pubblico dominio

Combatterono nelle arene fino a quando, attorno all’anno 200, l’imperatore Settimio Severo vietò questi scontri tra donne. Sarebbe curioso immaginare un remake del Gladiatore con una protagonista femminile acclamata al grido di “Spagnola! Spagnola!”

9. Nerone e l’incendio di Roma
Contrariamente alla leggenda secondo cui Nerone avrebbe incendiato Roma (magari suonando la lira mentre la città bruciava), le fonti storiche moderne indicano che l’imperatore non si trovava nemmeno in città quando scoppiò l’incendio. Le accuse, probabilmente, furono frutto della propaganda politica successiva.

 

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Ci siamo lasciato affascinare dal mondo romano grazie al grande schermo…, Ma conoscere la verità dietro ai miti non fa che rendere ancora più interessante la storia di Roma.

 

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