Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il “Ponte del Diavolo” (Ponte di Tiberio)

Ponte_di_Tiberio_notteIl ponte romano sul fiume Marecchia, l’antico Ariminus intorno al quale era sorto il primo insediamento, crea ancora oggi il collegamento tra la città di Rimini e il suburbio (borgo San Giuliano). 
Da qui iniziano le vie consolari, Emilia e Popilia, dirette al Nord. La via Emilia, tracciata nel 187 a C. dal console Emilio Lepido, collegava Rimini a Piacenza; attraverso la via Popilia, invece, si raggiungeva Ravenna e si proseguiva fino ad Aquileia.  
Molti riminesi avranno sentito nominare l’antico Ponte di Tiberio con l’appellativo di “Ponte del Diavolo”; anche la tradizionale Festa del Borgo di San Giuliano diede vita ad alcune manifestazioni legate a questa insolita nomea dell’antico ponte romano. L’appellativo è legato al mito d’indistruttibilità di cui nei secoli il Ponte di Tiberio si è fatto scudo.

ponte_tiberio_iscrizione_romanaIniziato dall’imperatore Augusto nel 14 d.C. fu completato dal figlio Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l’iscrizione che corre sui parapetti interni.
 Dal suo ultimo costruttore, questo mirabile esempio di tecnica romana, prese il nome e si rivestì della leggenda che ancor oggi accompagna le sue millenarie pietre.
 Ci vollero ben sette anni a Tiberio per portare a terminare la costruzione del ponte di Ariminum, iniziata dal padre. Durante questi anni, fu molto difficile riuscire a continuare l’opera. 
I lavori procedevano molto a rilento perché ogni qual volta che si costruiva un nuovo pezzo del ponte questi crollava o comunque non riusciva bene. Sembrava un’opera edilizia destinata a non vedere mai la luce e a minare la gloria dell’imperatore fin quando egli, dopo aver pregato invano tutti gli dei, giocò l’ultima carta rimastagli e interpellò l’unico essere soprannaturale che poteva metterci lo zampino. E glielo mise davvero.
Tiberio invocò il diavolo e, pregandolo di venire in suo aiuto fece, con il signore dell’oscurità il seguente patto: egli avrebbe costruito il ponte ma in cambio si sarebbe preso l’anima del primo che lo attraversava. All’imperatore non rimase che accettare e il diavolo si mise subito all’opera. 
Il ponte fu costruito nel giro di una notte; bello, solido e imponente, stava lì, ad aspettare che si attraversasse. Venne il momento dell’inaugurazione e il corteo ufficiale era pronto per la parata quando all’imperatore venne in mente come liberarsi di quello scomodo patto col diavolo. 
Tiberio ordinò che, in segno propiziatorio, prima di tutti, sul nuovo ponte, dovesse passare un cane. Così fu fatto e il diavolo, che aspettava la sua anima sull’altra sponda del ponte, rimase a bocca asciutta. 

Ponte di Tiberio2Satana, schiumante di collera per essere stato buggerato così malamente, decise di vendicarsi all’istante e buttare giù il ponte di Tiberio.
Calciò più volte con ira sulla pietra da lui posata, ma niente da fare. L’aveva costruito indistruttibile e nemmeno lui poteva distruggerlo. Così se ne dovette andare… con le pive nel sacco, ma a testimonianza di questo episodio rimangono alcune impronte caprine impresse su di una delle grosse pietre poste all’inizio del ponte sul lato che guarda la città.
 C’è di vero che questo ponte romano si è guadagnato la fama d’indistruttibile rimanendo in piedi per quasi venti secoli, sopportando per tutto questo tempo il via vai del traffico cittadino e assolvendo “senza fare una piega” alle sue quotidiane funzioni. Molti nel corso della storia vi arrecarono danni o tentarono di abbatterlo, inutilmente. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale si accanirono particolarmente con questo importante ponte di comunicazione ma non riuscirono a scalfirlo.

Che sia veramente opera del diavolo?

 

testo ed  immagini tratte dal web
corpo leggenda tratto da: http://langolodelparanormale.forumfree.it/?t=9813183

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