Per sfuggire alla furia di Crono, che divorava i propri figli per timore di essere spodestato, Rea, incinta di Zeus, fuggì sull’isola di Creta. Lì, nascosta in una grotta sacra, diede alla luce il futuro sovrano degli dèi. Per ingannare Crono, avvolse un masso in fasce e glielo consegnò come se fosse il neonato: il titano lo inghiottì senza sospettare l’inganno.

Pierre Julien (1731–1804) – Amalthea, Louvre – Wikipedia, pubblico dominio
Il piccolo Zeus fu invece affidato alle cure della ninfa Amaltea, che lo allevò in una caverna del monte Ida.
A nutrirlo vi era una capra straordinaria, orgoglio del suo popolo: dalle mammelle sgorgava latte abbondante, mentre le corna, superbe e ricurve, erano simbolo di forza e bellezza.

Nicolas Poussin – Il nutrimento di Zeus – Dulwich Picture Gallery – Wikipedia, pubblico dominio
Un giorno, però, la capra spezzò una delle sue corna contro un albero, perdendo parte del suo splendore. Amaltea raccolse quel corno e lo colmò di frutta ed erbe, offrendolo a Zeus. In segno di gratitudine, quando divenne re dell’Olimpo, Zeus rese immortale quel dono, trasformandolo nella cornucopia, simbolo eterno di abbondanza e prosperità.

Cerchia di Jacob de Wit – Grisaglia della tela “Rappresentazione allegorica del commercio” – Wikipedia, pubblico dominio
Accanto al latte e ai frutti, anche il miele delle api di Panacride nutrì il giovane dio, mentre un’aquila divina gli portava il nettare dell’immortalità.

La capra Amalthea con Zeus bambino e un fauno, di Gian Lorenzo Bernini, 1609-1615, marmo – Galleria Borghese – Roma, Italia – Wikipedia, pubblico dominio, foto di Daderot
I suoi vagiti furono nascosti dal fragore dei Cureti, guerrieri che battevano armi e scudi, così che nessuno potesse udire i pianti del neonato destinato a governare il mondo.
.




