Ultimo dei profeti dell’Antico Testamento, Giovanni Battista è l’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra il giorno della nascita terrena (24 giugno), oltre a quello del martirio (29 agosto) ed è il precursore di Gesù.

Abbiniamo ora alcuni passi dei vangeli con alcune immagini che l’arte ci offre…  

(Luca 1, 5-7) “5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote di nome Zaccaria, del turno di Abìa; sua moglie era discendente d’Aaronne e si chiamava Elisabetta. 6 Erano entrambi giusti davanti a Dio e osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore. 7 Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due in età avanzata.” 

(Luca 1,11-25) 11 Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. 12 Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. 13 Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. 14 Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, 15 poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16 e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17 Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 18 Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». 19 L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. 20 Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».
21 Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. 22 Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
23 Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. 24 Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25 «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

Ghirlandaio – La visitazione, affresco Cappella Tornabuoni – Wikipedia, pubblico dominio

(Luca 1, 57-58) “57 Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58 I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.” 

Ghirlandaio – Cappella Tornabuoni, Nascita di San Giovanni Battista – Wikipedia, pubblico dominio

Il bambino fu circonciso e chiamato Giovanni, così come l’angelo aveva annunciato.

Ghirlandaio – Cappella Tornabuoni, Zaccaria scrive il nome del figlio, 1490 – Wikipedia, pubblico dominio

(Luca 1, 80). “80 Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” 

Tiziano – San Giovanni Battista – Wikipedia, pubblico dominio

(Marco 1, 6) “Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico” 

(Marco 6,14-29)
14 Il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui». 15 Altri invece dicevano: «È Elia»; altri dicevano ancora: «È un profeta, come uno dei profeti». 16 Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!».
17 Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. 18 Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». 19 Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, 20 perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
21 Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. 22 Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». 23 E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». 24 La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». 25 Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». 26 Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. 27 Subito il re mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa. 28 La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. 29 I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. Marco 6,14-29

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio – Decapitazione di Giovanni Battista – Wikipedia, pubblico dominio

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Continuiamo questo excursus stralciando alcune porzioni di testo dalla pagina: lacabalesta.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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Geertgen tot Sint Jans: Giovanni Battista nel deserto – Wikipedia, pubblico dominio

Patronati

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità, e molte città e chiese ne presero il nome.

Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti. Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono si sarti, pellicciai, conciatori di pelli; per l’agnello, dei cardatori di lana. Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori; per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici.

Un inno in suo onore diede a Guido d’Arezzo spunto per i nomi delle note UT RE MI FA SOL LA, ed è quindi patrono dei cantori. Come battezzatore è patrono dei trovatelli, che venivano abbandonati alle porte dei battisteri.
È patrono dell’Ordine di Malta, e di molte confraternite che assistevano i condannati a morte.

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Iconografia

Giuliano Bugiardini – La nascita di San Giovanni Battista, Zaccaria scrive il nome di Giovanni- Wikipedia, pubblico dominio

Attributo principale nell’iconografia è un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta “Ecce agnus Dei“; è vestito con l’abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.

Il Battista è rappresentato in tutti i momenti della sua vita, fin da quando, ancora nel ventre della madre, sussulta all’arrivo di Maria incinta di Gesù. È spesso rappresentata la sua nascita, e gli artisti indugiano sul delicato particolare di Zaccaria, che, reso muto dall’angelo per la sua incredulità, scrive su un libro il nome del neonato. È rappresentato bambino, già vestito con una pelle di cammello, in compagnia di Gesù e altri personaggi delle due famiglie. La raffigurazione più frequente è ovviamente la scena del battesimo di Gesù nel Giordano. È infine rappresentato nel momento del martirio, o subito dopo, quando la sua testa è presentata a Erode, Erodiade e Salomé.

Naturalmente i pittori di tutte le epoche hanno subito il fascino di Salomè, la bella fanciulla che danza.

Filippo Lippi – Banchetto d’Erode- Wikipedia, pubblico dominio

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stralcio testo dalla pagina: lacabalesta.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

 

Loretta Isgrò mi ha segnalato quanto sotto, tratto da torinocuriosa.it  

“Se a Torino dici San Giovanni ti rispondono subito “fuochi d’artificio” e “falò”. Il 24 Giugno è infatti l’attesa data in cui nella città sabauda tutto si ferma, si scende in piazza e si fa festa. Continuando, magari inconsapevolmente, una tradizione lunga migliaia di anni.
La festa di San Giovanni concide infatti con il rito pagano del solstizio d’estate, un passaggio che porta la Terra dal predominio lunare a quello solare, nella notte più breve dell’anno. Il rito serviva per esorcizzare la paura del cambiamento, per attraversare quella che era considerata una notte carica di energie: sulle colline e sui monti si accendevano i fuochi per cacciare demoni e streghe e prevenire le malattie.
E’ tipicamente piemontese la credenza che i falò di San Giovanni servissero per conservare i frutti della terra, assicurare buoni raccolti, proteggere da tuoni, grandine e malattie del bestiame.
Tra i riti propiziatori più curiosi di San Giovanni c’è quello di bruciare le vecchie erbe nei falò e raccoglierne di nuove per conoscere il futuro (come dice il detto, “San Giovanni non vuole inganni”); quello di comperare l’aglio per assicurarsi un anno propizio; quello di raccogliere un ramo di felce a mezzanotte e conservarlo in casa per aumentare i propri guadagni. La notte del 23 giugno è anche il momento giusto per raccogliere le noci ancora immature e preparare il “nocino”.

San Giovanni è patrono di Torino da tempi quasi immemorabili: già nel 602, ai tempi del duca Agilulfo, esisteva in città una chiesa a lui dedicata. Torino, sin dal medioevo, si fermava in onore del patrono per due giorni: in quell’occasione cittadini e contadini delle campagne circostanti accorrevano per assistere alla tradizionale corsa dei buoi in Borgo Dora. Il grande falò era acceso dal figlio più giovane del principe e rischiarava la piazza centrale la notte del 23 giugno. Gli unici momenti veramente cristiani erano la processione dalla Cattedrale a Palazzo Civico con le reliquie del Santo e la benedizione che metteva fine ai giochi e alle gare della festa (XV-XVI sec).
La tradizione fu interrotta a metà ottocento e ripresa nel 1971 per iniziativa della Associassion Piemontèisa: oggi la festa è incanalata nella più innocua ritualità, con cortei storici in costume, offerta dei ceri in Duomo da parte degli sposi, dono della Carità (il pane benedetto condito con pepe e zafferano offerto alle autorità civili, militari e religiose) e il tradizionale grande Falò di auspicio.

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