Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Brolo e la leggenda di Maria La Bella

Castello-di-BroloSituato lungo la costa tirrenica, tra i comuni di Gioiosa Marea e Capo d’Orlando, circondato dalla catena montuosa dei Nebrodi e da una vasta pianura di giardini che degrada sul mare, sorge Brolo, cittadina in provincia di Messina, indicata nelle antiche mappe dei geografi arabi come Marsā Dālīah, il “porto della vite” in quanto qui le navi caricavano il vino.
La sua storia è legata a quella del Castello di Brolo, situato su un’incantevole promontorio a picco sul mare, dominando il borgo sottostante con la sua magnifica torre. 

L’edificio, costruito nel X secolo d.C., fu ambita sede di nobili, oltre che residenza della Principessa Bianca Lancia, moglie dell’imperatore Federico II e madre di Manfredi, re di Sicilia.

Il Museo del Castello offre una varietà di oggetti difficilmente riscontrabili in altre sedi: armi, armature e abiti d’epoca medievali ma soprattutto antichi strumenti di tortura usati dai Tribunali dell’Inquisizione, sopravvissuti fino al XVIII.
Eretici, traditori, streghe venivano sottoposti a raccapriccianti angherie e coloro che non si dichiaravano colpevoli, finivano gli ultimi istanti della loro vita sotto questi strumenti infernali.

Al secondo piano della torre, oltre alla bellissima sala di rappresentanza, ci si immette sul balcone panoramico, dal quale è possibile ammirare un tratto di Costa Saracena in direzione di Messina.

Al balcone è legata anche la leggenda di Maria La Bella, figlia di Francesco I. La principessa era solita aspettare affacciata al balcone il suo amante che sopraggiungeva dal mare. Lo spasimante, una volta raggiunta la torre, si aggrappava alle lunghe trecce dell’amata per raggiungerla in segreto.

BROLO-torreDi ciò si accorse il principe, suo fratello che, ingelosito, decise di uccidere chi gli aveva insidiato la bella Maria. Dopo l’ultimo incontro d’amore, in una notte buia e senza stelle, l’innamorato venne ferito a morte dal fratello di Maria, appoggiato sullo scoglio antistante, forse per questo detto “Scoglio del pianto”.

BROLO-scoglioOrmai senza vita, messo in un sacco, il corpo del povero giovane venne calato a fondo. Da allora la bellissima principessa lo attese invano, senza avere più pace, tanto che la leggenda narra che la sua anima ancora aleggi vicino allo scoglio, consigliando i pescatori quando è bene ritirarsi o augurando loro buona pesca quando il mare è in bonaccia.

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Fonti: meteoweb.eu  e viaggiareconilweb.com

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