San Giovanni Battista, ultimo profeta dell’Antico Testamento e precursore di Gesù, è l’unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui la Chiesa celebra non solo il martirio (29 agosto) ma anche la nascita terrena (24 giugno).

Narra il Vangelo di Luca (1, 5‑7) che, al tempo di Erode re di Giudea, vivevano Zaccaria, sacerdote del turno di Abìa, e sua moglie Elisabetta, discendente di Aaronne: entrambi giusti e irreprensibili, ma ormai avanzati negli anni e privi di figli.
Un giorno, mentre Zaccaria officiava nel tempio, gli apparve l’arcangelo Gabriele accanto all’altare dell’incenso (1, 11‑25). L’angelo lo rassicurò: Elisabetta avrebbe generato un figlio da chiamare Giovanni, “pieno di Spirito Santo fin dal seno materno” e destinato a “ricondurre molti figli d’Israele al Signore”.
Poiché Zaccaria dubitò delle sue parole, rimase muto fino al compimento della profezia. Al ritorno a casa, Elisabetta concepì e, compiuto il tempo del parto, diede alla luce il tanto atteso bambino, accolto con gioia da parenti e vicini (1, 57‑58).
![]() |
![]() |
Cresciuto, Giovanni visse in regioni deserte fino al suo manifestarsi pubblicamente a Israele (Luca 1, 80). Secondo Marco (1, 6), si vestiva di peli di cammello, cinta da una cintura di pelle, e si nutriva di locuste e miele selvatico, incarnando l’umile stile di vita che predicava.

Il suo coraggio lo portò a rimproverare apertamente Erode Antipa per il suo matrimonio con Erodìade, moglie del fratello Filippo (Marco 6, 17‑20). La regina, assetata di vendetta, spinse la figlia Salomé a danzare al banchetto di compleanno di Erode, ottenendo in premio, per via del giuramento del re, la testa di Giovanni servita su un vassoio (Marco 6, 21‑29).

I suoi discepoli recuperarono il corpo e gli dedicarono la prima pietà funebre, preservando viva la memoria del suo martirio.

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse rapidamente in tutto il cristianesimo, tanto da dargli numerosi patronati simbolici: per la pelle di cammello dell’abito, è protettore di sarti e conciatori; per l’agnello, “Ecce Agnus Dei”, di cardatori di lana; per il banchetto di Erode, di albergatori; per la spada del martirio, di fabbricanti di armi da taglio.

La tradizione lo vede ispiratore delle note musicali UT‑RE‑MI‑FA‑SOL‑LA, grazie a un inno che Guido d’Arezzo compose in suo onore, rendendolo patrono dei cantori.
È ancora invocato dai trovatelli, battezzati davanti ai battisteri, dalle confraternite che assistevano i condannati a morte e dall’Ordine di Malta.
Nell’arte, Giovanni Battista è riconoscibile dal lungo bastone con croce recante l’iscrizione “Ecce Agnus Dei”, dal mantello rosso del martirio e dall’abito di cammello.
Esistono raffigurazioni di ogni momento della vita: dallo sussulto nel grembo materno all’incontro con l’angelo che annuncia la sua nascita; dal battesimo di Gesù nel Giordano alle scene della decollazione, con la giovane Salomé spesso protagonista per la sua danza fatale.
In ogni epoca, pittori e scultori hanno celebrato con ispirazione la figura di colui che, «voce di uno che grida nel deserto», preparò la strada al Signore.
.





