Secondo un’antica leggenda profondamente radicata nella tradizione popolare di Reggio Calabria, le origini del cristianesimo, nella città e in tutta la regione calabrese, risalirebbero alla predicazione dell’apostolo Paolo. Questo racconto, a metà tra fede e tradizione, lega indissolubilmente la figura dell’Apostolo delle Genti alla nascita della comunità cristiana reggina.

Andrej Rublev, 1407 – Icona di San Paolo Apostolo – Wikipedia, pubblico dominio

La narrazione si fonda su un passo degli Atti degli Apostoli (28,13), dove si legge: «Di lì, costeggiando, giungemmo a Reggio». Si riferisce al viaggio di Paolo verso Roma, intrapreso intorno al 61 d.C., quando fu fatto prigioniero dai Romani e imbarcato su una nave imperiale. Dopo aver lasciato Siracusa, l’imbarcazione approdò nel porto naturale di Reggio, un centro all’epoca ben visibile dal mare grazie alle sue imponenti mura e alle sue architetture monumentali.

Una volta sbarcato, Paolo colse l’occasione per dare inizio alla sua missione evangelizzatrice tra la popolazione della città. La leggenda racconta che si diresse verso il Tempio dei Castori, un antico luogo di culto dedicato ai Dioscuri (Castore e Polluce) dove i cittadini erano soliti offrire sacrifici agli dei.
Fu lì che Paolo iniziò a predicare il Vangelo, annunciando il Dio unico, Signore del cielo e della terra, e testimoniando la venuta del Figlio fatto uomo, Gesù Cristo.

Le sue parole suscitarono reazioni contrastanti. Molti tra i presenti risero con scherno, trovando ridicola la predicazione di uno sconosciuto prigioniero. I sacerdoti pagani, invece, si mostrarono inquieti e allarmati: temevano l’influenza delle sue parole, capaci di seminare dubbi nei fedeli e promettere una speranza nuova, distante dal culto tradizionale.

Spinti dal timore e dall’irritazione, alcuni astanti fecero appello ai centurioni romani affinché lo facessero immediatamente reimbarcare, accusandolo di essere un impostore blasfemo. Ma Paolo, ispirato dalla Provvidenza divina, fece un ultimo gesto carico di significato: prese una candela, l’accese e la poggiò su una colonna vicina. Chiese di essere ascoltato finché quella fiamma fosse rimasta accesa.

Il pezzo di colonna custodito presso il Duomo di Reggio Calabria. – Wikipedia, pubblico dominio

Accadde allora qualcosa di straordinario. La folla, ammutolita e incuriosita, restò in silenzio ad ascoltare le sue parole. Man mano che l’apostolo parlava, il giorno volgeva al termine e la piccola fiamma, lungi dallo spegnersi, consumò pian piano la candela fino a intaccare la pietra stessa della colonna. Il prodigio fu tale che ogni dubbio cadde: nessuno tra i presenti poté più mettere in discussione la verità del suo messaggio.

Colpiti da quell’evento miracoloso e dalla forza della predicazione, molti tra i presenti si convertirono sul momento e ricevettero il battesimo dalle mani di Paolo, nel nome di Gesù Cristo.

Da quel giorno, la Colonna di San Paolo divenne simbolo della nascita del cristianesimo a Reggio Calabria, un segno visibile della fede che si stava diffondendo in quella terra e che avrebbe cambiato per sempre il volto spirituale della regione.

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