Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Il centauro Nesso

Il centauro Nesso

Il Centauro Nesso di Bartolomeo Cavaceppi, 1765 – Shugborough Hall – Staffordshire, Inghilterra – Wikipedia, pubblico dominio

Hera, la sposa di Zeus, era un modello di virtù e di fedeltà coniugale, e sebbene per la sua sovraumana bellezza, aveva molti ammiratori, ella non raccolse mai un loro sguardo, tanto fu sempre innamorata del suo Zeus.

Una volta però, toccò a Zeus ingelosirsi per la sua sposa. Capitò che Issione, re dei Lapiti, uccise il suocero e questo fatto sollevò l’indignazione generale. Zeus dal canto suo, perdonò e ebbe compassione per il re tanto da invitarlo sull’Olimpo; qui Issione mise gli occhi sulla bellissima Hera e ebbe anche il coraggio di confessarle il suo amore impossibile.
Hera, indignata, riferì tutto al marito che prima di punirlo come meritava, lo mise alla prova: prese una nuvola, Nefele, e le diede le sembianze di Hera, il temerario re ebbe l’audacia di abbracciare Nefele-Hera, e da quell’unione innaturale nacque il Centauro Nesso, figura mostruosa per metà uomo e per metà cavallo, progenitore della stirpe violenta dei Centauri, che ritroveremo nelle avventure di Hèracle.
Zeus allora fece legare Issione su una ruota infuocata, sulla quale doveva ruotare eternamente nel Tartaro.

Issione nel Tartaro legato alla ruota in un’illustrazione di Bernard Picart. – Wikipedia, pubblico dominio.

Stralcio testo tratto dalla pagina: mitologiagreca.blogspot.com

Nesso viveva sulle rive del fiume Eveno, che in precedenza si chiamava Licorma, e si occupava di trasportare i viaggiatori da una sponda all’altra.
Un giorno Ercole doveva attraversare il fiume insieme a Deianira, la seconda moglie, ma il centauro rifiutò di traghettare Ercole, che quindi lo guadò da solo.

Guido Reni – Nesso rapisce Deianira (1621), Museo del Louvre, Parigi – Wikipedia, pubblico dominio

Durante il percorso, quando Nesso si trovò ad avere in groppa la donna, tentò di rapirla dandosi alla fuga, ma Ercole lo uccise con una freccia avvelenata.

Evelyn De Morgan – Deianera – Wikipedia, pubblico dominio.

Prima di morire, convinse Deianira che se ella avesse intriso una veste con il suo sangue, avrebbe ottenuto l’amore eterno di Ercole, poiché sarebbe bastato che egli indossasse quella veste per rimanere fedele alla moglie.

Anni dopo, al termine della vittoriosa spedizione contro Ecalia, Ercole stava portando con sé la bella Iole, figlia del defunto re di Ecalia.

L’eroe inviò Lica, un suo compagno, dalla moglie, affinchè prendesse una veste bianca per fare un sacrificio.

Quando Lica arrivò da Deianira, lei, gelosa di Iole, gli consegnò la tunica di Nesso. Dopo che Ercole la indossò, fu colto da terribili dolori, perché il sangue del centauro era avvelenato dalla freccia che lo aveva ucciso, intinta tempo prima nel sangue dell’Idra di Lerna.

Ercole, impazzito dal dolore, uccise Lica e si fece bruciare su una pira funebre; Deianira si impiccò per il rimorso.

Stralcio testo tratto da un articolo di Gabriele De Bartolomeo pubblicato nella pagina cogitamusergosumus.wordpress sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Eracle dopo la morte venne condotto dagli dei nell’Olimpo e sposò Ebe, dea della giovinezza….

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