Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Pittura – Giovanni Bellini, soprannominato il Giambellino

Pittura – Giovanni Bellini, soprannominato il Giambellino

Ben poco si sa dei primi anni della vita di Giovanni Bellini (Venezia, ca 1430 – 1516). La concordanza della sua data di nascita con quella del fratello e il non essere ricordato nel testamento della madre, hanno fatto pensare che il Giambellino fosse figlio naturale di Jacopo.

Giovanni Bellini – Autoritratto, 1500 circa – Wikipedia, pubblico dominio

Del suo periodo giovanile ci restano molte Madonne, tutte legate, pur nell’acerbità dei toni, alla produzione paterna. Nei dipinti non legati alla sola raffigurazione della Vergine, esprime un’esperienza nuova, più luministica, che non risente della produzione precedente, da cui si distacca attraverso una visione del paesaggio ravvivato dalla luce che compenetra l’episodio, di cui è sublime e drammatico esempio il Cristo morto di Brera. La partenza di Gentile per Costantinopoli contribuì, attraverso un incarico ufficiale, alla fama di Giovanni che dipinse alcune tele (distrutte poco tempo dopo) nel Palazzo Ducale; altre sue opere andarono bruciate, ma sufficienti sono i suoi soggetti sacri per attestare la grandiosità della sua arte, come l’Incoronazione della Vergine di Pesaro, il Cristo deposto della Pinacoteca Vaticana, la Trasfigurazione di Napoli.
Le sue numerose Madonne formano un insieme d’alto valore artistico, da quelle degli anni giovanili, alle più studiate e più robuste della maturità, di Brera, Verona, Berlino, dell’Accademia Carrara di Bergamo, del Correr e dell’Accademia di Venezia. Dei molti ritratti, di cui ne sono rimasti pochi, va ricordato quello del doge Loredan alla National Gallery di Londra, ma abbiamo già accennato come parecchie figure delle grandi tele eseguite dal fratello siano in realtà opera del Giambellino.

Negli ultimi anni della sua vita, circondato da una schiera di allievi (Rondinelli, Boccaccino, Mazzola e molti altri), eseguì dipinti nei quali afferma, con vigore, la concezione luministica che sarà alla base di tutta la successiva pittura veneziana, dalla pala di S. Zaccaria al Battesimo di Cristo di Vicenza, alla Mistica allegoria degli Uffizi, fino all’ultimo capolavoro, la pala luminosa, morbidamente chiaroscurata, della chiesa di S. Cristoforo.

Stralcio testo tratto dalla pagina: digilander.libero.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Giovanni Bellini – Allegoria del Purgatorio – Galleria degli Uffizi, Firenze- Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Pietá – Pinacoteca di Brera – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Pala Barbarigo (1488) – San Pietro Martire, Murano – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Presentazione di Cristo al Tempio – Kunsthistorisches Museum – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Vicenza – Chiesa di Santa Corona – Battesimo di Cristo – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Trasfigurazione di Cristo- Museo nazionale di Capodimonte, Napoli – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Madonna del Prato – National Gallery, London – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Madonna col Bambino tra san Polo e san Giorgio – Gallerie dell’Accademia, Venezia – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Trittico dei Frari – Madonna col Bambino con San Nicola, San Pietro, San Benedetto e San Marco evangelista – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – La Crocifissione – Museo del Louvre – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Compianto sul Cristo morto con Giuseppe d’Arimatea, la Vergine e la Maddalena, tra s. Marta e Filippo Benizi – Gallerie dell’Accademia, Venezia – Wikipedia, pubblico dominio

Giovanni Bellini – Pietà Martinengo – Gallerie dell’Accademia, Venezia – Wikipedia, pubblico dominio