Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
A Maria Grazia

A Maria Grazia

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Una poesia che ho dedicato a mia moglie quando, nel lontano 1972, eravamo da poco fidanzati e confidandole il suo ascendente e la sua forza nell’allontanarmi dalla materialità del mio vivere di quel periodo portandomi verso un dolce struggimento d’amore che, a distanza di anni, continua a esistere oggi come allora.

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A MARIA GRAZIA
Silenzioso e soave a me discende
un gioire intenso ed impetuoso,
chè nulla può fermare
questo candido, dolce e generoso
modo d’amare e d’essere riamato.
Questa bella conferma che è vita,
mi giunge, inaspettata e gradita,
mentre penso a te, o Maria Grazia,
ed al mondo che in me s’è risvegliato.
Tempo fa, per delizia,
m’ero legato alla materia
lontano e scevro d’ogni tentazione
che avesse la parvenza di azione
volta ad esaltare il sentimento.
Oggi, notevolmente innamorato,
ti cerco, ti bramo a me vicina
e come piccola e docile bambina
ti carezzo il viso vellutato
e guardo i tuoi occhi chiari
e invoco i tuoi sorrisi cari
e sentendo un dolce struggimento,
amore invoco ed amore sento.
E ricordo quel giorno caro
che d’ogni altro ormai è il re;
giorno che dicesti:- io amo te!-
E voi o dolci muse, cantate,
cantate a tutto spiano:
– amor per Maria Grazia e Gaetano-.

Gaetano Bonelli
( 1972 )

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