
Al largo della costa della Nuova Scozia, nella baia di Mahone, si trova una piccola isola di appena 57 ettari, circondata da centinaia di altre isolette. Si chiama Oak Island, “isola delle querce”, e a prima vista non ha nulla di straordinario: un terreno basso, che si eleva solo pochi metri sopra il livello del mare, coperto di vegetazione e oggi proprietà privata. Eppure, da oltre due secoli, questo luogo è al centro di una delle più enigmatiche cacce al tesoro della storia.

Tutto ebbe inizio nel 1795, quando il giovane Daniel McGinnis scoprì, nella parte orientale dell’isola, una depressione circolare nel terreno. Incuriosito, iniziò a scavare insieme a due amici. A circa nove metri di profondità trovarono una piattaforma di tavole di quercia. Continuando, ne apparvero altre, poste a intervalli regolari. Non sembrava un fenomeno naturale: qualcuno aveva costruito quel pozzo con metodo e precisione. Quel luogo prese presto un nome destinato a entrare nella leggenda: Money Pit, il “pozzo del denaro”.
Un’opera di ingegneria inspiegabile
Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, compagnie private e gruppi di investitori tornarono più volte sull’isola, spendendo fortune per raggiungere il fondo del pozzo. Scoprirono che la struttura era più complessa del previsto. Ogni pochi metri comparivano nuovi strati di legno, argilla o altri materiali. Ma soprattutto, ogni tentativo veniva ostacolato dall’acqua marina, che invadeva improvvisamente il tunnel.
Nel 1850 fu individuato un sistema di canali sotterranei collegati alla costa, probabilmente progettati per allagare artificialmente il pozzo in caso di intrusione. Se questa interpretazione è corretta, significherebbe che i costruttori possedevano conoscenze ingegneristiche avanzate e avevano progettato un sistema di difesa sofisticato, unico nel suo genere.
Nel corso degli scavi emersero oggetti enigmatici: monete, frammenti di catene, chiodi antichi, pergamene, resti di legno lavorato, porcellane rotte, e perfino ossa bruciate. Alcuni reperti sono andati perduti, altri restano controversi, ma tutti hanno contribuito ad alimentare il mistero.
Le ipotesi sull’origine del Money Pit sono numerose. Una delle più celebri collega l’isola ai Cavalieri Templari. Secondo questa teoria, dopo la soppressione dell’ordine nel XIV secolo, alcuni cavalieri avrebbero attraversato l’Atlantico per nascondere in un luogo remoto i loro tesori più sacri: reliquie provenienti da Gerusalemme, forse persino il Santo Graal.
A sostegno di questa ipotesi, alcuni ricercatori hanno indicato la presenza di simboli cristiani sull’isola e una curiosa formazione di rocce disposte a croce, lunga oltre duecento metri, scoperta nel XX secolo.
Altri hanno collegato Oak Island alla cappella di Rosslyn, in Scozia, costruita nel XV secolo da una famiglia legata ai Templari, dove alcune decorazioni sembrano raffigurare piante americane sconosciute in Europa prima di Colombo.

Un’altra teoria attribuisce la costruzione del pozzo ai pirati, forse a figure leggendarie come il capitano Kidd, che avrebbero nascosto qui il bottino. Altri ancora ipotizzano che si tratti di una tomba monumentale, costruita per proteggere una sepoltura di straordinaria importanza.
Nessuna di queste ipotesi è mai stata dimostrata.




