Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il “profeta dormiente” del XX secolo: Edgar Cayce

Di Giada Costanzo

Per oltre 43 anni personaggi importanti, appartenenti ad ogni ceto e classe sociale, hanno popolato la casa di un uomo divenuto a noi oggi noto come il “profeta dormiente”. Sullo strano caso dello pseudoscienziato Edgar Cayce (1877-1945) si è molto discusso. Non solo per la sua presunta capacità di diagnosticare ogni genere di malattia prescrivendone addirittura le cure più risolutive, ma anche per le sue molteplici (e per molti opinabili) profezie.

I suoi sostenitori lo hanno definito il più grande profeta del ventesimo secolo

Di lui si dice che abbia predetto la crisi del ’29, il New Deal, la data di inizio e di fine del secondo conflitto mondiale, incluse alcune delle sue dinamiche, quando non vi era ancora avvisaglia alcuna del suo sopraggiungere. Le sue letture avrebbero afferito i temi più disparati: dall’andamento della borsa, alle corse dei cavalli, fino ai giacimenti di petrolio, etc. – si dice che lo stesso Thomas Edison abbia richiesto e ricevuto una sua lettura sulla natura dell’elettricità.

Edgar Cayce nell’Ottobre 1910

Negli anni la fama dello strano uomo capace di conoscere e vedere ogni cosa in stato di auto-ipnosi è cresciuta copiosamente. Di lui si racconta delle innumerevoli sedute di auto-ipnosi e di quello stato di profondissima trance in cui era solito abbandonarsi; uno stato nel quale gli sarebbe stato per l’appunto possibile accedere a ogni sapere, passato, presente e futuro.

Si dice che per le sue letture necessitasse unicamente di due dati: il nome e l’ubicazione della persona interessata, nel momento della lettura. Sapendo ciò, egli sarebbe stato capace di rispondere a tutte le domande inerenti quella persona. Il rituale sarebbe stato sempre lo stesso: si allentava la cravatta, slacciava le scarpe, si sdraiava sul divano, poneva le mani conserte sull’addome, si rilassava ed entrava in quel misteriosissimo stato di auto-ipnosi nel quale diveniva pronto a ricevere ogni genere di domanda.

“Uomo universale”, un’illuminazione tratta da una copia trecentesca del Liber Divinorum Operum di Ildegarda di Bingen (“Libro delle opere divine”, 1165 circa). Immagine di pubblico Dominio.

In molti hanno descritto il portento dei suoi occhi capaci di penetrare l’uomo, compiendone una puntuale radiografia. Per i suoi fautori non solo egli sarebbe stato in grado di vedere il malessere e la sua naturale evoluzione, ma in quello stato di auto-ipnosi egli sarebbe stato anche in grado di possedere un vocabolario terminologico e medico di altissimo spessore, dando prova di una competenza lontana dall’ordinario. Ancora più incredibile sarebbe inoltre stato il suo risveglio, momento in cui egli era incapace di ripercorrere i fatti e le parole dette nel corso delle sedute precedentemente svolte. La sua conoscenza dapprima apparentemente totalizzante e stupefacente, sarebbe venuta meno lasciando così spazio a un uomo semplice, bonario e assolutamente ignaro della materia e della sua applicazione.

Ma chi era l’uomo che diceva di attingere alle cosiddette “cronache akashiche” – l’archivio primordiale dello spazio-tempo ove la storia di ogni anima è custodita sin dalle origini dei tempi?

Cayce era nato il 18 marzo del 1877 a Hopkinsville, negli Stati Uniti. Cresciuto nella semplicità della vita rurale, egli aveva certamente mostrato da subito di essere un bambino speciale. Ai genitori raccontava spesso delle presunte visite del nonno defunto o dei compagni di gioco che solo lui riusciva a vedere.

La sua incredibile vicenda sarebbe iniziata però qualche anno dopo, quand’egli lavorava ancora come assicuratore. Dopo essere stato colpito da una laringite acuta e debilitante, che lo aveva persino spinto a cambiare lavoro, diventando fotografo, e cui non era riuscito a trovar cura alcuna, Cayce aveva accettato di sottoporsi al trattamento suggeritogli da un dottore: una seduta di auto-ipnosi. Secondo i racconti del tempo dopo essersi auto-ipnotizzato, avrebbe iniziato a esporre con mira perfetta il problema che affliggeva la sua gola, prescrivendosi addirittura una cura. Pur non avendo memoria di quanto accaduto, al termine della seduta il suo problema appariva del tutto scomparso; la voce sembrava essere tornata limpida e scorrevole come prima.

Targa commemorativa nel centro di Selma, in Alabama, di fronte all’edificio in cui Cayce visse dal 1912 al 1923. Fotografia di pubblico dominio

Seppur declinasse le spinte di chi lo incoraggiava a persistere nell’uso di questa sua presunta e peculiare facoltà (desiderando egli unicamente una vita semplice, dei figli e un ospedale per dare aiuto alle persone), nuovi episodi lo costrinsero negli anni a fare nuovamente ricorso alle sue famigerate letture. Letture che rimasero sempre del tutto gratuite accettando egli unicamente donazioni, cosa che secondo i racconti, avrebbe grandemente gravato sugli assetti economici della sua famiglia.

Quando le domande erano poste per scopi egoistici, egli stava male e veniva investito da una stranissima emicrania. Ben presto si ammalò e decise che per un periodo non avrebbe più compiuto letture. Ma le richieste di aiuto crescevano. Decise così che solo la moglie avrebbe dovuto porre le domande. Giunse a fare addirittura otto letture al giorno esaurendosi inesorabilmente. Un attacco al cuore lo colpì infine a Virginia Beach il 3 gennaio 1945.

Le sue letture (più di 14.000), trascritte dalla sua fedele stenografa, sono ad oggi custodite dall’Association for Research and Enlightenment (A.R.E.) in Virginia e rappresentano un capitale di immenso valore per tutti coloro che negli anni hanno creduto alla veridicità del caso Cayce.

L’Ospedale Cayce nel 2006. Fotografia di Hawkeye58 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia

In esse vengono trattati i temi inerenti: le diagnosi e la cura delle malattie fisiche, la crescita spirituale, i sogni e la loro interpretazione, disamine sulle vite precedenti dei suoi pazienti, la potenza del pensiero, la reincarnazione, il karma, la medicina olistica, i fenomeni psichici, le profezie, questo e molto altro viene discusso nella raccolta di documenti quivi raccolti.

L’opinione pubblica si divide sul suo conto. La storia lo ha in larga parte definito un guaritore, un profeta, un chiaroveggente. Altri lo hanno invece ritenuto un imbroglione e un falso incantatore. Ad oggi un numero crescente di opere vengono costantemente dedicate alla sua vicenda. Una vicenda che ha certamente dell’incredibile e su cui resta e resterà probabilmente per sempre insoluto un grande mistero.

Sotto, un video tratto da History Channel

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Articolo di Giada Costanzo tratto da: vanillamagazine.it

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