Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

La leggenda della regina Vida

Un tempo, nel castello di Biacis, viveva la regina Vida con la sua servitù. Tutti le volevano bene e lavoravano per lei per ricambiare la sua generosità e bontà d’animo.

Un giorno si era sparsa la voce che Attila stava raggiungendo le Valli del Natisone con il suo esercito di uomini a cavallo, vestiti di ferro e armati di asce e spade. Si diceva che questi saccheggiassero i paesi, bruciassero le case e uccidessero la gente dei villaggi.

attila

Attila re degli Ungari

Così, la regina Vida chiamò al castello tutti gli abitanti delle Valli del Natisone e ordinò loro:
– “Popolo mio, Attila e gli Unni stanno arrivando. Radunate il vostro bestiame, raccogliete frumento, viveri, indumenti e tutto quanto potete, dobbiamo rifugiarci al più presto nella grotta di San Giovanni d’Antro. Ci metteremo in cammino, tra un’ora“.

Dopo un’ora tutto il popolo si era radunato davanti al castello. La regina Vida, dopo aver controllato che ci fossero tutti e che avessero preso tutte le masserizie necessarie, si incamminò con servitù, uomini, donne e bambini. Gli uomini conducevano il bestiame, portavano falci, sacchi di frumento e viveri; le donne tenevano per mano i bambini; i ragazzi e le ragazze portavano ognuno il proprio fardello di stoviglie e coperte.

Arrivarono alla grotta d’Antro. Uno dopo l’altro si arrampicarono lungo la parete di roccia fino alla grotta, tirando con sé il bestiame e quanto avevano con loro. Dentro la grotta avevano l’acqua del torrente, il mortaio per macinare il frumento e fare la farina, il forno per cuocere il pane, rifugio per gli animali, giacigli di paglia e tutto il necessario per vivere a lungo dentro la grotta.

Attila e gli Unni arrivarono nella valle del Natisone. Qui trovarono i paesi abbandonati, le case vuote, le stalle senza animali.

Attila si rivolse ai suoi soldati urlando:
– “La gente deve essersi nascosta. Presto andate a controllare dove sono. Tra un’ora dovete sapermi dire qualcosa, se no guai a voi!”. 
I soldati di Attila cominciarono a cercare ovunque ma non trovarono nulla. Soltanto uno di loro si accorse che qualcosa si muoveva verso la rupe di Antro e si rese conto che la gente si era nascosta dentro la grotta. Attila allora ordinò ai soldati di arrampicarsi fino alla roccia, di prendere i rifugiati e di portarglieli.
Quando gli Unni arrivarono sotto la rupe rocciosa iniziarono ad arrampicarsi ma dovettero arrendersi subito perché dall’alto la gente gettava sassi contro di loro. Attila allora ordinò:
– “Fermatevi! Aspettiamo qui sotto, quando non avranno più cibo, dovranno arrendersi!” 
I mesi passavano e gli Unni continuavano ad aspettare sotto la rupe. La gente dentro la grotta nel frattempo aveva esaurito tutti i viveri. Anche se la regina aveva ordinato di cuocere poco pane al giorno, alla fine non rimase che un solo sacco di frumento. 
Radunò quindi tutta la gente e disse: 
– “Potremo sopravvivere ancora per poco con un solo sacco di frumento. E’ meglio utilizzalo per imbrogliare gli Unni!”.

Il giorno seguente la regina Vida svuotò il sacco di frumento dall’alto della rupe e urlò: 
– “Contate! Abbiamo ancora tanti sacchi di frumento quanti sono i chicchi!”.
Vedendo ciò, Attila radunò i soldati e disse: 
– “Se buttano via così il frumento vuol dire che ne hanno davvero tanto. E’ possibile che attraversando la grotta vadano da un versante all’altro per rifornirsi di frumento. Andiamo via e scendiamo lungo la valle a cercare luoghi migliori”.
Mentre Attila e gli Unni cavalcavano verso Cividale e la pianura friulana, la regina Vida ordinò al suo popolo di rientrare nei propri paesi. Gli abitanti delle Valli del Natisone continuarono così a vivere tranquillamente, a rispettare e ad amare la regina Vida perché la sua saggezza li aveva salvati.

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