L’Inquisizione è davvero scomparsa? La caccia alle streghe continua…
Ammaliatrici della notte, capaci di preparare filtri e incantesimi, pericolose divoratrici di bambini, in volo su una scopa, complici del Demonio, sempre affiancate da un gatto nero.
È questa l’immagine che la tradizione ha fissato nella nostra mente alla parola “strega”.
A partire dal tardo Medioevo, ciò che era iniziato come una caccia agli eretici, rei di deviare dalla dottrina cattolica, si trasformò progressivamente in una vera e propria persecuzione delle donne considerate streghe. Questa caccia si protrasse per quasi quattro secoli, lasciando dietro di sé migliaia di vittime.
Un ruolo chiave lo ebbe il Malleus Maleficarum (“Il martello delle streghe”), scritto dai domenicani Heinrich Kramer e Jakob Sprenger. Questo testo, autentico manuale per inquisitori, fu una sorta di “enciclopedia della demonologia” e fornì le basi teoriche e procedurali per smascherare, interrogare e torturare le presunte streghe. La sua terza parte, la più tristemente celebre, illustrava con dettaglio le tecniche per estorcere confessioni.
L’Inquisizione, dunque, si scatenò prima contro gli uomini accusati di eresia, poi soprattutto contro le donne: le più numerose e più “pericolose”, perché ritenute dissolute, volubili, vendicative. L’accusa centrale era l’aver stretto un patto con il Diavolo, ottenendo poteri sovrannaturali.
Ma la vera minaccia che queste donne rappresentavano non risiedeva nei presunti poteri oscuri, bensì nella loro diversità. Erano spesso donne libere, anticonformiste, indipendenti. Alcune conoscevano le erbe e i rimedi naturali, altre vivevano ai margini, altre ancora osavano sottrarsi ai ruoli tradizionali. E tutte, per questo, erano sospette.
Un tempo la “Stryx”, figura antica di sacerdotessa e guaritrice, rispettata dalla comunità per il suo sapere, fu progressivamente trasformata in serva del Male. L’autorità spirituale e pratica che il popolo le riconosceva era intollerabile per la Chiesa, che mirava a essere l’unica custode del sapere e della salvezza. Cancellare queste donne diventò un modo per consolidare il controllo culturale e religioso.
Bastava poco per essere accusate: una parola sbagliata, uno sguardo, un comportamento insolito. In un mondo dominato da ignoranza, paura e superstizione, la diversità diventava colpa. La condanna poteva arrivare anche solo per calunnia.
E oggi, è davvero tutto finito?
L’Inquisizione come istituzione è scomparsa. Ma lo spirito inquisitorio?
La caccia alle streghe non è terminata. Ha solo cambiato forma.

Francisco Goya – Il sonno della ragione produce mostri, 1799 – Museo Nelson-Atkins, Kansas City (Missouri) – Wikipedia, pubblico dominio
Ancora oggi si emarginano le persone diverse, si isolano le voci fuori dal coro, si colpiscono coloro che non si adeguano. Le “streghe” moderne sono le donne libere, le minoranze, i fragili, i ribelli. In un’epoca in cui non possiamo nemmeno più giustificarci con l’ignoranza, la discriminazione continua a esistere sotto nuove maschere.
Il fuoco non brucia più sui roghi, ma il giudizio sociale, il pregiudizio, la violenza verbale e sistemica fanno ancora vittime. La storia ci insegna che ogni volta che si cerca un colpevole facile, ogni volta che la diversità fa paura, siamo di nuovo davanti a un tribunale inquisitorio.
E oggi che cosa è cambiato, l’Inquisizione è davvero scomparsa?
La caccia alle streghe non è terminata, è rimasta immutata. La caccia all’emarginato, al diverso, è sempre all’ordine del giorno, in un’epoca in cui non possiamo nemmeno nasconderci dietro la scusa dell’ignoranza…
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