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Tommaso Moro: il politico che immaginò l’Utopia e sfidò un re

Tommaso Moro (in latino Thomas Morus, in inglese Sir Thomas More), nacque a Londra il 7 febbraio 1478 e morì, sempre a Londra, il 6 luglio 1535. Fu un grande umanista, scrittore e politico cattolico inglese, noto tanto per la sua integrità quanto per la sua visione innovativa della società.

Durante la sua carriera raggiunse fama internazionale come autore umanista e ricoprì importanti incarichi pubblici, tra cui quello di Lord Cancelliere d’Inghilterra dal 1529 al 1532, al servizio del re Enrico VIII.

Cattolico convinto, Moro rifiutò di riconoscere l’Atto di Supremazia, con cui Enrico VIII si proclamava capo della Chiesa d’Inghilterra, negando così l’autorità del Papa. Questo gesto gli costò la carriera e, infine, la vita: fu condannato a morte per alto tradimento e giustiziato nel 1535.

Fu beatificato nel 1886 e canonizzato nel 1935 da Papa Pio XI. Nel 2000, Giovanni Paolo II lo ha proclamato patrono dei politici e dei governanti cattolici.
Dal 1980 è ricordato anche dalla Chiesa anglicana, che lo onora come martire della Riforma protestante.

Tommaso Moro è ricordato soprattutto per la sua opera più celebre, Utopia (1516), in cui descrive un’isola immaginaria con una società ideale, fondata su giustizia, equità e razionalità. È proprio da lì che nasce il termine utopia, usato ancora oggi per indicare un mondo perfetto… ma irraggiungibile.

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