Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Sintesi del mito di Giocasta

Sintesi del mito di Giocasta

Nella mitologia greca, Giocasta era la figlia di Meneceo e la madre di Edipo. Omero si riferisce a lei con il nome di Epigaste.

Robinet Testard – Giocasta, madre di Edipo. Miniatura tratta da un manoscritto del De mulieribus claris di Boccaccio. – Wikipedia, pubblico dominio

Giocasta sposò Laio, re di Tebe. L’Oracolo di Delfi predisse che il figlio di Laio avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Per impedire che la profezia si avverasse, Giocasta abbandonò il proprio figlio su una montagna, con i piedi legati, e annunciò la sua morte.
Il bambino fu salvato e condotto alla corte del re di Corinto, dove gli fu dato il nome di Edipo.
L’Oracolo di Delfi fece anche a lui una profezia, predicendo che avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre.

Edipo, che non conosceva suo padre, lo uccise senza riconoscerlo, ed entrò a Tebe in trionfo dopo aver sconfitto la Sfinge.
Giocasta, riconoscente nei confronti dello sconosciuto eroe, lo sposò; in tal modo i due portarono inconsapevolmente a compimento la profezia. Edipo e Giocasta ebbero quattro figli.

Quando Edipo raccontò a Giocasta del suo passato, e della profezia che gli era stata fatta, Giocasta comprese la verità e si impiccò.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Alexandre Cabanel – Edipo viene separato da Giocasta – Wikipedia, pubblico dominio

Complesso di Giocasta
(stralcio nota tratta da Wikipedia – testo cilasciato con licenza CC BY-SA 3.0)

Nell’analisi psicoanalitica, il complesso di Giocasta è il desiderio sessuale incestuoso che una madre nutre verso il proprio figlio. Si tratta di un tabù particolarmente spinoso, la cui applicazione pratica è illegale in quasi tutti i paesi del Mondo.

Il nome del complesso si basa sul mito greco di Edipo, che, a sua insaputa, uccise suo padre Laio, e, altrettanto inconsapevolmente, sposò sua madre Giocasta.

L’espressione venne utilizzata per la prima volta nel 1920 dallo psicanalista svizzero Raymond de Saussure per analogia al suo inverso logico nella psicoanalisi, il complesso di Edipo; essa può essere utilizzata per coprire diversi gradi di attaccamento, tra cui un amore materno dominante ma asessuato, diffuso quando si è in presenza di figlio estremamente intelligente e una figura paterna debole o assente.

Il complesso di Giocasta è simile al complesso di Edipo in cui, com’è noto, un figlio ha un desiderio sessuale verso la propria madre; anche in questo caso si tratta di un’estrapolazione, dal momento che nella storia originale né EdipoGiocasta erano a conoscenza della loro consanguineità, mentre invece nei contesti moderni le espressioni “complesso di Edipo” e “complesso di Giocasta” si usano nei confronti di uomini e donne che conoscono il vincolo di parentela che le unisce alle persone da cui sono attratti.