Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Gordio, il re frigio padre di Mida

Gordio, il re frigio padre di Mida

Quando era soltanto un povero contadino, Gordio rimase molto sorpreso vedendo un giorno un’aquila reale appollaiarsi sul timone del suo carro trainato dai buoi.
Poiché pareva che l’uccello non avesse intenzione di muoversi, Gordio guidò il carro verso Telmisso in Frigia, dove si trovava un oracolo; alle porte della città si imbatté in una giovane profetessa che, quando vide l’aquila appollaiata sul timone del carro, volle che Gordio subito facesse sacrifici a Zeus, e lo accompagnò per accertarsi che scegliesse vittime acconce.
Gordio si fece accompagnare e le chiese se fosse disposta a sposarlo. La giovane rispose di sì, ma dopo aver offerto i sacrifici.

Frattanto il re di Frigia era morto all’improvviso senza discendenti e un oracolo annunciò al popolo frigio che il nuovo re stava arrivando con la sua sposa, seduto su un carro di buoi. Quando il carro entrò nella piazza del mercato di Telmisso, l’aquila attirò subito l’attenzione popolare e Gordio fu acclamato re all’unanimità.
In segno di gratitudine, Gordio consacrò a Zeus il carro unitamente al giogo dei buoi, che egli aveva annodato al timone in un modo particolare.

Un oracolo dichiarò allora che chiunque fosse stato capace di sciogliere quel nodo sarebbe divenuto signore dell’intera Asia. Giogo e timone furono riposti nell’Acropoli di Gordio, una città fondata da Gordio stesso, dove i sacerdoti di Zeus li custodirono gelosamente, finché Alessandro il Grande, arrivato nella città durante i preparativi per la sua spedizione asiatica (334 a.C.), volle sciogliere il nodo; non riuscendogli, sguainò la spada e lo recise.

Jean-Simon Berthélemy (1743–1811) – Alessandro recide il nodo gordiano – Wikipedia, pubblico dominio

Dopo la morte di Gordio, Mida gli succedette al trono, promosse il culto di Dioniso e fondò la città di Ancira.

L’espressione nodo gordiano è divenuta un modo figurato per significare una difficoltà insuperabile con i mezzi ordinari.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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