Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Fetonte, un figlio del dio Elio

Fetonte, un figlio del dio Elio

Simone Mosca, alias Moschino: La caduta di Fetonte, marmo. Skulpturensammlung (inv. N. 282, acquistato nel 1842), Bode-Museum di Berlino – Wikipedia, pubblico dominio

Fetonte è una figura della mitologia greca, figlio di Elio, dio del Sole, e della ninfa Climene.
Secondo il mito, Fetonte, per far vedere agli amici che Elio era veramente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole; ma, a causa della sua inesperienza, ne perse il controllo, i cavalli si imbizzarrirono e corsero all’impazzata per la volta celeste: prima salirono troppo in alto, bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea (questo è uno dei miti che spiegano l’origine della Via Lattea; ve ne sono diversi altri), quindi scesero troppo vicino alla terra, devastando la Libia che divenne un deserto.

Hans von Aachen – La caduta di Fetonte – Wikipedia, pubblico dominio

Zeus intervenne per salvare la terra e, adirato, scagliò un fulmine contro Fetonte, che cadde alle foci del fiume Eridano, nell’odierna Crespino sul Po.

Le sue sorelle, spaventate, piansero abbondanti lacrime con viso afflitto e vennero trasformate dagli dèi in pioppi biancheggianti.
(E vennero le sette sorelle di Fetonte, le dolci Eliadi, e piansero sulla misera salma, piansero sul sepolcro lungo il fiume, piansero notte e giorno, inconsolabilmente. Nel dolore si struggevano. E Giove, ancora una volta pietoso, fece delle loro lacrime gocciole di ambra, e di loro stesse argentei pioppi, scossi da un eterno brivido, sospirosi di un eterno sospiro.)

Secondo alcuni mitografi, Zeus quindi fece straripare tutti i fiumi uccidendo tutto il genere umano a eccezione di Deucalione e Pirra.

Citando questo mito nella Divina Commedia, Dante si riferisce all’eclittica (il cammino percorso dal Sole nel sistema geocentrico) come la strada che mal non seppe carreggiar Fetòn (Purgatorio IV, 71-72); viene citato anche nell’Inferno riguardo volo sopra il demone Gerione:
Maggior paura non credo che fosse
quando Fetonte abbandonò li freni,
per che ‘l ciel, come pare ancor, si cosse; (Inferno, XVII, 106-108).


Teoria dell’impatto extraterrestre

È stato fatto notare da un certo numero di commentatori, tra i quali gli astronomi Victor Clube e Bill Napier, che, se ovviamente depurata dei relativi elementi mitologici, la storia di Fetonte può essere letta come un genuino resoconto dell’effetto di un impatto di un asteroide o di residui di una cometa. Paragonando la descrizione fatta dai testimoni oculari dell’evento di Tunguska, di una luce molto luminosa e di un calore fortissimo compreso il rosseggiare e scurirsi del sole dovuto al sollevamento della polvere e agli eventuali Tsunami, si può notare l’analogia col racconto mitologico.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…