Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Clio, la musa della storia

Clio, la musa della storia

Cosí cantâr le Muse che hanno soggiorno in Olimpo,
le nove figlie nate da Giove signore possente,
Tersícore, Polímnia, Melpòmene, Urania, Talía,
Euterpe, Erato, Clio, Callíope: è questa fra tutte
egregia, essa dei re venerandi mai sempre compagna.

Esiodo – La Teogonia vv 74-78
(stralcio tratta da miti3000.it)

Hugo Kaufmann – Statua di Clio – Wikipedia, pubblico dominio

 

Clio è figlia di Zeus e di Mnemosine, personificazione della memoria, e riceve da quest’ultima il potere di trasmettere il ricordo di fatti e personaggi.

Pierre Mignard – Clio – Museo di belle arti, Budapest – Wikipedia, pubblico dominio

Clio, “Colei che può rendere celebri” è dunque Musa della storia. Della vita mitologica di Clio ci giungono leggende contrastanti riguardanti il fatto che le Muse fossero eternamente vergini e le attribuzioni di maternità di semidei che affollano la mitologia greca e latina.
Una leggenda vuole che Orfeo fosse nato dall’unione tra la musa Clio ed Apollo, il dio della musica. Un’altra leggenda narra che Giacinto, il bellissimo giovane, fosse figlio di Pierio e della musa Clio. Inoltre si dice che dopo un alterco con Afrodite, quest’ultima per punizione l’abbia fatta innamorare di Pierio (re di Macedonia). Dalla loro unione discenderebbero Giacinto, Imeneo e Ialemo. L’unica sicurezza che si ha sul conto della bella e misteriosa musa è che ebbe il figlio Reso dal dio fluviale della Macedonia, Strimone. Per il resto, la sua vita è circondata da un sottile velo di mistero.

Amante delle arti come tutte le muse, e in particolare della storia, Clio è estremamente sapiente. E forse proprio questa sua sapienza la rende anche una musa calma, pacata, ed è praticamente impossibile farla innervosire. Piangere si, invece, perché amando molto la storia, ama tutti i suoi rami, anche le antiche storie d’amore narrate dai poeti: non si commuove facilmente, ma quando lo fa, le sue lacrime sono gioia per i poeti che dimostrano così di essere fieri della loro opera.

Clio è paziente, odia le vendette, ma la guerra tuttavia l’affascina: lei crede, infatti, che senza guerre non ci sarebbe stata la storia. E dunque, non avrebbe avuto niente da raccontare, e questo sarebbe stato terribilmente noioso. Perché se c’è una cosa che odia, come tutti gli dei del resto, è la noia. Ama trascorrere il suo tempo sentendo i poeti terreni cantare, ascoltando le loro storie, oppure facendo lunghe passeggiate in solitudine.
Quando, come detto in precedenza, inizia ad annoiarsi di qualcosa o di qualcuno, allora cambia. Diventa irascibile, e ben presto i suoi assensi seccati si trasformano nel suo abbandono della conversazione. Nonostante ami molto parlare, e sia una musa estremamente eloquente, lei crede che se non vale la pena aprir bocca… è meglio non farlo.

Nikolaos Gysis – Allegoria della storia, 1892 – Wikipedia. pubblico dominio

Clio, essendo la musa della storia, ha il dono di trasmettere agli umani che la invocano, ricordi lontani di fatti e personaggi. Proprio per questo molti scrittori si affidano a lei, oltre a sua sorella Calliope, per assicurarsi di ricevere ricordi nitidi e precisi di fatti accaduti anticamente.

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Stralcio testo tratto dalla pagina: olympgdr.forumfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…