Ecco un breve elenco descrittivo dei miti della creazione per varie religioni. Per approfondire la conoscenza di questi è consigliato far riferimento alle singole religioni o culture.

Image by Yann Aubry from Pixabay

Ainu

La cosmologia del popolo Ainu constava di sei paradisi e sei inferni dove vivevano divinità, demoni e animali. I demoni si trovavano nel paradiso basso, le divinità minori vivevano tra le nuvole. Nel sommo paradiso viveva Kamui, la divinità creatrice, coi suoi servi. Il suo reame era circondato da un resistente muro di metallo ed era accessibile solo tramite un grande cancello di ferro.
Kamui creò il nostro mondo come un grande oceano adagiato su di una enorme trota. Secondo questa tradizione le maree srebbero dovute a questo pesce che di volte in volta succhia o caccia fuori l’acqua del mare; sempre questo pesce, tramite il suo movimento, sarebbe la causa dei terremoti.
Un giorno Kamui guardando dall’alto questo mondo acquatico decise di farne qualcosa. Così mando un suo messo che fece si che venissero a galla le isole.
Quando gli animali videro quanto fosse bello quel mondo, convinsero Kamui a lasciarli libersi di vivere in quel luogo. Kamui, tuttavia, creò anche molte altre creatura. Il primo popolo, gli Ainu, avevano corpi di terra, capelli di erba-gallina. Kamui mandò Aioina, l’uomo divino, sulla terra per insegnare agli Ainu come cacciare e cucinare.

 

Apache

All’inizio non esisteva niente, solo il buio era ovunque. Improvvisamente dal buio emerse un sottile disco, giallo da un lato e bianco dall’altro, che appariva sospeso a mezz’aria. All’interno del disco siedeva un piccolo uomo barbuto, il Creatore, “Colui che vive al di sopra”. Quando egli guardò nel buio infinito, la luce apparve in alto. Egli guardò in giù e divenne un mare di luce. A est, egli creò le strisce gialle dell’alba. Ad ovest, tinte di diversi colori apparvero ovunque. C’erano anche nubi di diversi colori. Egli creò anche tre altri dei: una piccola ragazza, un Dio Sole e un piccolo ragazzo. Poi creò i fenomeni celesti, i venti, la tarantola e la terra, in forma di una pallina marrone non più grande di un fagiolo, dal sudore dei quattro Dei mescolato nelle mani del Creatore. Il mondo fu espanso fino alla sua attuale forma dagli Dei che prendevano a calci la piccola palla marrone. Il Creatore disse al Vento di andare dentro alla sfera e di farla esplodere. La tarantola, il personaggio imbroglione del mito, tessette un filo nero e, attaccandolo alla sfera, scappò ad est tirandosi dietro il filo con tutta la sua forza. La Tarantola ripeté quest’azione con un filo blu, tirando questa volta verso sud, con un filo giallo verso l’ovest e con un filo bianco verso il nord. Con maestosi strattoni in ogni direzione, la sfera si allargò fino ad una grandezza non misurabile. Diventò la Terra! Non c’erano colline, montagne o fiumi, ma solo pianure soffici e prive di alberi. Allora il Creatore creò il resto degli esseri e delle bellezze della Terra

 

Aborigeni australiani

Nella cultura degli aborigeni australiani, la creazione del mondo svolge un ruolo fondamentale. La creazione risale al “tempo del sogno”, in cui gigantesche creature totemiche attraversarono la Terra cantando di ciò che incontravano (rocce, pozze d’acqua, animali, piante) e così facendo portarono questi elementi alla creazione vera e propria.

 

Babilonia

Il mito della creazione babilonese è stato descritto nell’Enûma Elish, di cui esistono varie versioni e copie, la più antica delle quali è datata al 1700 a.C.
Secondo questa descrizione, il dio Marduk si armò per combattere il mostro Tiamat. Marduk distrusse Tiamat, tagliandola in due parti che divennero la terra e il cielo. Dopo, distrusse anche il marito di Tiamat, Kingu, usando il suo sangue per creare l’umanità.

 

Bantu

La descrizione del demiurgo fatta dai Bantu è la seguente. In origine, la Terra non era altro che acqua e oscurità. Mbombo, il gigante bianco, governava questo caos. Un giorno egli sentì un fortissimo dolore allo stomaco e vomitò il sole, la luna e le stelle. Il sole splendeva perfidamente e l’acqua evaporò nelle nuvole. Gradualmente, apparvero delle colline asciutte. Mbombo vomitò di nuovo e questa volta vennero fuori gli alberi, gli animali, le persone e molte altre cose: la prima donna, il leopardo, l’aquila, l’incudine, la scimmia Fumu, il primo uomo, il firmamento, la medicina e la luce. Nchienge, la donna delle acque, viveva ad Est. Ella aveva un figlio, Woto, e una figlia, Labama. Woto fu il primo re dei Bakuba

 

Buddismo

Il Buddismo normalmente ignora le questioni riguardanti l’origine della vita. Il Buddha a questo riguardo disse che congetturare circa la fine del mondo porterebbe solo noia e follia.
Il Buddha affermò di non avere intenzione di esplicare queste origini perché le stesse non avevano nulla a che fare col suo obiettivo, il raggiungimento dell’illuminazione.

 

Cherokee

In principio, c’era solo l’acqua. Tutti gli animali vivevano sopra di essa ed il cielo era sommerso. Erano tutti curiosi di sapere cosa ci fosse sotto l’acqua ed un giorno Dayuni’si, lo scarabeo acquatico, si offrì volontario per esplorare. Esplorò la superficie, ma non riuscì a trovare nessun terreno solido. Esplorò sotto la superficie fino al fondo e tutto quello che trovò fu del fango che portò in superficie. Dopo aver preso il fango, esso cominciò a crescere e a spargersi tutto intorno, fino a che non divenne la Terra così come la conosciamo.
Dopo che tutto ciò accadde, uno degli animali attaccò questa nuova terra al cielo con quattro stringhe. La terra era ancora troppo umida, così mandarono il grande falco nel Galun’lati per preparala per loro. Il falco volò giù e quando raggiunse la terra dei Cherokee era così stanco che le sue ali cominciarono a colpire il suolo. Ogni volta che colpivano il suolo si formava una valle od una montagna. Gli animali poi decisero che era troppo buio, così crearono il sole e lo misero lì dove è tutt’oggi.

 

Cina

In Cina sussitono cinque maggiori punti di vista sulla creazione.
• Secondo il primo non ci sono le prove necessarie per spiegare la creazione e le sue origini.
• Il secondo si fonda sull’idea che il paradiso e la terra erano un’entità unica che poi si separò in due parti.
• Il terzo, apparso relativamente tardi nella storia della cultura cinese, è quello del Taoismo. Secondo questo il Tao è la forza alla base della creazione. Grazie al Tao, dal nulla è nata l’esistenza, dall’esistenza sono venuti fuori lo yin e lo yang e da questi è nata ogni cosa.
• Il quarto, anch’esso relativamente giovane, è il mito di Pangu. Secondo questa spiegazione, offerta dai monaci Taoisti secoli dopo Lao Zi, l’universo nacque da un uovo cosmico. Una divinità, Pangu, nascendo da quell’uovo lo ruppe in due parti: quella superiore divenne il cielo e quella inferiore la terra. Man mano che la divinità crebbe le due parti dell’uovo si separarono sempre più e, quando Pangu morì, le parti del suo corpo divennero varie zone terrestri.
• Il quinto è costituito da racconti tribali non legati in un sistema unicizzante.

 

La Genesi biblica

Secondo il libro della Genesi, ogni cosa fu creata da Dio. La Bibbia usa generi letterari simili alle culture del suo tempo, ma modifica i dati cosmologici in maniera da far risaltare la sua dottrina su Dio e sulla bontà della creazione.
Ci sono due racconti della creazione, corrispondenti grosso modo ai capitoli 1 e 2 della Genesi.
Genesi 1,1 – 2,3a
Il primo racconto della creazione (1,1-2,3a) usa lo schema letterario dei sette giorni. Il racconto suppone uno stato iniziale informe, in cui predominavano le tenebre e l’acqua (1,1-2). La creazione avviene per separazioni successive, nella seguente maniera:

  • Nel primo giorno viene separata la luce dalle tenebre (1,3-5).
  • Nel secondo giorno vengono separate le acque superiori (che si pensava stessero sopra la volta stellare) dalle acque inferiori (1,6-8 ). La concezione del tempo credeva che attraverso la volta celeste le acque superiori potessero filtrare, dando origine alla pioggia
  • Nel terzo giorno nelle acque inferiori viene separata la terra (1,9-10).
    Viene quindi generato il regno vegetale (1,11-13).
  • Nel quarto giorno vengono poste nel firmamento le due luci maggiori, il sole e la luna (1,14-19: separazione del giorno dalla notte); bisogna notare però che essi vengono chiamati “luminare maggiore” e “luminare minore”: l’autore biblico teme che si possano confondere con gli astri divinizzati dai popoli circostanti, e per questo non li chiama con il loro nome.
  • Nel quinto giorno vengono creati gli esseri marini e gli uccelli, e vengono benedetti perché possano moltiplicarsi (1,20-23).
  • Nel sesto giorno vengono creati gli animali (1,24-25).
    Viene poi creato l’uomo (1,26-31), con le seguenti caratteristiche:
    * deve dominare su tutto il resto della creazione;
    * è creato uomo e donna;
    * è creato a immagine e somiglianza di Dio;
    * è benedetto perché sia fecondo;
    * riceve in alimento i vegetali: semi e frutti degli alberi.
  • Il settimo giorno Dio cessa dal lavoro, e benedice e consacra il settimo giorno (2,1-3a). Ciò diventerà, nell’ebraismo, il precetto del riposo del sabato.
    Il testo afferma che tutta l’opera della creazione è “buona”; invece della creazione dell’uomo e della donna si dice che è “molto buona”, affermando in questa maniera la supremazia dell’essere umano su tutto il resto della creazione.
    Il testo suppone implicitamente che Dio è eterno, cioè che esisteva prima di creare il resto delle cose.
Image by Karin Henseler from Pixabay

Ebraismo

Il concetto di “Tzimtzum”, o ritirata di dio per lasciar strada a spazio e tempo, è un elemento centrale dell’approccio ebraico al concetto di Causa Prima, come venne esplorata dal rabbino Mosè Maimonide.

 

Cristianesimo

Nel Nuovo Testamento il concetto di Dio cambia e con lo svilupparsi della Trinità diventa più complesso:
Io sono l’Alpha e l’Omega, l’inizio e la fine (Apocalisse 1,8 ).
All’inizio fu il verbo e il verbo era Dio… Tutte le cose furono fatte da lui e senza lui niente sarebbe stato creato. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Giovanni 1,1-4).
Secondo il libro della Genesi, Dio pre-esisteva eternamente all’ordine creato. La Genesi riporta il primo atto di Dio verso il mondo che noi conosciamo: “Dio creò…” (Genesi 1,1). Tutta la creazione, dalla luce delle stelle del cielo ai pesci del mare, alla compenetrazione tra polvere e soffio divino che ha dato vita all’umanità, furono creati da Dio per godere della meravigliosa natura e dell’ambiente della terra. L’uomo e la donna fuorono creati per riflettere la potenza di Dio, per amare e ben amministrare le risorse del mondo e per offrire preghiere a Dio.
Unica in tutto l’ordine del creato, l’umanità, uomini e donne, è l’unica portatrice dell’imago Dei, l’immagine (dall’ ebraico tselem – come in un bambino a immagine del genitore) di Dio tra le cose animate e inanimate del creato. In quanto portatori della sua immagine, gli esseri umani hanno il mandato di camminare in comunità con Dio, e di prendersi cura l’uno dell’altro e del mondo. Resistendo all’invito al “Noi” della comunità con Dio e con gli altri, gli esseri umani scelgono di vivere nell'”Io” dell’individualismo e dell’auto-realizzazione.
A questo punto della narrativa delle origini nella Genesi, gli esseri umani divennero, per usare le parole di Francis Shaeffer, “indiscutibilmente piegati”. Questa isolazione auto-inflitta muove l’anima umana verso l’auto-conservazione e l’auto-assorbimento. Questa “caduta nell’ombra”, ha liberato percorsi distruttivi per la razza umana, e il bisogno di un Adamo redentore che scelga di vivere una vita in comunità con Dio, rovesciando così gli effetti della caduta.
Secondo il credo cristiano, Gesù, il Cristo di Dio, era il nuovo Adamo mandato a noi “nella pienezza dei tempi”. La ricerca dell’umanità di ritornare al giardino dell’Eden culminerà in un nuovo e ancora più pieno paradiso terrestre, sotto forma di cielo e terra nuova.

 

Antico Egitto

Nella mitologia egizia sono riportati tre miti cosmogonici distinti, corrispondenti a tre diversi culti dei maggiori centri sacerdotali.
Secondo la teologia eliopolitana, nota attraverso i “testi delle piramidi”, al centro del mito della creazione c’è il dio solare Atum. Nato dall’oceano primordiale (Nun), Atum salì su una collina, creò , secondo alcune traduzioni con lo sperma e secondo altre con la saliva Shu, il vuoto, e la dea Tefnut, l’umidità, che a loro volta generarono Geb e Nut, la terra ed il cielo. Da questi ultimi nacquero due coppie di fratelli e sorelle, Osiride, Iside, Seth e Nefti, i quali procrearono l’umanità. L’insieme di queste divinità formò la grande Enneade eliopolitana.
Secondo la dotrina menfita, la creazione del mondo sarebbe opera di Ptah, che con il cuore, sede del pensiero, e con la lingua, la parola datrice di vita, avrebbe generato otto emanazioni di sé.
La cosmogonia tebana, basata su un’antica leggenda della città di Ashmunein (Ermopoli), narra di una collina di fango che sarebbe emersa dalle acque, originando otto dei primordiali, quattro maschili con testa di rana e quattro femminili con testa di serpente. Queste otto divinità formarono l’Ogdoade ermopolitana. La leggenda passata a Tebe si sarebbe trasformata e gli dei avrebbero creato un uovo, da cui nacque Amon, il dio-sole.
Col tempo, i gruppi rivali si fusero, Ra e Atum furono identificati in una sola divinità. Amon divenne per un certo periodo la somma divinità per poi divenire una manifestazione di Ra.
Anche Ra e Horus furono identificati come uno solo quando si tentò, invano, di introdurre il monoteismo.

 

Grecia classica

Platone, nel suo dialogo Timeo, descrive un mito della creazione che coinvolge un essere chiamato demiurgo.
Esiodo, nella sua Teogonia, racconta che in principio c’era Caos, il quale diede vita a Gea (la Terra), Tartaro (gli Inferi), Eros (amore), Nyx (l’oscurità della notte) ed Erebo (le tenebre degli Inferi). Gea partorì poi Urano, il cielo stellato, suo pari, per coprire sé stessa, le colline e le profondità senza frutto del Mare, e Ponto, tutto “senza la dolce unione dell’amore”, ma solo da sé stessa. Successivamente, narra Esiodo, essa giacque con Urano e generò Oceano, Ceo e Crios e i Titani Iperione e Giapeto, Teia e Rea, Temi e Mnemosine e Febe dalla corona d’oro e l’amabile Teti.
“Dopo di loro nacque Crono, scaltro, il più giovane e il più terribile dei suoi figli, e odiava il suo potente padre.” Crono, seguendo le raccomandazioni di Gaia, castrò Urano. Egli sposò Rea che gli diede sei figli Estia, Demetra, Era, Ade, Poseidone, e Zeus. Zeus è i suoi fratelli rovesciarono Cronos e gli altri titani, quindi estrassero a sorte quello su cui ciascuno di loro avrebbe regnato. Zeus estrasse i cieli, Poseidone il mare, e Ade la terra.

 

Induismo

Il Mahaa-Visnu, in cui tutti gli innumerevoli universi entrano e da cui tornano indietro semplicemente seguendo il suo respiro, è un’espansione di Krsna. Quindi io adoro Govinda, Krsna, la causa di tutte le cause. (Brahma-samhitaa 5.48 )
Nella filosofia Hindu, l’esistenza dell’universo è governata dalla Trimurti composta da Brahma (il Creatore), Visnu (il Sostentatore) e Siva (il Distruttore). La sequenza di Avatar di Vishnu, il Dasavatara (Sanscrito: Dasa—dieci, Avatara—incarnazione) viene oggi generalmente accettata dalla maggior parte degli hindu come ben correlata con la teoria dell’evoluzione di Darwin, in cui il primo avatar si genera dall’ambiente acquatico.
Gli hindu quindi non vedono molto conflitto tra creazione ed evoluzione. Un ulteriore ragione per questo può essere il concetto hindu di tempo ciclico, come yugas, o i giorni di Brahma, cicli di circa 4.3 miliardi di anni (a differenza del concetto di tempo lineare presente in molte reliioni). Infatti, il tempo è rappresentato come Kaala Chakra — la Ruota del Tempo.
Nell’induismo, le creazioni della natura e di tutti gli Dei sono Sue manifestazioni. Egli è all’interno e senza le sue creazioni, pervadendo l’intero universo ed osservandolo dall’esterno. Quindi tutti gli animali e gli esseri umani hanno un elemento divino in loro che è coperto da ignoranza e illusioni (il velo di Maya) di materia o esistenza profana.

 

Inca

Il racconto inca della creazione è conosciuto grazie ai racconti tramandati dai sacerdoti oppure dalla iconografia delle ceramiche o delle costruzioni architettoniche, e grazie ai miti e alle leggende sopravvissute tra i nativi americani. Secondo questi racconti, nei tempi antichi la terra era immersa nell’oscurità. Allora, da un lago chiamato Collasuyu (adesso Titicaca), emerse il dio Con Tiqui Viracocha, portando con sè alcuni esseri umani. Allora Con Tiqui creò il sole (Inti), la luna e le stelle per illuminare il mondo. È proprio da Inti che il Sapa Inca, imperatore del Tawantinsuyu, discende. Al di fuori delle grandi caverne Con Tiqui modellò numerosi esseri umani, incluse alcune donne che erano già incinte. Allora egli mandò fuori queste persone in ogni angolo del mondo. Tenne però con sè un uomo e una donna a Cusco, l'”ombelico del mondo”.
Con, il creatore, aveva forma umana ma era senza ossa. Egli riempì la terra con cose buone per sopperire ai bisogni dei primi esseri umani. Le persone, però, dimenticarono il dio Con e si ribellarono. Così egli li punì smettendo di mandare la pioggia. La gente allora fu costretta a lavorare duramente arrangiandosi con la poca acqua che poteva trovare nei rigagnoli rimasti. Allora si affermò una nuova divinità, Pachacamac, che cacciò Con e trasformò le persone da lui create in scimmie. Pachachamac poi si impossessò della Terra e creò gli antenati del genere umano.
Il fondatore della prima dinastia dei sovrani di Cusco fu Manco Capac. Secondo una leggenda egli emerse dalle profondità del lago Titicaca grazie al dio del sole Inti. Un’altra versione della storia sosteneva che egli fosse il figlio di Tici Viracocha. Comunque alle persone comuni non era permesso pronunciare il nome di Viracocha, cosa che fornisce una possibile spiegazione della necessità di due miti di fondazione.
In uno dei due miti Manco Capac era il fratello di Pachacamac ed entrambi erano figli del dio del sole Inti, conosciuto anche con il nome di Apu Punchau. Lo stesso Manco Capac veniva onorato come un dio del fuoco o del sole. Secondo la leggenda di Inti, Manco Capac e i suoi fratelli di madre erano stati mandati sulla terra dal dio del sole ed erano fuoriusciti da una caverna del Pacaritambo portando un bastone dorato chiamato tapac-yauri. Essi dovevano creare un Tempio del Sole nel luogo dove il bastone sarebbe affondato dentro la terra. Essi viaggiarono fino a Cusco lungo gallerie sotterranee e finalmente trovarono il luogo adatto per costruire il tempio in onore del dio del sole Inti, loro padre. Durante il viaggio uno dei fratelli di Manco Capac e forse anche una delle sue sorelle vennero tramutati in pietre sacre (huaca). In un’altra versione di questa leggenda, invece di apparire da una caverna a Cusco, i fratelli sarebbero emersi dalle acque del lago Titicaca.
Secondo la leggenda di Tici Virachocha, invece, Manco Capac era il figlio di Tici Viracocha: egli e i suoi fratelli (Ayar Anca, Ayar Cachi e Ayar Uchu) e sorelle (Mama Ocllo, Mama Huaco, Mama Raua e Mama Cura) vivevano vicino Cusco, presso Pacari-Tampu (oggi Pacaritambo, a 25 km a sud di Cusco). Una volta formato un popolo piuttosto numeroso riunito in dieci ayllu essi tentarono di assoggettare le tribù della valle di Cusco. Questa leggenda comprende inoltre il bastone d’oro, sostenendo che questo era stato dato a Manco Capac da suo padre. La leggende inoltre narra che il giovane Manco avrebbe ucciso i suoi fratelli più grandi diventando così l’unico governante di Cusco.

 

Islam

Nell’Islam ogni creazione è attribuita ad Allah (il nome proprio di Dio in arabo). Egli è l’unico Dio per i musulmani. È chiaramente identificato come la “prima causa” in numerosi versetti del Corano. In quanto Creatore ed Eterno e in considerazione dell’impossibilità della materia bruta (madda) di sussistere senza il Suo continuo intervento, a Lui è attribuita la proprietà di qualsiasi atto creato, ivi compreso quello apparentemente riferibile all’essere umano, il quale ne avrebbe in definitiva il solo possesso.

 

Maya

La storia della creazione secondo i Maya è raccontata nel Popol Vuh. All’inizio vi erano solo cielo e terra, personificati come una trinità di dèi chiamata Cuore-del-Cielo. Essi volevano che ci fosse qualcuno a lodarli. Cominciarono perciò col dire “Terra”, che dunque apparve dal mare, seguita da montagne e alberi; questo indusse Cuore-del-Cielo a dichiarare che “il nostro lavoro sta procedendo bene”. I successivi ad essere creati furono gli animali della foresta: uccelli, cervi, giaguari, serpenti. Venne loro detto di moltiplicarsi e spargersi, e poi di parlare e “rivolgerci preghiere”. Ma gli animali non facevano altro che stridere e ululare. Di conseguenza essi furono resi inferiori, e destinati a divenire servitori di chiunque avrebbe adorato Cuore-del-Cielo. Allora Cuore-del-Cielo tentò di dar vita a creature più rispettose traendole dal fango. Ma i risultati furono modesti, e così egli permise che la nuova razza fosse spazzata via e dissolta dall’acqua. Cuore-del-Cielo si rivolse ai suoi nonni, che suggerirono il legno come materiale più adatto. Ma gli uomini di legno non si rivelarono altro che automi senza cervello; così Cuore-del-Cielo provocò la distruzione di questa nuova razza per mezzo di un temporale. Questo fece sì che gli animali si rivoltassero contro gli uomini di legno; si ribellarono persino i vasi e i macinatoi, che schiacciarono loro il viso. Gli uomini di legno fuggirono nelle foreste e furono mutati in scimmie. Cuore-del-Cielo allora compì un altro tentativo di creare una razza convenientemente rispettosa, e infine vi riuscì plasmando gli esseri umani a partire da un impasto di mais.

 

Maori

Il mito della creazione Maori racconta che in origine il cielo e la terra erano uniti, quando Ranginui, il Padre Cielo, e Papatuanuku, la Madre Terra, giacevano insieme stretti in un abbraccio. Essi ebbero molti figli, che vivevano nell’oscurità che vi era tra loro due. Ma i figli desideravano vivere alla luce, e così divisero i genitori contro la loro volontà. Il dolore per la separazione da allora affligge Ranginui e Papatuanuku. Le lacrime di Ranginui cadono sotto forma di pioggia verso Papatuanaku per mostrare quanto egli la ama. Le foschie che si levano dalle foreste sono i sospiri di Papatuanuku quando il calore del suo corpo brama il compagno e continua a nutrire l’umanità.

Image by Pexels from Pixabay

Navajo

In principio c’erano le Persone Sante, supernaturali e sacre, che vivevano sotto terra in quattro mondi sottostanti. Una grande inondazione sotterranea forzò le Persone Sante a risalire in superficie attraverso un sentiero, dove ricrearono ogni mondo che incontravano. Negli ultimi mondi, la Donna del Cambiamento diede vita agli Eroi Gemelli, chiamati “Mostro dilaniatore” e “Figlio delle acque” che hanno avuto molte avventure in cui hanno liberato il mondo dal male. Le Persone della Superficie, mortali, furono creati nel quarto mondo, e il Primo Uomo e la Prima Donna vennero creati dalle bucce del grano bianco e giallo. Gli dei insegnarono loro cerimonie, praticare ancora oggi.

 

Mitologia norrena

Odino e i suoi fratelli usarono il corpo di Ymir per creare l’universo. Questo universo consta di nove mondi. Loro posero il corpo sul vuoto chiamato Ginnungagap. Loro usarono la sua carne per la creazione della terra e il suo sangue per il mare. Il suo teschio, tenuto su da quattro nani (Norðri Nord, Suðri Sud, Austri Est, e Vestri Ovest), fu usato per creare il paradiso. Quindi usando scintille da Muspellheimr, gli dei crearono il sole, la luna e le stelle. Le sopracciglia di Ymir invece furono usate per creare un posto dove la razza umana potesse vivere su; un posto chiamato Miðgarðr. I primi umani, Askr ed Embla, furono creati da tronchi.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: sempliciemozioni.forumfree.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

.