Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Mitologie inerenti il Diluvio

continua da: Il Diluvio Universale

Il Diluvio Universale, dipinto di Francis Danby

Il Diluvio Universale, dipinto di Francis Danby

IL DILUVIO DI TAHITI 
TAHITI fu una volta sommersa dal mare, nell’isola sopravvissero solamente due persone e gli animali che essi salvarono; il disastro iniziò con grandi piogge e una tempesta furiosa che fini per travolgere l’intera isola. Per salvarsi assieme agli animali i due esseri umani si rifugiarono sul monte più alto PITO-HITI.
Finalmente dopo 10 notti cessò di piovere e il mare calò, cosi’ la vita, grazie alla coppia, tornò a fiorire nell’isola.

IL MITO DELL’ALLUVIONE POLINESIANO 
Il Nibbio e il Granchio litigano e il primo fora il cranio dell’altro. Il Granchio per vendicarsi inonda e annega tutti i viventi. Si salvano però due giovani sposi e gli animali riparatisi sulla loro imbarcazione.

  • I MITI DI VARI PAESI 

In Cina, si dice che un tempo gli uomini si ribellarono agli dei. L’universo allora piombò nel caos e le acque invasero la terra. Il popolo malese Chewong sostiene che il mondo subisca, dopo non ben precisati periodi temporali, una distruzione generale dovuta alle acque.

Nel Laos e nella Tailandia settentrionale, si dice che un tempo un popolo chiamato Then viveva in un regno superiore, mentre gli inferi erano guidati da tre grandi uomini saggi. I Then decisero che le persone avrebbero dovuto donare loro una parte del proprio cibo. Il popolo si rifiutò e i Then fecero piombare un diluvio sulla terra. I tre uomini tuttavia costruirono una zattere e misero in salvo non solo se stessi ma anche alcune donne e bambini. In questo modo salvarono l’umanità dall’estinzione.

In Birmania, una tradizione afferma che due fratelli si salvarono su una zattera ad un immenso diluvio.

Nel Vietnam, secondo le leggende locali, trovarono scampo dalle acquee del diluvio solo un fratello e una sorella. Essi si trovavano all’interno di una cassa di legno nella quale c’erano una coppia di ogni specie animale.

Gli aborigeni d’Australia delle coste settentrionali sostengono che un diluvio distrusse un mondo precedente. Secondo altri miti di altre tribù australiane, tuttavia, il serpente cosmico Yurlunggur sarebbe il reale responsabile del diluvio.

In Giappone, alcune tradizioni ritengono che la creazione dell’Oceania sarebbe derivata dal ritirarsi delle acque di un diluvio. Per di più nelle isole Samoa e nelle isole Hawaii si ricorda un diluvio che distrusse il mondo e quasi tutta l’umanità. Secondo i
Samoani, sopravvissero al disastro solo due uomini che approdarono nelle isole Samoa.

In Nord America ritroviamo ancora una volta tradizioni su un diluvio universale. Gli inuit dell’Alaska parlano di un diluvio e di un terremoto che risparmiarono i pochi che fuggirono tramite canoe o scapparono sui monti. Il popolo Luiseño e quello degli Huroni raccontano che si abbatté un diluvio su tutta la terra e solo coloro che si rifugiarono sulle vette delle montagne si salvarono. I Montagnais, gli Irochesi, i Chickasaw e i Sioux fanno riferimento al mito del diluvio.

In Centro America il mito sul diluvio più famoso è quello contenuto nel codice Latino- Vaticano del popolo degli Aztechi. Si dice infatti che la prima era della storia del mondo fu distrutta da un diluvio d’acqua. Il primo sole, Matlactili, durò 4008 anni. Gli uomini mangiavano mais ed erano giganti. Gli uomini, in seguito al diluvio, si trasformarono i pesci. Solo una coppia si salvò, Nene e Tata, che era protetta da un albero. Comunque altri affermavano che sette coppie si rifugiarono in una caverna e ne uscirono quando le acquee si ritirarono. Quando la terra venne ripopolata, questi superstiti vennero considerati delle divinità.
Secondo un altro popolo mesoamericano, i Mechoacanesecs, il dio Tezcatilpoca volle distruggere tutta l’umanità con un diluvio e salvò solo un uomo di nome Tezpi. Quest’ultimo si imbarcò con la sua famiglia e ogni genere di animali e sementi su un’arca. Quando il dio ordinò la fine del diluvio, l’imbarcazione si arenò su una montagna. Tezpi, per sondare l’abitabilità della terra, liberò un avvoltoio che non tornò perché si nutriva delle carcasse degli animali. Allora vennero liberati molti altri uccelli, dei quali tornò solo il colibrì con un ramo nel becco. Il diluvio era finito.

Nel “Popol Vuh” del popolo Maya, il Grande Dio volle distruggere l’umanità con un diluvio perché si era dimenticata di lui.

In America del Sud, i Chibcha della Colombia dicono che furono portati alla civiltà da un certo personaggio barbuto detto Bochica. Quest’ultimo aveva una moglie invidiosa e cattiva, Chia, che fece piombare un diluvio sulla terra che distrusse gran parte dell’umanità. Bochica cacciò sua moglie facendola divenire la luna. Nonostante il disastro, questo essere superiore riorganizzò i superstiti e alla fine ascese al cielo divenendo un dio.
I Canari dell’Ecuador parlano di due fratelli scampati al diluvio.
Gli Indios tupinamba del Brasile raccontano che l’eroe civilizzatore Monan aveva creato l’umanità ma distrutto il mondo tramite un diluvio.
Il Perù e le Ande più in generale sono ricchissimi di miti sul diluvio. Solitamente la storia è simile per molte popolazioni ed
racconti del Diluvio compaiono dall’inizio dei tempi, e gia al tempo di Manco Capac, che fu il primo Inca e dal quale cominciarono ad essere chiamati,”Figli del Sole”.che essi avevano piena conoscenza del Diluvio. Dicono che tutti gli esseri umani e tutte le cose create perirono nel diluvio, e che le acque erano salite sopra le montagne più alte del mondo. Nessuna cosa vivente sopravvisse eccetto un uomo e una donna, che rimasero in una cassa; e quando le acque si abbassarono, il vento
li trasportò a Guanaco, che sarà a settanta leghe da Cuzco, più o meno. Il Creatore di tutte le cose ordinò loro di restare là come Mitimas, e là a Tiahuanaco il creatore cominciò a istruire popoli e nazioni che stanno in quella regione. Per ripopolare la Terra il Creatore prima diede forma con l’argilla a una persona per ogni nazione; poi diede vita e anima a ognuno,uomo o
donna che fosse, e li mandò nei luoghi che per ciascuno erano stati stabiliti sulla Terra. Coloro che non obbedirono agli ordini
riguardanti il culto e il comportamento furono tramutati in pietre.

Secondo un’altra leggenda:.”Dopo che le acque del diluvio erano ormai scese,un certo uomo comparve nel paese di Tiahuanaco. Quest’uomo era così potente che divise il mondo in quattro parti e le diede a quattro uomini che insignì del titolo di re”. In molte versioni si afferma la creazione ad opera di Viracocha.

Un mito delle isole Figi narra di due giovani che provocano il diluvio per avere ucciso l’uccello favorito di Dengei, l’Essere Supremo, e poi, mentre tutta l’umanità perisce sotto le acque, proprio essi vengono salvati dallo stesso Dengei.

In Cile, gli Araucani e nella terra del Fuoco gli Yamana e i Pehuenche ricordano anche essi un diluvio, durante il quale i
sopravvissuti si salvarono su montagne molto alte.

IL DILUVIO NEL MITO BRASILIANO “CURT NIMUENDAJE’ ”

Il serpente Kane-roti fece il rio Tocantins e il rio Araguaia. Piovve per molti giorni, i corsi d’acqua strariparono; le acque del Tocantis raggiunsero quelle dell’Araguaia. Per 2 giorni il mondo fu sommerso. Le Apinaye fuggirono dalla Sierra Negra. Una coppia di sposi prese tre zucche giganti e le riempì di cibo, soprattutto di cereali; le chiusero, le legarono e aggrappati, si
lasciarono portare alla deriva. Improvvisamente ritornò a piovere, ma i due se la cavarono. Quando l’acqua si abbassò i due coniugi cercarono un posto dove stabilirsi e lì si accinsero a costruire una fattoria. Un giorno un ragazzo sopravvissuto uccise un uccello e lo portò alla madre per cucinarlo.
La madre si accorse che il volatile aveva semi di mais nello stomaco e chiese al figlio dove l’aveva preso saputa la notizia; la gente andò alla ricerca del posto; trovata la fattoria, si fermarono fino all’autunno per raccogliere_cibo.


IL MITO AFRICANO “LA DONNA CHE VIVE DI PIOGGIA ” 

Kapinga non aveva moglie. Un giorno incontrò una donna e la portò a casa. La donna non voleva mangiare, perché il marito non sapeva il suo nome. Kapinga girando incontrò Kakulutu Kamunto che gli disse il nome della moglie cioè Tumba. Kapinga e Tumba andarono al villaggio del padre della donna. Arrivati, restarono a lungo. Dopo un po’ Kapinga volle tornare a casa e il capo del villaggio (il padre di Tumba) gli disse di ritornare a prendere sua moglie in un giorno di pioggia. Kapinga acconsentì e dopo tornò a casa. Dopo qualche tempo di siccità il marito si diresse al villaggio di sua moglie. Arrivato non trovò nessuno, ma vide dei sassi; ne prese uno e affilò il suo coltello e poi tornò a casa. Quando cominciò a piovere Kapinga tornò al villaggio di Tumba e incontrando gli abitanti chiese di riavere sua moglie, ma il padre gli negò il permesso perché quando era andato al villaggio durante la siccità, affilando il suo coltello su quel sasso aveva fatto una grossa ferita al capo villaggio perché quel sasso era lui. Kapinga tornò a casa senza moglie. Il matrimonio fra Kapinga e Tumba rappresenta una forma di alleanza tra uomini e
esseri sovraumani. La convivenza in un primo momento è difficile, perché Kapinga non conosce il nome della donna, dopo che lo sa Tumba sembra diventare simile alle altre donne, ma è solo apparenza.

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PROFEZIE

Nel papiro di Ramsete XII, che si trova nel museo del Cairo, si dice tra l’altro: “Quando due stelle, una rossa e l’altra d’argento, si contenderanno il mondo, con l’appoggio del serpente giallo e del sole rosso, poco dopo la caduta della ruota dentata, avverrà un delitto aberrante che scatenerà la lotta finale. Si sentirà allora il lugubre ululato di Anubis e gli uomini si rifugeranno sottoterra ma le città rovineranno su di loro e si disseccheranno i fiumi e le piante, e l’agnello giudicherà l’ariete e il leone, per la quarta volta. Da qualche tempo i quattro cavalli percorreranno la terra ma gli uomini non li vedranno accecati dalla loro ottusa superbia e la catastrofe li coglierà di sorpresa.”

Dai Vishnu Purana I, VIII, 1~31: “Dodici soli farano evaporare il mare; alimentati dall’acqua si formeranno altri sette soli che trasformeranno il mondo in cenere. La Terra diverrà dura come un guscio di tartaruga. Il fuoco dalle fauci di un drago sotterraneo infuocherà la superficie della Terra e incendierà le regioni del cielo; questo fuoco brucerà con rumore di spavento e distruggerà ogni essere vivente. Il dio distruttore lancerà grandi nuvole; una massa di nuvole di energia sarvantaka si vedrà nel cielo.”

Dalla lettera di Nostradamus a Enrico re di Francia ..: “Sarà nel mese di ottobre che si produrrà una grande traslazione tanto da lasciar credere che la Terra abbia smarrito il suo moto naturale e sia affondata per sempre nelle tenebre, e ciò prima che venga primavera. Il Grande Papa sarà reintegrato nelle sue prerogative: ma alla fine il suo regno piomberà nella desolazione. Tutto finirà in abbandono e gli avvenimenti poteranno alla distruzione del Santo dei Santi ad opera del paganesimo. L’Antico e Nuovo Testamento saranno banditi e bruciati, dopo di che l’anticristo sarà il principe infernale. E per 25 anni tutte le nazioni cristiane per la prima volta tremeranno. .. Quasi tutto il pianeta verrà abbandonato al disordine e alla disperazione. E tuttavia, dopo questo lasso di tempo che agli uomini sarà sembrato assai lungo, la faccia della terra verrà rinnovata grazie all’avvento dell’Età dell’Oro. .. Il Creatore Iddio decreterà che Satana venga messo in catene e precipitato
nell’abisso dell’Inferno, nella fossa profonda: inizierà allora fra Dio e gli uomini la pace universale, mentre Satana rimarrà legato per circa mille anni, .. ma poi nuovamente le sue catene saranno sciolte”

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