Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Melisenda, la regina di Gerusalemme

Melisenda, la regina di Gerusalemme

Melisenda nasce a Gerusalemme dalla principessa armena Morfia di Melitene e dal potentissimo re templare Baldovino II, re di Gerusalemme.
È il 1105 e dopo di lei Baldovino e Morfia avranno altre tre figlie femmine: Alice (che sarà principessa d’Antiochia), Hodierna (contessa di Tripoli), Ivette (badessa di Betania).
Dal matrimonio di Baldovino non nascono figli maschi e il re subito elegge la primogenita Melisenda a sua unica erede per il potente regno di Gerusalemme.

Melisenda è educata sin da bambina a diventare regina, ma non regina moglie di re, regina dal potere unico e assoluto.
Baldovino cresce la figlia come una capace e forte successore, le dà un’istruzione ed un’educazione in tutto simile a quella di un maschio ed inoltre Melisenda, nella sua nomina ad erede unica, trova l’appoggio incondizionato dell’Alta Corte di Gerusalemme: il consiglio reale che comprendeva clero e nobiltà.

Baldovino è però, nonostante tutto, uomo e padre dell’età medioevale, ed ancor di più, re medioevale e quindi ritiene opportuno fortificare e consolidare con un’alleanza il potere di Melisenda su Gerusalemme.

Baldovino, a suo merito, voleva solo un marito per Melisenda, non un consorte re che governasse.
Non voleva un uomo che con la forza del censo o della personalità, offuscasse il potere della figlia, voleva, da buon padre, un uomo che la sostenesse, la proteggesse al bisogno e che, soprattutto le facesse fare dei figli per garantire la dinastia.

La scelta di Baldovino cade su Folco V D’Angiò, valoroso comandante crociato e ben messo economicamente. Folco aveva più di quarant’anni, contro i ventiquattro di Melisenda ed era di una bruttezza, a sentire i cronisti del tempo, “orripilante.”
Melisenda era bellissima ed era per di più innamorata perdutamente e perdutamente corrisposta, di un altro, il bel cugino Ugo di Le Puiset.

Guglielmo di Tiro, Historia, miniatura del XV secolo – Matrimonio di Melisenda e Folco. – Wikipedia, pubblico dominio

Il matrimonio non nasceva sotto buoni auspici.
Folco, inoltre, si rivelò più ambizioso del previsto e per tutta la durata dei negoziati matrimoniali insistette per diventare coregnante al fianco di Melisenda. Alla fine re Baldovino acconsentì a firmare questa clausola, sia perché Folco avrebbe portato denaro fresco alle casse di Gerusalemme, ed insieme truppe crociate, sia perché il suo sponsor era il re di Francia in persona.
Il matrimonio fu celebrato nel 1129 e dopo solo un anno nacque il principe Baldovino, l’erede del casato.

Subito il re tornò alla carica per estromettere il genero dal potere e nominò Melisenda unica custode del piccolo principe estromettendo Folco da ogni futura pretesa.
La mossa indispettì oltremisura il brutto Folco, ma forse ancor di più lo indispettirono i numerosi e sfacciati tradimenti della giovane e bellissima moglie. Diciamo che due bocconi di tal genere non sono cosa da inghiottire con disinvoltura.
Folco, però, capì che doveva attendere momenti più favorevoli per una vendetta.

Come sempre in ogni vita, i momenti favorevoli arrivarono.
Nel 1131 muore Baldovino e Melisenda e Folco salirono al trono come regnanti congiunti.

Incoronazione di Folco e Melisenda – Wikipedia, pubblico dominio

Subito dopo, con il sostegno militare dei suoi cavalieri crociati, Folco esclude dalla concessione di titoli e dai patrocini Melisenda: di fatto nel medioevo era togliere qualsiasi forma di potere ad un regnante. Ma aveva sottovalutato sia l’amore della corte per la figlia di Baldovino, sia lo strapotere dell’Alta Corte che si vedeva minacciata dallo straniero mai accettato e mai rispettato.
Folco addirittura accusò pubblicamente la regina di adulterio con il famoso e bel cugino Ugo.

Ora molto probabilmente la cosa era vera e durava da anni, ma il dirlo pubblicamente ebbe l’effetto opposto a quello che il disgraziato Folco aveva sperato. L’accusa fu ritenuta calunnia infondata e l’Alta Corte ne fece pretesto per una rivolta di palazzo contro il D’Angiò.

Incoronazione di Melisenda – Wikipedia, pubblico dominio

La vittoria della vivace e disinibita Melisenda fu totale e ben presto si tornò a vedere il suo sigillo personale sui decreti.
Per dovere di cronaca i due si riconciliarono anche e fecero un altro bambino Almarico. Allora come oggi un bambino che fu usato come toppa ad un matrimonio fallimentare da sempre.

Ma la caccia era ai tempi sport molto praticato ed a volte risolutore di infelicità e dubbi: Folcò morì di un tragico incidente di caccia nel 1143.

Melisenda prese il lutto subito, sia in pubblico che in privato, lutto che non le impedì minimamente di avere un buon numero di vigorosi amanti.

Altre vicende politiche impegnative attraversarono da questo momento la vita della regina, non ultimo il rapporto conflittuale con il figlio Baldovino.
Ma le questioni della gestione del potere, che per altro lei seppe affrontare in modo superbo, esulano dallo scopo di dare un’immagine dell’eterno femminino che emana anche dalle donne che hanno fatto e modificato la storia.

Più interessante per noi è, invece, parlare della storia d’amor cortese che coinvolse Melisenda. L’amore che sconvolse e portò alla morte un famoso trovatore dell’epoca: Jaufrè Rudel.

Per spiegare semplicemente cosa rappresentavano nel XII secolo i trovatori, l’esempio più calzante è quello di una rock-star internazionale dei nostri tempi.

Jaufrè era uno dei più bravi e famosi cantori del XII secolo. Ci sono rimaste poche sue liriche di dolcezza e struggente tono melanconico. Fu il creatore del tema dell’Amor de Lonh (amor lontano) che dedicò alla sua passione per la bellezza di Melisenda della quale aveva potuto ammirare le fattezze solo in una miniatura.

L’amore era tanto forte ed intenso che il trovatore iniziò il suo viaggio dalla Francia per andare a vedere l’amata a Gerusalemme. Ma sulla nave si ammalò, probabilmente di scorbuto. Arrivato a Gerusalemme l’infelice poeta morì al momento di vedere la regina che, lusingata da tanta passione, aveva accettato di incontrarlo.

Ma anche Melisenda morirà di lì a poco: nel 1161 fu probabilmente colpita da un ictus che compromise le funzioni della memoria e del movimento…

Stralcio testo tratto da un articolo di   pubblicato sulla pagina di perstorie-eieten.blogspot.com sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

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