Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Atena, la dea associata alla leggerezza della nottola (Civetta di Atena)

Atena, la dea associata alla leggerezza della nottola (Civetta di Atena)

Eccezionale sin dalla nascita, Atena uscì già armata dalla testa di Zeus che, afflitto da una terribile emicrania, aveva ordinato a Efesto di aprirgli la nuca con un colpo d’ascia. 

Joseph Kuhn-Régnier – Nascita di Minerva – Wikipedia, pubblico dominio

La dea dunque non incarna solo conflitto e azione ma anche la ragione che prevale sull’istinto. Spesso la sua figura è accompagnata  da un uccello, la cosiddetta civetta (o nottola) di Minerva (che è il nome con cui la chiamarono poi i Romani). Da un punto di vista simbolico, le fattezze della nottola riproducono la lettera greca ϕ, legata alla filosofia, ed anche ad un concetto più ampio di armonia, equilibrio e bellezza.

Atena è dunque associata alla leggerezza grazie al volo della nottola, leggerezza che si riflette nel pensiero, nelle arti e nel suo stesso sapere.

La figura-chiave della nottola venne ripresa dal filosofo tedesco Georg Hegel, legandola alla funzione della filosofia.
L’uccello notturno inizia il proprio volo soltanto sul far della sera, quando oramai il tramonto si è presentato nel cielo. Il compito della filosofia è dunque quello di andare a spiegare la società, proprio per questo agisce soltanto al crepuscolo, quando ormai la civiltà ha vissuto la propria epoca e si avvia ad un declino.
La filosofia si priva di qualsiasi presunzione di cambiare, condurre o determinare la società, può intervenire solo quando essa ha raggiunto la propria piena realizzazione.

Gustav Klimt – Pallade Atena – Wikipedia, pubblico dominio

Nel corso dei secoli la figura di Atena ha notevolmente cambiato natura: da figura di sapienza e prudenza, si approda nel 1898 ad una Pallade Atena rappresentata come donna in carne ed ossa e non più come statua.

Klimt dipinge la dea  ammiccante nella posa, penetrante e ribelle nello sguardo, sottolineato da occhi grigi e fissi. Senza dubbio riflette l’epoca che fa da sfondo all’opera, identificandosi dunque come donna della Secessione Viennese; non perderà tuttavia gli attributi legati alla personificazione con la Vittoria (Nike) e sarà ancora presente l’armatura raffigurante la gorgone Medusa. E’ grazie alla sintesi che Klimt ne fa, a tratti di un’eroina-demone, che l’opera si colloca tra passato e presente, classicità e modernità.

Il mito dunque viene rielaborato ed interiorizzato nel corso delle epoche, influenzato dal contesto socio-culturale; così un tempo Atena, perfetta fusione tra forza e intelligenza, mente e corpo, veniva venerata per il carattere guerresco estremamente ragionato e sapiente, contrapponendosi nettamente al sanguinario Ares, disprezzato dai Greci, i quali ritenevano fosse una divinità da cui diffidare sempre.

Nell’epoca moderna, il valore trasmesso da Atena nella guerra risulta scomparso e a tratti sconosciuto. 

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Stralcio testo tratto da un articolo di Federica Mordini pubblicato nella pagina di cogitamusergosumus.wordpress.com sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…