Figure enigmatiche e antichissime della mitologia greca, i Telchini appartengono a quel nucleo di divinità primordiali e demoni marini che popolano le origini del cosmo.
Secondo la tradizione, erano figli di Ponto e Talassa, oppure di Gea, e dimoravano sull’isola di Rodi, luogo che la mitologia associa spesso a culti arcaici e poteri misteriosi. Le fonti li descrivono come esseri anfibi, sospesi tra mare e terra: creature dalla natura ambigua, con la parte inferiore del corpo simile a quella di un pesce o di un serpente, oppure dotate di piedi palmati.

Talassa (Thalassa) dal codex medicus Graecus 1 della Biblioteca nazionale austriaca di Graz – Wikipedia, pubblico dominio

Nonostante le loro capacità straordinarie, i Telchini non godevano del favore degli dèi olimpici. Anzi, la loro presenza era spesso causa di diffidenza e di collera divina.
A rendere ancora più complessa la loro figura contribuiva il legame con Alia, loro sorella, che si unì a Poseidone. Gli stessi Telchini parteciparono, insieme a Cafira, all’educazione del dio del mare, svolgendo un ruolo che la mitologia attribuisce ai Cureti nell’infanzia di Zeus: custodi e protettori di una divinità destinata a dominare il mondo.

Alla loro stirpe la tradizione attribuisce importanti invenzioni. I Telchini sarebbero stati abili artigiani e creatori, ai quali si faceva risalire l’origine di diverse arti, tra cui la scultura delle statue degli dèi, un sapere sacro e potente, riservato a pochi.
Accanto a queste competenze tecniche, possedevano anche facoltà magiche: erano in grado di governare gli elementi atmosferici, facendo cadere pioggia, neve e grandine. Tuttavia, gelosi delle proprie conoscenze, preferivano non rivelare apertamente tali poteri.

Secondo il mito, poco prima del Diluvio i Telchini ebbero un oscuro presentimento della catastrofe imminente. Abbandonarono allora Rodi, la loro patria, disperdendosi in diverse regioni del mondo. Uno di loro, Lico, giunse in Licia, terra di cui sarebbe divenuto l’eroe eponimo, e vi edificò, sulle rive di un fiume, il tempio di Apollo Licio, segnando così il passaggio di queste antiche divinità dal mito locale a una dimensione più ampia e diffusa.

Le fonti mitologiche tramandano i nomi di numerosi Telchini, a testimonianza della loro importanza nel pantheon arcaico:
Aktaios, Argyron, Atabyrios, Chalcon, Chryson, Hormenius, Lico, Megalesios, Mylas, Nicon, Simon, Zenob, Skelmis, Damnameneus, Damon (o Demonax), Ormenos.
Un elenco che restituisce l’immagine di una confraternita primordiale, sospesa tra magia, artigianato sacro e forze della natura, il cui ricordo sopravvive come eco di un mondo mitico precedente all’ordine degli dèi olimpici.

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