Il Wörthersee è il più grande lago della Carinzia, in Austria, e attira ogni anno migliaia di visitatori per la bellezza delle sue acque turchesi e il paesaggio che lo circonda.

Lago Wörthersee – La piccola penisola di Maria Wörth – Wikipedia – Foto di Johann Jaritz, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Ma dietro questo luogo incantevole si cela un’antica leggenda carinziana, ricca di mistero e significato.

“L’Omino del Wörthersee” a Klagenfurt. Carinzia; plastico metallico di Heinz Goll – Wikipedia – Foto di User:Popie, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Secondo la tradizione, al posto dell’attuale lago sorgeva un tempo una città prospera e sfarzosa.
I suoi abitanti, però, vivevano nell’eccesso e nella spensieratezza, ignari delle conseguenze del loro comportamento.
La vigilia di Pasqua, giorno di riflessione e attesa, si trasformò in un’occasione per fare festa: danze, cibo e musica riempivano le sale della città.

Nonostante il rintocco insistente delle campane, che invitava alla penitenza, nessuno si fermò. Improvvisamente, la porta del salone si aprì e apparve un omino magro e silenzioso. Con voce ferma, ammonì la folla:

“Non sapete quale giorno si celebra domani?
Tornate a casa, pentitevi
prima che sia troppo tardi!”

Ma i cittadini risero di lui e continuarono a festeggiare.

Poco prima della mezzanotte, l’omino tornò, questa volta portando una piccola botte chiusa da un rubinetto. Lanciò un ultimo avvertimento:

“Cambiate strada, oppure aprirò
questa botte… e la rovina verrà su di voi.”

Allo scoccare della mezzanotte, tutte le luci si spensero, la terra tremò e dalla botte iniziò a sgorgare una quantità d’acqua così immensa da sommergere l’intera città. In pochi istanti, tutto fu inghiottito: edifici, strade e persone scomparvero nel nulla.

Lago Wörthersee, panorama – Wikipedia – Foto di Jeanyfan, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Così, racconta la leggenda, nacque il lago Wörthersee: una meraviglia naturale che cela, sotto la sua superficie tranquilla, la memoria di una città scomparsa e un monito contro l’arroganza e l’eccesso.

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