Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Gli Angeli nell’Apocalisse di Giovanni

Gli Angeli nell’Apocalisse di Giovanni

L’evangelista Giovanni scrive il Libro dell’Apocalisse. Dipinto di Hieronymus Bosch (1505). – Wikipedia, pubblico dominio

“Ogni parola comunica un mistero”

L’ultimo libro della Bibbia è un’opera veramente originale, che affascina e sconcerta insieme.
“Ogni parola comunica un mistero”: con questa sintetica espressione S. Girolamo presentava l’Apocalisse come opera superiore ad ogni possibile elogio. Tutta l’opera, infatti, è la rivelazione del mistero di Dio e la presentazione di Gesù Cristo sacramento dell’incontro con Dio.
E’ necessario da parte del lettore dell’Apocalisse avere un atteggiamento di “simpatia”, con la paziente volontà di vivere e condividere l’esperienza della comunità cristiana riunita intorno all’Apostolo Giovanni.
“Proprio per la sua complessa difficoltà, l’Apocalisse è un libro eccezionale, che non lascia indifferenti: mira a coinvolgere il lettore in un’opera continua di interpretazione, al punto che il libro stesso sembra un lavoro in corso” (C. Doglio, L’Apocalisse).
Detto questo, come breve premessa, noi ci occupiamo solo dell’aspetto importante e misterioso che deriva dalla specifica presenza degli Angeli nell’Apocalisse. Non possiamo ora soffermarci sui fondamenti basilari per conoscere e capire l’Apocalisse, quali sono: forma letteraria, unità dell’opera, struttura letteraria, contesto storico, ambiente liturgico, lingua e stile, destinatari e scopo, luogo e data di composizione, autore dell’Apocalisse.
Per conoscere meglio la funzione, il ruolo e l’attività degli Angeli nell’Apocalisse, è necessario capire l’elemento fondamentale della interpretazione del testo e, in altre parole, il simbolismo.
L’azione simbolica degli Angeli nell’Apocalisse è decisiva e importante. Da rilevare subito che l’autore dell’Apocalisse menziona, nel suo libro, ben 67 volte gli Angeli (al plurale o al singolare), della quali 4 volte in modo non esplicito, come vedremo più avanti. E’ un numero di volte impressionante. In nessun altro libro della Sacra Scrittura sono nominati gli Angeli così tante volte come nell’Apocalisse. Questo per rilevare l’importanza del ruolo degli Angeli nell’Apocalisse, sia mediante la loro attività svolta, sia mediante la loro funzione assunta. Per meglio comprendere tutto ciò è bene soffermarci brevemente sul concetto di “simbolismo” nella Sacra Scrittura..

Dal foglio 13v dell’Apocalisse di Bamberga (Staatsbibliothek, MS A. II. 42) L’agnello e il libro con i sette sigilli – Wikipedia, pubblico dominio

Simbolismo

L’Apocalisse è un’antologia di visioni simboliche, derivate principalmente dai libri di Ezechiele, Zaccaria e Daniele; appartiene al metodo simbolico di comunicazione. Il simbolismo è un sistema di comunicare, tramite segni, contenuti che si vogliono far conoscere: comunicare attraverso immagini significative un messaggio religioso. Nell’Apocalisse i segni sono frutto di immaginazione, pensati con il preciso scopo di comunicare un messaggio spirituale e religioso. Per poter comunicare, però, i segni devono essere compresi; ciò significa che l’autore e il lettore devono parlare la stessa lingua simbolica, altrimenti l’opera fallisce il proprio obiettivo.
I segni si dividono in naturali e convenzionali: sono detti naturali quelli ancorati alla realtà, come per es. il fumo è segno del fuoco; mentre si dicono convenzionali i segni legati a una cultura, come per es. la bandiera è segno della patria. Nell’Apocalisse sono pochissimi i segni naturali, perché quasi tutto il patrimonio delle immagini è derivato dall’Antico Testamento e dalla cultura giudaica del I secolo.
Il simbolismo più tipico dell’Apocalisse è quello delle “catastrofi”, che evoca il cambiamento nella storia mediante l’intervento di Dio. In questo quadro le realtà in atto assumono un ruolo simbolico: gli elementi cosmici, le figure angeliche, gli animali, vari oggetti, ecc. Ogni elemento simbolico deve essere compreso e decodificato, prima di passare al successivo. Tutti i simboli, tutta le immagini nell’Apocalisse hanno una portata universale e comunicano il messaggio cristiano in una dimensione cosmica valida per tutti i tempi e per tutte le situazioni, quindi anche per noi. Il compito fondamentale è l’attualizzazione alla propria concreta situazione. Il simbolo deve rimanere simbolo; comunica solo se rimane simbolo.
Questa forma di simbolismo era diffusa nel Nuovo Testamento e nella letteratura giudaica ed era dovuta a una scuola vera e propria, i cui contorni storici, al momento, ci sfuggono. Il linguaggio simbolico dell’Apocalisse era sicuramente compreso bene dai lettori del tempo in cui fu scritta, a differenza di noi tutti, che abbiamo una cultura molto diversa.
Concludendo, specifichiamo in sintesi i vari simbolismi dell’Apocalisse, che sono precisamente i seguenti: simbolismo cosmico (sole, luna, cielo, stelle, mare, ecc.), simbolismo antropologico (Angeli, uomini e loro vesti, posizioni, convitti, amore), simbolismo teriomorfo (animali, agnello, drago, bestia, ecc.), simbolismo aritmetico (numeri qualitativi piuttosto che quantitativi, come 7=totalità perfetta, 12=tribù o Apostoli, 1000= presenza attiva di Cristo). Infine ricordiamo che l’Apocalisse è la più ricca di cristologia di tutto il Nuovo Testamento e presenta una gamma particolarmente ampia di titoli cristologici. Tutti gli altri esseri viventi menzionati nel libro hanno uno scopo e un coinvolgimento in vista solo a Cristo risorto, compresi gli Angeli. Anche gli Angeli, quindi, come vedremo, hanno nell’Apocalisse un ruolo e un’attività esclusivamente a servizio di Cristo risorto.

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Commento esegetico sul testo

Raffaello – San Michele ed il drago – Wikipedia, pubblico dominio

Come abbiamo detto, la presenza degli Angeli, o dell’Angelo, nell’Apocalisse è massiccia e preponderante: ben 67 volte vengono richiamati (51 volte nei Sinottici, 21 volte in Atti; 175 volte il nome “angelos”, anghelos = angelo, ricorre nel Nuovo Testamento).

Gli Angeli nell’Apocalisse svolgono la loro attività d’esecutori dei comandi del Signore; sono messaggeri e servitori fedeli di Cristo Gesù, l’Agnello, che rinnova tutto e che spezza e distrugge il male.

Nell’Apocalisse troviamo spesso gli Angeli a gruppi… oltre che il singolo Angelo. Ci sono particolarmente 7 gruppi d’Angeli. Il numero sette è un simbolismo numerico importante. Un gruppo è formato dai famosi “quattro esseri viventi”, che sono menzionati 6 volte per specifiche attività (cfr. 4,6; 5,6; 5,8; 5,11; 6,6; 19,4).
Gli altri 6 gruppi sono formati da Angeli con funzioni e attività ben precise:
1) sette Angeli per sette Chiese;
2) quattro Angeli per quattro angoli;
3) sette Angeli per sette trombe;
4) sette Angeli per sette flagelli;
5) sette Angeli per sette coppe;
6) sette Angeli per annunciare l’ora del giudizio.

In questi gruppi si vede palesemente che il simbolismo numerico di 7 è evidente e rispecchia la perfezione: sette per dire tutti, cioè la totalità universale. Il numero 7 è la cifra perfetta! Sette giorni ha impiegato Dio a creare il mondo e nel settimo si riposò; sette giorni è la scansione settimanale e il settimo è il giorno del Signore; sette sono i sacramenti per la salvezza….

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Stralcio testo tratto da un articolo di Gino Zancarli pubblicato sulla pagina angelologia.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

Vedi anche:

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