GAETANO BONELLI – RICORDI E DESIDERI

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AL MIO BAMBINO

Dolce mio tesoro

dai bei capelli d’oro,
tu sei il mio delicato e soave fiorellino,
ma pur sei il mio piccolino.
Sento nel cuor tanta malinconia
perché lontan da me t’à portato la ferrovia;
malinconia, nostalgia, perché mai ?
dimmelo tu, piccino, se lo sai.
Forse è l’amor, forse è il desio,
perché di te privo son io.
Questa notte ti ho sognato, o mio fanciullo,
e nel sogno tu eri il mio trastullo;
mi sorridevi, sorridendomi mi baciasti,
tuo papà altri ne voleva e tu baciandolo lo svegliasti.
Or che dal sogno son ridesto,
io vederti bramo presto presto
e, quando a te vicin sarò,
assieme a mamma zii e cuginetti,
al mio cuor forte forte vi stringerò.

Giuseppe Bonelli
( 3.9.1946)

 

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LAMENTO D’AMORE

ragazza_con_mani_giunteIl fischio del vapore
ha destato nel mio cuore
il ricordo del mio amore
che, a poco a poco, muore.
E tra i flutti del mare scomparivi
o vaporetto che portavi l’amore;
mi hai tu spezzato il cuore
mentre, tristemente, tra i flutti morivi.
Perché, perché o vapore affondasti?
perché, perché, o amore moristi ?!
Ora che tu da lassù mi guardi,
vedi tu il mio cuore che muore?
senti anche tu un po’ di dolore
ora che tu da lassù mi guardi?.
La sirena non cessa di fischiare,
il mio cuore non cessa d’amare.
Tu solo o Dio puoi sapere
quanto soffre il mio povero cuore.
(10.10.1960)

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RIFLESSIONI


L’incrocio di due vie

nel gran deserto
è passato sulle cose mie
e m’à lasciato, in cor, un’inserto.
Una triste piaga s’è aperta
là dove prima gioiva l’amore
e tu, o crudo fuoco, l’hai inferta
a quel misero scoglio ch’è il mio cuore.
Ma lo scoglio ove l’onda s’infrange
persiste sempre nella sua umiltade:
e, se tu gli scagliassi contro una falange,
ei sentirebbe sempre pietade.
Perché la rupe che il naufrago ha perduto,
di amaro pianto lacrime riversa,
ma aspetta un’altro che, con muto
amor, non ne faccia una rupe dispersa.
La rupe del mio cuor, amore mio,
nel gran deserto d’amor è già caduta.
Ma il sommo creator di queste cose,
di certo mi saprà il cuor colmare
ed in un giardino di cose deliziose
altro naufrago farà avvicinare.
(7.7.1963)

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PACE
ulivoUna goccia d’acqua,
una briciola di pane,
un’alba rosea,
un purpureo tramonto,
un po’ d’amore
e tanta, tanta, pace.

( 1963 )

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tiflo-champagneA MARIA GRAZIA
Silenzioso e soave a me discende
un gioire intenso ed impetuoso,
chè nulla può fermare
questo candido, dolce e generoso
modo d’amare e d’essere riamato.
Questa bella conferma che è vita,
mi giunge, inaspettata e gradita,
mentre penso a te, o Maria Grazia,
ed al mondo che in me s’è risvegliato.
Tempo fa, per delizia,
m’ero legato alla materia
lontano e scevro d’ogni tentazione
che avesse la parvenza di azione
volta ad esaltare il sentimento.
Oggi, notevolmente innamorato,
ti cerco, ti bramo a me vicina
e come piccola e docile bambina
ti carezzo il viso vellutato
e guardo i tuoi occhi chiari
e invoco i tuoi sorrisi cari
e sentendo un dolce struggimento,
amore invoco ed amore sento.
E ricordo quel giorno caro
che d’ogni altro ormai è il re;
giorno che dicesti:- io amo te!-
E voi o dolci muse, cantate,
cantate a tutto spiano:
– amor per Maria Grazia e Gaetano-.
( 1972 )

champagne1fregio


LA STELLA ED IL LUMINO

Ti vedo, come stella del mattino,
apparire fredda ma lucente
in contrasto col mio piccolo lumino
che in rapporto è cosa inconsistente.
Oh, se lo spazio infinito in cui risplendi
si potesse ridurre a picciol cosa !
Tu stella, al picciol lumino che rispondi?
vedendo la sua punta sì focosa,
vedendo la sua luce così schietta,
sentendo il suo calore da vicino,
vedendo la sua cera che si scioglie
anche se tremante e piccolino
quasi implorante le sue piccole voglie?.
NULLA
Ma certo, lo so, è pazzia pura
avvicinar la stella al lumino.
Avverrà, dunque, che la mia dura
vita tremolante cessi ed io tapino
non vedrò più la luce tua fredda e sicura
raggiante di spazio e d’infinito.
(1990)