Benvenuto Cellini – Perseo con la testa di Medusa – Loggia dei Lanzi, Firenze. – Wikipedia, pubblico dominio

Medusa è una delle tre Gorgoni della mitologia greca, figlie dei mostruosi dèi marini Ceto e Forco. Insieme alle sorelle Steno ed Euriale, formava un trio terrificante: creature alate con mani artigliate di bronzo, zanne di cinghiale e serpenti al posto dei capelli. Il loro aspetto era talmente spaventoso da pietrificare chiunque incrociasse il loro sguardo.

Medusa era la più celebre e temuta delle tre, nonché la sola mortale. Per volere di Persefone, era divenuta la custode degli Inferi. Il suo sguardo, come quello delle sorelle, poteva tramutare in pietra uomini e dei, incutendo terrore persino tra gli immortali. L’unico a non temerla fu Poseidone, che si unì a lei e dalla loro unione nacquero due figli.

Secondo una delle versioni più diffuse del mito, Medusa non nacque mostruosa. Era una giovane donna di straordinaria bellezza, tanto da vantarsi della propria chioma fluente, sfidando in vanità la dea Atena. Per punirla dell’arroganza e per aver profanato un tempio a lei sacro unendosi a Poseidone al suo interno, Atena la trasformò in un essere orribile, tramutandole i capelli in serpenti e decretandone la morte.

Testa di Medusa – Anonimo fiammingo, olio su tavola, 16º secolo, Galleria degli Uffizi. – Wikipedia, pubblico dominio

Il compito di ucciderla fu affidato a Perseo, che ricevette da Polidette, re dell’isola di Serifo, l’ordine di portargli la testa della Gorgone.
Perseo iniziò la sua impresa recandosi dalle Graie, tre creature anziane e misteriose, sorelle delle Gorgoni, che condividevano un solo occhio e un solo dente. Sottraendo loro questi oggetti, le costrinse a rivelargli il cammino per trovare le Ninfe, dalle quali ottenne tre doni magici: i sandali alati, una bisaccia per custodire la testa recisa, e un elmo che rendeva invisibili. Atena gli donò uno scudo lucente come uno specchio, mentre Ermes gli fornì un falcetto affilato.

Così equipaggiato, Perseo volò fino alla dimora delle Gorgoni. Le trovò addormentate, e per non incrociare direttamente lo sguardo di Medusa, osservò il suo riflesso nello scudo. Con un colpo deciso le mozzò la testa, che subito rinchiuse nella bisaccia magica.
Dal sangue che sgorgò dal collo reciso della Gorgone nacquero Pegaso, il cavallo alato, e Crisaore, armato di spada, entrambi figli di Poseidone.

Edward Burne-Jones – Pegaso e Crisaore nascono dal corpo di Medusa – Wikipedia, pubblico dominio

La testa di Medusa fu poi donata da Perseo ad Atena, che la pose al centro del suo scudo, l’egida, rendendola un’arma di terrore contro i nemici.

Il sangue di Medusa possedeva straordinari poteri: quello della vena sinistra era velenoso e letale, mentre quello della vena destra aveva il potere di riportare in vita i morti. Fu questo il dono che ricevette Asclepio, figlio di Apollo e dio della medicina.

Caravaggio – Scudo con testa di Medusa, olio su tela, tra il 1595 e il 1598, Galleria degli Uffizi. – Wikipedia, pubblico dominio

Persino un singolo ricciolo di Medusa conservava un potere immenso: garantiva la vittoria in battaglia. Eracle ne offrì uno a Cefeo come dono da parte di Atena, affinché si alleasse con lui. Gli assicurò che poteva lasciare la città incustodita, a patto che sua figlia agitasse il ricciolo sopra le mura per spaventare gli assalitori.

 

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