Acropolis Museum 2009 – Wikipedia, author: theusmanmali, immaggine rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Nella mitologia greca, Elaide, Eno e Spermo, dette le Oinotrope (o le Vignaiole) erano le tre figlie del figlio di Apollo,  Anio e di sua moglie Driope (o Dirippa).
Avevano avuto in dono dal dio Dioniso il potere di produrre olio, vino e grano in quantità infinita; i loro nomi si riferiscono per l’appunto a questi tre beni (rispettivamente all’olio Elaide, al vino Eno e al grano Spermo).

Grazie a questa dote delle sue figlie, Anio poteva soddisfare le richieste di rifornimenti dei greci in partenza per la guerra di Troia.
Agamennone tentò di rapirle per portarle con sé in guerra, ma le giovani furono salvate da Dioniso, che le salvò trasformandole in colombe bianche.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

L’albero d’olivo

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Il frutto dell’olivo è un elemento essenziale della cultura mediterranea dall’antichità. Ricerche e ritrovamenti (vasetti, registrazioni su segni, resti di frantoi) testimoniano che la produzione dell’olio d’oliva possedeva prominente posizione nella società ed economia dei minoici e Micenei.
Già dai tempi minoici era in corso l’elaborazione dei frutti dell’olio d’oliva come anche l’olio d’oliva che si producesse si conservava in «pithos» di argilla ed anfore i quali venivano spesso esportati nelle isole dell’Egeo e in Grecia centrale.

Ma al di là dei benefici economici, il suo albero d’olivo si adorò come sacro e l’olio d’oliva oltre che dono ai Dei e i morti stava ancora servendo nella produzione di profumi, in medicina e nella vita quotidiana come un prodotto essenziale per l’alimentazione, l’illuminazione ed il riscaldamento.

Sin dai tempi antichi l’oliva è stata l’albero più sacro e fino ad oggi rimane un elemento direttamente correlato alla tradizione ma anche all’alimentazione della Grecia. Il ramo d’ulivo era un simbolo di pace, saggezza e vittoria.
La mitologia si riferisce al suo famoso confronto tra Poseidone con Athena per chi darà il suo nome alla città, il quale ha vinto Athena offrendo al “κλεινόν άστυ” cioè alla “città gloriosa” un “ulivo” simbolo di pace, progresso e potere. La città le ha mostrato gratitudine dandole il suo nome.
Il 480 aC, quando i Persiani conquistarono Atene, bruciarono l’ulivo evento che era considerato un brutto segno, la tristezza però si è trasformata in gioia quando il giorno dopo il tronco ha germinato di nuovo. Indicativo dell’importanza dell’oliva per Atene è che gli Ateniesi alle loro monete raffiguravano Atena con una ghirlanda di ulivo sul suo elmetto e un’anfora con olio d’oliva o un ramo d’ oliva.

Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy – Zeus Olimpio. La statua d’oro e d’avorio di Fidia nel tempio principale di Olimpia – Wikipedia, pubblico dominio

Ancora, con rami di oliva è stata incoronata anche la statua di chryselephantine di Zeus in Olympia, il capolavoro di Fidia, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Stralcio testo tratto dalla pagina: teatronaturale.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…