Il pozzo del denaro ad Oak Island

Una mappa di Oak Island – Autore: NormanEinstein – Immagine rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Al largo della costa della Nuova Scozia, nella baia di Mahone, si trova una piccola isola di appena 57 ettari, circondata da centinaia di altre isolette. Si chiama Oak Island, “isola delle querce”, e a prima vista non ha nulla di straordinario: un terreno basso, che si eleva solo pochi metri sopra il livello del mare, coperto di vegetazione e oggi proprietà privata. Eppure, da oltre due secoli, questo luogo è al centro di una delle più enigmatiche cacce al tesoro della storia.

Profilo degli scavi a Oak Island. – Wikipedia, pubblico dominio

Tutto ebbe inizio nel 1795, quando il giovane Daniel McGinnis scoprì, nella parte orientale dell’isola, una depressione circolare nel terreno. Incuriosito, iniziò a scavare insieme a due amici. A circa nove metri di profondità trovarono una piattaforma di tavole di quercia. Continuando, ne apparvero altre, poste a intervalli regolari. Non sembrava un fenomeno naturale: qualcuno aveva costruito quel pozzo con metodo e precisione. Quel luogo prese presto un nome destinato a entrare nella leggenda: Money Pit, il “pozzo del denaro”.

Un’opera di ingegneria inspiegabile

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, compagnie private e gruppi di investitori tornarono più volte sull’isola, spendendo fortune per raggiungere il fondo del pozzo. Scoprirono che la struttura era più complessa del previsto. Ogni pochi metri comparivano nuovi strati di legno, argilla o altri materiali. Ma soprattutto, ogni tentativo veniva ostacolato dall’acqua marina, che invadeva improvvisamente il tunnel.

Nel 1850 fu individuato un sistema di canali sotterranei collegati alla costa, probabilmente progettati per allagare artificialmente il pozzo in caso di intrusione. Se questa interpretazione è corretta, significherebbe che i costruttori possedevano conoscenze ingegneristiche avanzate e avevano progettato un sistema di difesa sofisticato, unico nel suo genere.

Nel corso degli scavi emersero oggetti enigmatici: monete, frammenti di catene, chiodi antichi, pergamene, resti di legno lavorato, porcellane rotte, e perfino ossa bruciate. Alcuni reperti sono andati perduti, altri restano controversi, ma tutti hanno contribuito ad alimentare il mistero.

Le ipotesi sull’origine del Money Pit sono numerose. Una delle più celebri collega l’isola ai Cavalieri Templari. Secondo questa teoria, dopo la soppressione dell’ordine nel XIV secolo, alcuni cavalieri avrebbero attraversato l’Atlantico per nascondere in un luogo remoto i loro tesori più sacri: reliquie provenienti da Gerusalemme, forse persino il Santo Graal.

A sostegno di questa ipotesi, alcuni ricercatori hanno indicato la presenza di simboli cristiani sull’isola e una curiosa formazione di rocce disposte a croce, lunga oltre duecento metri, scoperta nel XX secolo.

Altri hanno collegato Oak Island alla cappella di Rosslyn, in Scozia, costruita nel XV secolo da una famiglia legata ai Templari, dove alcune decorazioni sembrano raffigurare piante americane sconosciute in Europa prima di Colombo.

Rosslyn Chapel – Wikipedia, pubblico dominio

Un’altra teoria attribuisce la costruzione del pozzo ai pirati, forse a figure leggendarie come il capitano Kidd, che avrebbero nascosto qui il bottino. Altri ancora ipotizzano che si tratti di una tomba monumentale, costruita per proteggere una sepoltura di straordinaria importanza.
Nessuna di queste ipotesi è mai stata dimostrata.

La storia di Oak Island è segnata non solo da speranze, ma anche da tragedie. Dal 1795 a oggi, numerosi tentativi di scavo si sono conclusi con fallimenti, crolli e allagamenti improvvisi. Sei persone hanno perso la vita durante le operazioni, vittime di esplosioni, cadute o esalazioni tossiche.
Ogni volta che i cercatori si avvicinavano a un possibile risultato, il pozzo sembrava reagire, cedendo o riempiendosi d’acqua. Come se fosse stato progettato per restare inviolato.

Alla fine del XX secolo, dopo quasi duecento anni di ricerche e milioni di dollari investiti, il mistero restava intatto. L’isola rimase privata, e le esplorazioni si diradarono, lasciando dietro di sé più domande che risposte.

Oggi Oak Island è molto più di un luogo geografico. È un simbolo. Un punto in cui storia, leggenda e ossessione umana si incontrano. Forse non esiste alcun tesoro nascosto. O forse giace ancora, sepolto sotto strati di legno, sabbia e acqua, in attesa di essere scoperto.

Ciò che è certo è che, da oltre due secoli, quel pozzo continua a esercitare la sua attrazione. Non tanto per ciò che potrebbe contenere, ma per il mistero che rappresenta.

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