Singer Sargent, John – Atlante e le Esperidi, 1925 – Wikipedia, pubblico dominio

Atlante, il titano condannato a sorreggere il cielo sulle spalle, ebbe diverse unioni amorose. Tra queste, la più celebre fu con Pleione, da cui nacquero le Pleiadi, sette figlie straordinarie la cui bellezza attirò l’attenzione del cacciatore Orione. Per sottrarle alla sua ossessione, Zeus le trasformò in stelle, ponendole nel cielo. Da allora, sono conosciute come le “Sette Sorelle“: Alcyone (magnitudine 2,9), Atlas, Electra, Maia, Merope, Taygeta, Pleione, Celaeno e Asterope (una stella doppia, con componenti di magnitudine 5,6 e 6,4).

Le Pleiadi con i nomi delle stelle principali – Wikipedia, pubblico dominio

Nonostante il loro nome, osservando il cielo notturno è facile vederne sei, talvolta sette. Eppure, chi ha occhi molto acuti può distinguerne fino a quattordici. Se si spinge lo sguardo oltre la quattordicesima magnitudine, si contano oltre 625 stelle, tutte nate dallo stesso ammasso nebuloso circa 20-30 milioni di anni fa, a 430 anni luce dalla Terra.

Le Pleiadi, opera di Elihu Vedder, 1885 – Wikipedia, pubblico dominio

Il nome Pleiadi ha origini affascinanti. Secondo una tradizione classica, deriverebbe da peleiades, “colombe”, in riferimento alla trasformazione mitologica operata da Zeus. Un’altra interpretazione lo collega invece al verbo greco plein, “navigare”, poiché le Pleiadi segnavano l’inizio della stagione adatta alla navigazione. Non a caso, queste stelle erano un punto di riferimento per marinai e contadini: il loro sorgere all’alba annunciava la mietitura, il tramonto indicava il tempo dell’aratura.

Le Pleiadi hanno ispirato miti in culture di tutto il mondo: dai Greci ai Maya, dai Maori agli Aborigeni australiani.
Per i Maori, ad esempio, sono conosciute come Matariki e annunciano il nuovo anno. Tra alcune tribù di nativi americani, il numero di stelle visibili nelle Pleiadi era addirittura usato per testare l’acuità visiva. Gli Aborigeni, invece, le vedevano come sette sorelle insidiate da Kidili, l’uomo-luna, o le chiamavano Makara, donne celesti protagoniste di racconti ancestrali.

Anche i Troiani conservavano una versione affascinante delle origini delle Pleiadi. Secondo la loro tradizione, la civiltà fu fondata da Dardano, figlio di Elettra e proveniente da un’isola occidentale chiamata Atlantide. Era parente di Atlante, la cui sorella generò Clione, dea marina, da cui avrebbero avuto origine le Pleiadi.

II disco del cielo di Nebra – Mostra ‘Der schöne Schein’ di repliche di opere d’arte famose nel Gasometro di Oberhausen – Wikipedia, pubblico dominio

L’importanza astronomica delle Pleiadi è testimoniata anche da reperti antichissimi.
Uno dei più straordinari è il disco di Nebra, un manufatto in bronzo di 3.600 anni fa, decorato con foglia d’oro per rappresentare il sole, la luna e un gruppo di sette stelle, che si ritiene raffiguri proprio le Pleiadi.

Secondo le conoscenze babilonesi, si aggiungeva un tredicesimo mese al calendario lunare solo quando la luna e le Pleiadi apparivano in cielo nella stessa posizione raffigurata sul disco.
Questo metodo, semplice ma efficace, mostrava l’abilità astronomica delle civiltà dell’età del bronzo, che regolavano il tempo scrutando il cielo con straordinaria precisione.

Alcune citazioni di antichi autori sulle Pleiadi

      • Esiodo, Le opere e i giorni, VII sec. a.C.:
        “Quando sorgono le Pleiadi, figlie di Atlante, incomincia la mietitura; l’aratura, invece, al loro tramonto. Restano celate per quaranta giorni e notti, poi ricompaiono quando è tempo di affilare la falce.”
      • Omero, Odissea, Libro V:
        “Ulisse fissava le Pleiadi, Boote che tarda a tramontare, e l’Orsa, che si volge su sé stessa senza mai bagnarsi nel mare. Quelle stelle guidavano la sua rotta, come imposto dalla dea.”
      • Manilio, Astronomica, I sec. a.C.:
        “Quando il Toro sorge col capo inclinato, le Pleiadi brillano al suo fianco, portando con sé gli spiriti leggeri di Bacco e Venere, nati per danzare tra banchetti e giochi d’amore.”
      • Ovidio, Fasti, I sec. a.C.:
        “Si dicono sette, ma in realtà sono sei. Merope si cela per la vergogna d’aver amato un mortale, Sisifo. O forse fu Elettra, incapace di sopportare la distruzione di Troia, a nascondersi col dolore.”


Per concludere possiamo dire che le Pleiadi sono molto più che un semplice gruppo di stelle: sono un crocevia tra astronomia, mito e storia. Per millenni hanno ispirato poeti, guidato agricoltori e marinai, e alimentato leggende in ogni angolo del pianeta. Oggi, alzando gli occhi verso il cielo, possiamo ancora scorgere il riflesso di queste antiche sorelle, testimoni eterne del legame tra Terra e Cosmo.
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