Catreo, il figlio maggiore di Minosse, ebbe tre figlie: Erope, Climene e Apemosine, e un figlio, Altemene.

Consultando l’oracolo dipinto di John William Waterhouse – Wikipedia, pubblico dominio

Quando un oracolo predisse che Catreo sarebbe stato ucciso da uno dei propri figli, Altemene e Apemosine lasciarono Creta, nella speranza di sfuggire alla maledizione. Frattanto Catreo, che non si fidava delle sue due altre figlie Erope e Climene, le scacciò da Creta, di cui era divenuto re.

Erope, dopo essere stata sedotta da Tieste il Pelopide, sposò Plistene, che la rese madre di Agamennone e Menelao.
Secondo un’altra tradizione, Erope fu sorpresa un giorno da Catreo mentre accoglieva un suo amante nel palazzo; stava per essere gettata in mare allorché Catreo, dietro preghiera di Nauplio, la vendette come schiava a Nauplio stesso, assieme alla sorella Climene, che egli sospettava tramasse contro la sua vita. Impose tuttavia come condizione che né l’una né l’altra tornassero mai più in Creta.

Frattanto Atreo, rimasto vedovo, sposò Erope dalla quale ebbe Agamennone, Menelao e Anassibia.

Giovanni Francesco Bezzi – Tieste e Aerope – Template:Wadsworth Atheneum Museum of Art – Wikipedia, pubblico dominio

Durante il matrimonio con Atreo, Erope concepì per il cognato Tieste un’insana passione. Tieste acconsentì a divenire l’amante della giovane sposa di Atreo, a patto che essa gli consegnasse l’agnello dal vello d’oro. Erope gli dette di nascosto l’agnello e Tieste, orgogliosamente, poté guidare i magistrati alla propria dimora dove mostrò loro l’agnello, ne rivendicò la legittima proprietà e fu eletto re di Micene.
Malgrado ciò, Atreo riuscì a conservare la corona, per l’intervento di Zeus che inviò Ermete da Atreo per consigliargli di pattuire con Tieste che il vero re sarebbe stato designato da un altro prodigio: se il sole avesse invertito il suo corso, Atreo avrebbe regnato su Micene, atrimenti Tieste sarebbe rimasto in possesso del potere.
Tieste acconsentì ad abdicare se un simile prodigio si fosse verificato. Al che Zeus, con l’aiuto di Eris, sovvertì le leggi della natura e, subito, il sole tramontò ad est. Così Atreo, oggetto evidente del favore divino, regnò definitivamente sulla città.

L’avida frode di Tieste venne smascherata ed egli fu bandito dalla città. E Atreo, avendo conosciuto l’intrigo di Erope con Tieste, la punì gettandola in mare.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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