Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il faro: una riflessione di Luigi Spilla

Adoro il faro come metafora della vita mia: il faro che illumina la via al navigante sprovveduto!
Il faro: la luce proiettata su un sogno, su un desiderio irrealizzato, sulla mia aspirazione permanente di felicità!

Ma la mia navigazione a volte è sconvolta da giganteschi flutti, che rendono sempre più indistinguibile la mia linea di confine tra il cielo e il mare, tra il visibile e l’invisibile, e oscurano tutto il mio universo. Il faro è l’unica via di salvezza nelle notti tempestose!
Spento il faro, spente le stelle, restano solo i lampi a rischiarare la mia notte.
Ma il faro, anche se oscurato dalle nuvole, rimane sempre lì, al suo posto, e continua a proiettare il suo raggio luminoso, ad intervalli regolari, pur restando invisibile nelle notti tempestose.
Le tempeste possono oscurare un faro, ma non cancellarlo.

Il faro è il simbolo della mia fede!
A volte rimane oscurata, ma è sempre presente come seme, che deve crescere in me.
Guardiamo sempre oltre, oltre il visibile, oltre l’orizzonte; non bisogna mai perdere la speranza: oltre le nuvole c’è il sole; oltre il buio c’è sempre la presenza di un faro, che proietta la sua luce sui nostri passi incerti, che tentano di trovare una via tranquilla per poter raggiungere un porto sicuro!

Basta tenere sempre acceso e funzionante il faro della nostra vita.

Luigi Spilla
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