(revisione novembre 2025)

Ci sono leggende che sembrano nascere dalle pieghe più profonde delle nostre paure, e che, proprio grazie a esse, acquistano una forza capace di superare la dimensione del racconto fantastico per insinuarsi nella realtà. Tra queste, una delle più inquietanti e affascinanti del Novecento è quella del Mothman, l’uomo-falena, creatura alata che ha lasciato un segno indelebile nella cultura popolare e nell’immaginario ufologico mondiale.

Rappresentazione artistica del Mothman, l’uomo falena – Wikipedia, opera di Tim Bertelink rilasciata con licenza CC BY-SA 4.0

La storia moderna del Mothman comincia il 12 novembre 1966, nel West Virginia. Anche se gli avvistamenti ufficiali risalgono a quell’anno, ricerche successive suggeriscono che fenomeni simili potrebbero essere radicati in epoche molto più antiche. Ciò che accadde a Point Pleasant non può essere liquidato come isteria collettiva: i testimoni non erano cittadini suggestionabili o impreparati, ma persone abituate alla vita rurale, ai ritmi della natura e ai suoi animali. Gli eventi non rimasero neppure circoscritti a un solo luogo: presunti avvistamenti di esseri simili comparvero nel corso degli anni in diverse regioni, senza mai trovare una spiegazione univoca.

Molti studiosi hanno inserito questi fatti nel campo della Psicologia dell’Insolito o nelle classificazioni IR-IV tipiche degli incontri ravvicinati con presunti esseri extraterrestri.
Non a caso, il Mothman è oggi una figura ben presente nella letteratura ufologica: la sua comparsa viene spesso associata a ondate di osservazioni di UFO, come se la creatura accompagnasse o precedesse fenomeni aerei inspiegabili.

Gli avvistamenti, a Point Pleasant, si concentrarono soprattutto intorno a un vecchio deposito di esplosivi della Seconda guerra mondiale, un luogo perfetto per celarsi: gallerie sotterranee ad alveare si estendevano per chilometri, formando un labirinto naturale. Attorno all’area vi era inoltre la McClintic Wildlife Station, una vasta riserva naturale difficilmente accessibile. Era un territorio ideale per ospitare qualcosa che non desiderava essere visto.

Il primo incontro avvenne nel 1966, quando cinque uomini, impegnati a scavare una fossa in un cimitero di Clendenin, scorsero una strana figura alata librarsi sopra di loro. La descrissero come un “uomo marrone con le ali”. Tre giorni dopo, il 15 novembre, una giovane coppia in viaggio verso Point Pleasant incontrò la stessa creatura lungo la strada. Quella notte gli avvistamenti si moltiplicarono: quattro persone riferirono almeno quattro episodi distinti, parlando di un enorme essere volante che sembrava seguire o affiancare i veicoli.

Uno dei casi più inquietanti fu quello di Newell Partridge, costruttore ed esperto cacciatore. Quella sera la sua televisione iniziò a perdere segnale, fino a oscurarsi completamente, accompagnata da uno strano ronzio proveniente dall’esterno.
Il cane di Partridge ululava senza sosta. Quando l’uomo puntò la torcia fuori casa, vide la creatura: un incontro che, ancora anni dopo, avrebbe giurato non essere frutto di immaginazione.

Foto scattata il 16 marzo 2010 raffigurante un presunto uomo falena. Wikipedia, foto di Mostlymade – Opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

L’avvistamento più clamoroso, però, fu riportato da due piloti che, in volo sopra l’aeroporto di Gallipolis, in Ohio, scambiarono l’essere per un piccolo velivolo. Si rendevano conto che ciò che seguiva l’aereo manteneva una velocità di circa 110 km/h senza mai battere le ali. Poche specie di uccelli sono in grado di raggiungere simili velocità, e nessuna è capace di mantenerle in volo orizzontale senza sbattere le ali.

Dalle testimonianze raccolte, si delineò un identikit ricorrente:

    • altezza tra 1,30 e 2 metri
    • corpo robusto e leggermente affusolato
    • pelle o peluria grigio-bruna
    • assenza apparente di una testa, con due occhi rossi luminosi situati vicino alle spalle
    • ali da pipistrello di circa 3 metri di apertura, ripiegate sulla schiena a riposo
    • assenza di braccia
    • movimenti lenti e pesanti delle gambe
    • suoni metallici, stridii simili al cigolio di una cinghia
    • capacità di raggiungere e mantenere velocità di 120–160 km/h

Era una creatura che violava le nostre norme biologiche, fisiche e perfino logiche: troppo grande per volare senza sforzo, troppo silenziosa per essere un animale terrestre, troppo vicina agli esseri umani per essere indifferente alla loro presenza.

Principali casi accaduti: avvistamenti Uomo Falena nel “West Virginia”

1. Point Pleasant, 1966
Il cuore del mito. Il 15 novembre 1966 due giovani coppie riferirono di aver visto una creatura alta, con occhi rossi e grandi ali, mentre guidavano nelle vicinanze dell’area TNT, un vecchio deposito militare. Da quel momento iniziarono decine di segnalazioni simili nella zona.

2. Segnalazioni multiple tra il 1966 e il 1967
Nei mesi successivi l’intera cittadina di Point Pleasant visse un’ondata di avvistamenti. Alcuni racconti parlavano di una creatura che volava silenziosa, altri di un essere in grado di alzarsi in verticale come un elicottero. Le testimonianze erano discordanti ma frequenti.

3. Il crollo del Silver Bridge, dicembre 1967
Il 15 dicembre 1967 il ponte che collegava Point Pleasant all’Ohio crollò causando 46 vittime. Molti abitanti collegarono l’incidente alle apparizioni dell’Uomo Falena, alimentando l’idea dell’essere come presagio di sventura. Non esistono prove di un reale legame, ma l’associazione rimase impressa nel folklore.

4. Avvistamenti successivi
Dopo il 1967 gli avvistamenti diminuirono, ma non sparirono del tutto. Nel corso degli anni furono segnalati sporadici episodi in varie parti del West Virginia e degli Stati Uniti. La maggior parte venne considerata inconcludente, ma ha continuato a mantenere viva la leggenda.

5. Ritorno mediatico
Tra anni Novanta e Duemila il caso tornò popolare grazie a documentari, programmi televisivi e al film “The Mothman Prophecies”. Questo rilancio contribuì a nuove testimonianze, più rare ma comunque presenti.

Il mito del Mothman è uno specchio delle inquietudini moderne. A differenza delle leggende antiche, nate per spiegare fenomeni naturali, questa creatura prende forma in un’epoca tecnologica, accanto a televisioni che si spengono, aerei che sfrecciano nel cielo e infrastrutture militari abbandonate. L’uomo-falena diventa così un simbolo del confine sempre più confuso tra scienza e mistero, ordine e caos, umano e alieno.
Il suo fascino sta proprio lì: non in ciò che rivela, ma in ciò che continua a nascondere.

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