Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Mileto, re e fondatore dell’omonima città

Mileto, re e fondatore dell’omonima città

L’agorà di Mileto – Wikipedia, foto di QuartierLatin1968, opera propia rilasciata con licenza CC BY-SA 2.0

Mileto, re e fondatore dell’omonima città, era figlio di Apollo e di Aria (figlia di Cleoco), che altri chiamano Deiona e altri ancora Tia.

Laurent Delvaux – Bibli e Cauno – Bode-Museum, Berlino – Wikipedia, pubblico dominio

Crescendo il bimbo divenne un bellissimo fanciullo, allora Minosse cercò di violentarlo. Poiché Mileto mostrava di prediligere Sarpedone, Minosse lo scacciò da Creta ed egli salpò con una grande flotta alla volta dell’Asia Minore, dove fondò la città e il regno di Mileto.

Altri, tuttavia, dicono che Minosse sospettò Mileto di volersi impadronire del regno; per non suscitare l’ira di Apollo si limitò a rimproverare il giovane che riparò in Caria di sua spontanea volontà. Qui il giovane re sposò la figlia del re Eurito, Idotea, dalla quale ebbe due gemelli, Bibli e Cauno.

Una variante del mito lo dà come figlio di Apollo e di Acacallide (figlia di Minosse). In questa variante il bambino fu esposto, per paura di Minosse. Fu nutrito da una lupa e successivamente allevato dai pastori.

Il povero Mileto non fu un genitore felice, poiché la bellissima figlia Bibli si innamorò perdutamente del fratello Cauno.
La giovane ninfa, tormentata dall’amore, rivelò al fratello la sua passione; questo, inorridito, fuggì via da Mileto e andò a fondare la città di Cauno in Caria.

Sulla sorte di Bibli le versioni sono diverse: una dice che si impiccò a una quercia e che dalle sue lacrime fosse nata una sorgente; un’altra versione narra che Bibli, addolorata per il perduto amore, impazzì ed errò attraverso tutta l’Asia Minore.

William-Adolphe Bouguereau – Biblide, olio su tela, 1884 – Wikipedia, pubblico dominio

Nel momento in cui stava per precipitarsi dall’alto di una roccia, le Ninfe ne ebbero pietà e, dopo averla immersa in un sonno profondo, la trasformarono in una ninfa boschiva e, dalla roccia dalla quale si voleva precipitare, fecero sgorgare una fonte alla quale fu dato il nome di “Lacrime di Bibli“.

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Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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