Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Dissertazione sulle “streghe”

… la strega è colei che ha ceduto alle lusinghe del maligno….

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Sin dall’antichità, le streghe sono non di rado rappresentate accanto ad un filatoio o nell’atto di intrecciare nodi, a richiamare l’idea di vendetta, tessendo, cioè, il destino degli uomini e ponendoli di fronte a mille ostacoli. Inoltre, ogni strega della tradizione è accompagnata da qualche strano animale con caratteri diabolici che fungerebbe da consigliere della propria padrona, quali gatto, corvo, civetta, topo o rana.
Nelle nebbie della storia dimenticata affonda l’origine della stregoneria: pochissime fonti scritte e tantissime storie tramandate oralmente che raccontano l’eterna contrapposizione bene-male, notte-giorno e del frutto di quest’eterna lotta.

stregafuocoLa strega è colei che ha ceduto alle lusinghe del maligno per sete di potere la strega per tanto è una peccatrice agli occhi della chiesa, essendo uscita o avendo rinunciato alla grazia divina.
Le streghe furono sottoposte ad una tremenda caccia da parte di un clero, ovviamente ignorante, e o da dicerie contadine che attribuivano ad esse i malesseri dovuti a scarsi raccolti o a malattie talvolta epidemiche che colpivano il villaggio.
La strega non di rado fu sottoposta a dei veri e propri processi giudiziari e in casi dubbi si ricorreva all’ordalia, cioè la richiesta a Dio di un segno della colpevolezza o dell’innocenza, ma l’epilogo in genere era sempre lo stesso, il rogo..

Gregorio IX nel 1231 istituì un apposito tribunale, quello della Santa Inquisizione, per punire gli eretici e streghe comprese. L’ inquisizione originata inizialmente per fronteggiare le predicazioni di vari riformatori ecclesiali in contrapposizione con i dettami della Chiesa di Roma finirà sempre più per condannare la donna quale istigatrice pervasa dal maligno.

strega01Sarà nel 1484 Innocenzo VIII che promulga la bolla Summis Desiderantes Affectibus, dando incarico ai domenicani Heinrich Institor e Jakob Sprenger di “punire e incarcerare ” le persone infette dal crimine della “perversione eretica”.
L’inquisizione si estese a tutta l’Europa, in particolare in Francia, Germania e Inghilterra, sarà in questo periodo che molte streghe saliranno sul rogo, in realtà erano donne comuni, che avevano il torto della conoscenza delle erbe più o meno medicinali o il più delle volte delle povere malate di mente.

Non dà gioco, nei riguardi della donna, quanto edotto da San Paolo “Voglio tuttavia che sappiate questo: Cristo è il capo di ogni uomo, l’uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo mentre la donna è soggetto dell’uomo. Infatti, l’uomo non ebbe origine dalla donna, ma fu la donna ad esser tratta dall’uomo; né fu creato l’uomo per la donna, bensì la donna per l’uomo

stregheMa ancor peggiori furono le considerazioni a riguardo le donne:
il maestro di Agostino, Clemente Alessandrino, asseriva che le donne dovessero vergognarsi già soltanto d’appartenere al loro sesso;
Crisostomo le relegava al rango d’oggetto utile soltanto ad appagare la libidine maschile;

Ottone da Cluny affermava che tanto varrebbe abbracciare del letame, anziché una donna;
per Boezio, le donne erano un templio costruito su una fogna.

Per Goffredo di Vendôme, Bernardo da Morlas e Cantore qualcosa che non osiamo trascrivere, mentre quel genio incompreso di Tertulliano, quasi anticipando i musulmani sulla scia degli insegnamenti di Paolo, nel De virginibus ordinava che girassero perennemente vestite a lutto e velate, qualora non rimanessero segregate in casa.

Tommaso d’Aquino poi così spiegava il suo odio per le donne: “Per quel che concerne la natura individuale, la donna è difettosa e mal nata, poiché il potere attivo del seme maschile tende alla produzione di un essere perfetto nella figura di un individuo di sesso maschile, mentre la nascita di una donna deriva da un malfunzionamento di questo seme.”

Non è da meno Alberto Magno, patrono degli scienziati, così ammoniva il fedele, con tutta la consumata sufficienza di un “amatore” d’altri tempi, ricalcando il pensiero di Aristotele: 
– “La donna è meno morale dell’uomo, essendo imbevuta di più liquido, elemento mutevole, il che la rende volubile, curiosa: quando ha un rapporto con un uomo, desidera farsi penetrare anche da un altro. Credimi, se le dai fiducia, rimarrai deluso. Credi ad un esperto maestro. La donna è un uomo malriuscito che cerca di ottenere ciò che desidera con la falsità, con inganni demoniaci. L’uomo deve guardarsi da ogni donna, come da un serpente velenoso e un diavolo cornuto. Se raccontassi quel che sò sulle donne, il mondo ne rimarrebbe strabiliato!”.

stralcio testo da: umsoi.org 

immagini tratte dal web

 

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